Il Time Management Del Marketer di SUCCESSO (nel 2021) e Come NESSUNO Te l’ha Mai Condiviso

gestione del tempo e time management

In questo articolo voglio condividere l’importanza di saper gestire il proprio tempo con successo senza dover ricorrere a tecniche così astruse che invece di farti guadagnare tempo te lo fanno perdere.

E poi le chiamano “strategie efficaci!”

In fondo quante volte ti è capitato di:

  • Iniziare la giornata con i migliori propositi ma di finirla nel peggiore dei modi

  • Scrivere la “to do list” per poi renderti conto che nemmeno la metà delle task è stata spuntata come “eseguita”

  • Incasellare tutte le procedure quotidiane in “azioni da fare”, “azioni fatte”, “in esecuzione” per poi avvertire un senso di confusione perché non hai idea se stai andando nella direzione giusta oppure no

  • Utilizzare degli strumenti online di gestione del tempo o time management per renderti conto che alla fine anziché avere più ore durante l’arco nella giornata ne hai di meno perché non riesci a prendere familiarità con sti “aggeggi tecnologici”

  • Monitorare le azioni che fai con un timer ma poi non riesci a rimanere focalizzato per via del ticchettio dei secondi, e della pressione psicologica che ti crea lavorare a scadenze orarie

E’ ora di dire basta a queste “diavolerie!”

Tutte queste tecniche della gestione del tempo sono frustranti!

tecniche gestione del tempo

E lo capisco, perché pure io prima di iniziare la mia avventura nel mondo del web non ero un campione di gestione del tempo.

Anzi… tutt’altro!

Pensa che il tempo era un mio acerrimo nemico non solo nell’arco della giornata ma anche in piscina, perché da nuotatore professionista quale ero, gareggiando ad alti livelli dovevo “battere” il tempo.

Quindi o mi allenavo e cercavo di prepararmi “mentalmente” alla prestazione… oppure bastava anche una banalissima distrazione per vanificare mesi e mesi interi di lunga e ardua preparazione.

L’equivalente di quello che succede nella nostra quotidianità.

Siamo spinti dai migliori intenti per gestire il nostro tempo ma poi:

  • Un imprevisto
  • Una telefonata
  • Una notifica (quelle sono le peggiori)
  • Un pensiero
  • Un rumore

Insomma basta un niente che vanifica la produttività implicita nella gestione del tempo.

In fondo…

Ti sai mai fatto questa domanda?

Perché abbiamo bisogno del time management?

Perché dobbiamo stare a misurare il tempo?

Perché dobbiamo avere una tracciabilità di quelle che sono le azioni quotidiane che facciamo?

Perché dobbiamo sapere in quanto tempo ci impieghiamo a fare una determinata azione?

Perché a volte è così difficile essere produttivi?

Ma allora… il problema della gestione del tempo, della produttività, dell’avere successo… non dipendono dalla gestione delle nostre giornate ma dalle distrazioni che abbiamo?

Già.

Il punto è proprio questo.

In fondo se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente sei una persona che:

  • Ha una sua professione nel mondo tradizionale

  • Ha già preso in considerazione il mondo online (magari hai avuto modo di visionare pure questo contenuto >)

  • Ha creato una sua agency che si occupa di pubblicità e conosce cosa significa lottare contro il tempo e del non averne mai abbastanza

  • Si sta affacciando all’infomarketing e volendo fare tutto da solo, hai come la sensazione di non riuscire ad arrivare d’dappertutto

In fondo tutto noi abbiamo:

  • Una famiglia
  • Degli hobby
  • Degli svaghi
  • Degli interessi
  • Degli obiettivi

E quindi mettere al primo posto il lavoro o quelle azioni che porterebbero dritti al risultato non è poi da tutti.

Ma è qui che “casca l’asino” in merito al concetto della “gestione del tempo”.

E’ più una questione di gestione PRIORITA’

gestione priorità time management

Pensaci un attimo.

Lasciamo momentaneamente da parte il concetto del tempo e focalizziamo l’attenzione sulle priorità.

Dimmi… hai un’idea precisa di quelle che rappresentano le tue priorità?

Hai idea di cosa sono e perché si dovrebbero conoscere?

Sicuramente nella tua mente in questo momento starai pensando a cose del tipo:

  • Portare i figli a scuola
  • Fare più soldi
  • Avere più clienti

Che di base sì possono essere considerate delle priorità, ma non hanno la ben che minima attinenza con la gestione del tempo.

Ti spiego perché.

Quando parlo di priorità mi riferisco a delle azioni che se vengono fatte ogni singolo giorno ci avvicinano di un passo in più a quelli che sono i nostri obiettivi.

Quindi tornando al concetto del “marketer”, un esempio di priorità giornaliera può essere la seguente:

  • Realizzare un video per il canale YouTube (se lo faccio e viene poi caricato mi permette di raggiungere nuove persone organicamente che possono essere interessate al mio mondo “infomarketingX”)

  • Controllare il flusso di cassa giornaliero ed intervenire nelle aree di competenza a seconda delle criticità

  • Confrontarmi con i miei mentori e le azioni da fare per aggiungere 30.000 infomarketer entro il 2025

  • Monitorare i KPI del funnel

  • E altre cose di cui parleremo nei prossimi contenuti.

Fine.

Di base queste sono le mie uniche priorità giornaliere che possono occuparmi anche solamente 60 minuti.

Il resto della giornata decido se renderlo “free” oppure dedicarlo a migliorare ciò che ho già creato o a quelli che sono i miei obiettivi.

Quindi sulla base di questo…

Mik come posso iniziare a gestire il mio tempo da SUBITO senza diventare vittima della distrazione o del controllo eccessivo?

Molto semplice.

Devi sapere dove vuoi andare e quelli che sono gli ostacoli da evitare.

Non è un caso se all’interno della week 2 di Infomarketing Lifestyle faccio fare tanti esercizi sulla mentalità e sulla realizzazione degli obiettivi.

Perché fino a che io non ho definito dove voglio andare e non ho idea dell’identità dei miei ostacoli o nemici… sarò sempre in preda a distrazioni e perdite di tempo.

Fanno parte del gioco.

Ma se quello che vuoi raggiungere è qualcosa che ti fa pure paura… amico mio quello che farai di conseguenza sarà:

  • Eliminare amicizie inutili che ti fanno perdere solo tempo
  • Spendere meno ore di fronte la TV
  • Evitare di spettegolare su argomenti dei quali non hai il minimo controllo, iniziando ad occuparti di come puoi migliorare la tua situazione a partire da oggi stesso
  • Mettere il telefono in modalità “non disturbare” cosicché nemmeno un suono emetterà – se non che per chiamate urgenti o sveglie

Ovviamente tutto questo preclude una certa dose di DISCIPLINA personale nel fare il necessario per avvicinarsi a quelli che sono i tuoi obiettivi, ma se inizierai a farlo, di riflesso comincerai a prendere dimestichezza nella gestione del tempo.

Vuoi sapere un segreto?

Ti renderai conto che la gestione del tempo comincerà dal momento in cui elimini tutto il superfluo che non ti avvicina ai tuoi goal.

Ovviamente devi essere disposto ad eliminare quello che non ti serve perché è normale che rimanga un “ancoraggio emotivo” a quelli che sono i tuoi affetti e le tue abitudini quotidiane.

Come ad esempio:

  • Gongolare sui social
  • Rispondere ad ogni messaggio su WhatsApp
  • Vedere in modo compulsivo ogni notifica e rispondere
  • E tutta una conseguente lista di azioni inutili

Fino a che non decidi TU stesso di iniziare ad apportare questi piccoli cambiamenti per investire il tuo tempo in situazioni di qualità… scordati ogni tecnica di Time Management.

  • Perché puoi avere anche il timer più figo al mondo.
  • Puoi avere anche pianificata la tua settimana ogni singolo minuto al giorno
  • Puoi avere le migliori intenzioni

Ma… se non decidi OGGI d’innescare un piccolo e costante cambiamento ogni giorno, partendo dalle tue abitudini fino a raggiungere una pianificazione della tua giornata con le giuste azioni da fare, gestione imprevisti e quindi del tempo…

A poco serve tutto quello che c’è lì fuori come “time management”.

Non sono qui a farti o proporti un corso sulla gestione del tempo.

Già questi concetti condivisi in questo articolo sono più che sufficienti per capire cosa fare e come farlo.

Del resto la radice del successo parte da ciò che vorrai fare oggi, domani e dopo domani ancora.

Solamente che se non si è disposti a fare un grande lavoro interiore così come condivido nella settimana 2 del mio programma Infomarketing Lifestyle e non si è protetti all’interno di un ambiente potenziante (perché anche il fatto di circondarsi dalle giuste persone è la chiave), non si potrà mai essere dei guerrieri nella gestione del tempo.

Pertanto a prescindere da quello che è il tuo livello attuale, inizia da qui >

Poi farò dei contenuti più mirati anche in merito la mia giornata tipo, come la gestisco e come riesco ad essere sempre focalizzato nonostante i mille stimoli quotidiani.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

Ma lo smart working significa guadagnare da casa? Facciamo chiarezza

Una cosa che è successa negli ultimi mesi a fronte di una
pandemia è stato quello di rivalutare il mondo online.

E questo lo dimostrano il fatto che le testate
giornalistiche hanno iniziato a parlare di “lavoro agile” o “lavorare in
smart working
”. Parole che nell’ordinario comune non si erano sentite
spesso e volentieri.

Ma da quel momento in poi tutto ha iniziato a cambiare.

La consapevolezza delle persone in merito al lavorare in smart working è cambiata notevolmente.

E’ bastata una “pandemia” a cambiare radicalmente gli
equilibri nel mondo del lavoro.

Si sono verificate situazioni in cui persone che fino a
qualche momento prima non consideravano minimamente le potenzialità dell’online,
a fare di tutto pur di capire da dove iniziare per applicarlo nel proprio caso
specifico.

Infatti se tu sei una persona che ad oggi:

  • Ha una professione come “libero professionista”
  • Segue i social network nell’azienda in cui lavora
  • Ha a che fare con realtà imprenditoriali
  • Vuole capire come trovare il modo per poter sfruttare efficacemente i social network senza risultare banale, scontato e prevedibile…

Devo ammettere che nemmeno io mi aspettavo una ricettività simile da parte del pubblico in merito al mondo online, ma quando emergono situazioni in cui l’unica via possibile è quella del “lavoro agile”, è chiaro che o si continua a rinnegare l’evidenza, oppure ci si avvicina a nuovi paradigmi.

Quindi ecco quello che vedremo all’interno di questo contenuto targato Mik Cosentino.

Nota importante prima di proseguire: se stai pensando che all’interno di questo contenuto andrò a condividere delle strategie per guadagnare online senza fare fatica o con metodi fuorvianti… sappi che non troverai niente di tutto questo.

Per me l’etica e la qualità delle informazioni vengono prima
di tutto.

Altrimenti non si spiegherebbero loro.

Fatta questa breve ma doverosa premessa permettimi di affrontare il discorso di questo articolo.

Cos’è lo Smart Working e come poterlo applicare con successo (lavorare da casa non è così “scontato e facile come sembra”)

cosa è lo smart working

Si pensa che lavorare da casa sia una passeggiata o che
comunque chi lavora in smart working sia vantaggiato rispetto ad altre
tipologie di professione, ma in realtà, la realtà è ben diversa da come viene
dipinta.

Se è vero che da quando è emersa la pandemia il mondo del
lavoro è cambiato, allo stesso tempo siamo entrati nell’era in cui se non si
hanno delle conoscenze, competenze ed attitudini al risultato, è realmente
difficile sbarcare il lunario.

Questo è un dato di fatto.

Sempre più lavori andranno via via esaurendosi lasciando
spazio a quelle professioni in cui è richiesta un’attitudine al risultato e
competenze strategiche ben precise.

Ciò che è facile da fare sarà facilmente sostituibile.

Non lo dico per fare terrorismo psicologico, ma lo dico per
un dato di fatto.

Per questo motivo, associare il “lavoro agile” ad un qualcosa di semplice da fare che permette di “guadagnare da casa” non è poi così immediato.

Ci sono tutta una serie di conoscenze, competenze e
attitudini che fanno la reale differenza.

Se vengono trascurate, poi si lascia spazio alla mal interpretazione.

È assolutamente vero che lo smart working è definito come il
“lavoro agile”, nel senso di qualcosa che si riesce a fare anche da casa in
presenza di un pc, connessione internet o smartphone.

Tuttavia è altrettanto vero che non tutte le professioni
possono essere “spostate” a casa.

Non solo per la quotidianità presente nelle mura domestiche ma anche per la tipologia di professione.

  • Se sei un calzolaio e aggiusti le scarpe, a meno che tu non abbia un laboratorio a casa, non ti puoi mettere a fare la stessa cosa online (a meno che tu non voglia creare un corso online o fare consulenze in remoto ad aziende o professionisti di settore)
  • Stesso discorso per un gommista, idraulico, meccanico, ristoratore (un ristorante, officina, o azienda fisica non la puoi spostare realmente online, a meno che…)

Questo non significa che non ci siano sbocchi di smart working anche in tal senso, perché ogni attività ha necessità di più clienti e di un meccanismo che sia in grado di portare nuove persone a comprare i propri prodotti o servizi.

Quindi se scopri come apprendere le competenze di marketing,
vendita e sponsorizzazione online, applicandole poi al proprio contesto
specifico, comprendi bene che tutto questo inizia ad essere molto più fattibile
e realizzabile.

Esiste un processo di apprendimento e valutazione di questo meccanismo, processo che puoi vedere nel dettaglio nella pagina che ti si apre cliccando qui >

Allo stesso tempo non è così scontato lavorare da casa = Smart Working

Lavorare da casa prevede tutta una serie di attitudini,
competenze e gestione del tempo e produttività che non tutti sono in grado di
possedere.

Se ad esempio sei un venditore, ed hai anche una lista di
clienti da chiamare, puoi lavorare anche da casa.

Ma se non pianifichi le tue giornate, le azioni da fare ogni
giorno e se in casa non hai il giusto clima per svolgere chiamate di vendita,
comprendi bene che sì, puoi fare smart working (quindi lavoro agile e
produttivo ovunque ti trovi) ma se non sai come gestirlo, rischia di diventare
l’opposto del lavoro agile.

Comprendi cosa sto cercando di dirti?

Hai mai sentito dire:
eh vabbè ma lui lavora di fronte al pc, può farlo dove e come vuole.

Certo è vero ma se in casa ci sono altre persone che non
comprendono quello che fai,  e continua
ad esserci un clima opposto a quello professionale, rischi di essere
“disturbato” in ogni istante e a non avere nemmeno la giusta concentrazione a
riguardo.

Anche perché poi bisogna entrare nelle criticità dello smart
working, perché se per certi versi è vantaggioso lavorare da casa o ovunque ti
trovi…

Allo stesso tempo può essere poco profittevole perché a
volte trovarsi in ambienti che non siano quelli lavorativi, rischia di minare
la propria produttività, la concentrazione e quindi arrivare a fine giornata con
la consapevolezza che non si ha concluso molto.

E questo diventa “pericoloso” in termini di risultati
raggiungibili.

Ed è proprio questo ciò che non viene visto da chi non è
all’interno dello smart working.

A tal proposito permettimi di fare chiarezza su un altro aspetto che stavo accennando poco fa.

Ecco le applicazioni dello smart working nel 2020

applicazioni smart working

Aspetta aspetta! Il fatto che abbia condiviso la parola “applicazioni” non significa che esistono delle applicazioni che permettono di lavorare in modo “agile”. No. Anche perché in caso affermativo sarebbe un confondere la produttività con lo smart working, che per certi versi è anch’essa elemento molto importante, ma ora non è argomento di questo contenuto.

Infatti quello che voglio dirti adesso è farti qualche
esempio di smart working sulla falsa riga di ciò che stavo accennando
precedentemente.

Ricordi l’esempio che stavo facendo poco fa riguardo i
lavori tradizionali che per certi versi non posso essere svolti da casa?

Tipo:

  • Il caso del gommista
  • L’idraulico
  • Il ristorante
  • Il calzolaio
  • Ecc

Queste tipologie di lavoro non le puoi svolgere da casa, a
meno che non si abbiano le stesse attrezzature anche nelle mura domestiche, ma
questo è fuori discussione.

Quindi comprendi bene che lo smart working non può essere
svolto in questi ambiti.

Tuttavia se amplifichiamo le vedute e iniziamo a vedere la
situazione da un punto di vista più ampio, ecco che il lavoro agile, per certi
versi, è anche applicabile a questi contesti.

Mi spiego meglio.

Le tipologie di attività sopra indicate hanno un comune denominatore, che è quello di:

  • Avere più clienti e marginare di più

Pertanto delle strategie di marketing o digital marketing, in qualche maniera devono essere utilizzate ed applicate in questi contesti se si vuole possedere un’attività che funzioni a dovere.

Perciò serviranno delle persone che si occupano (anche da
casa) della creazione di strategie di marketing, comunicazione online, gestione
clienti ecc.

Quindi anche in contesti come questi lo smart working è applicabile, andando comunque a favorire la crescita e il sano sviluppo di un’attività imprenditoriale in cui un ramo aziendale può essere digitalizzato.

Come?

Con dei video sui social in cui si condividono i motivi per cui ci si sta muovendo nel settore, e come il proprio servizio di assistenza o supporto può essere realmente utile risparmiando tempo, soldi e risorse.

Oppure ancora si può creare e agganciare un meccanismo di funnel online in cui un utente viene attirato con una speciale offerta e nutrito con proposte successive e consecutive.

Che guarda caso è la stessa cosa che insegno a fare,
applicare e replicare a tutte le persone che si affidano a me.

Guarda le loro opinioni >>

Svelati i passi da fare subito per stare al passo con i tempi del lavoro agile

lavoro agile

Come hai potuto scoprire in questo contenuto, lo smart working è applicabile quasi in qualsiasi contesto.

In alcuni casi si può implementare anche totalmente, mentre in altri, in parte.

Ma ad ogni modo è un aiuto ed un vantaggio non da poco perché permette di rendere più fluida l’esecuzione di una task che riesce a sistematizzare dei processi aziendali in tempi relativamente brevi favorendone un beneficio netto sotto forma di:

  • Maggiore visibilità online (farsi trovare dai potenziali clienti è la base del successo di un’attività imprenditoriale e non)
  • Aumento del flusso di persone in target interessate ai prodotti o servizi proposti
  • Possibilità di convertire in clienti anche sconosciuti che non erano persone del parco clienti
  • Eventualità di creare un asset digitale slegato dal lavoro fisico (differenziazione delle entrate economiche con maggiore marginalità a parità di servizio erogato)

Del resto vedere un video online o scaricare un report dal
sito non prevede lo stesso costo fisso di manutenzione fisica o erogazione del
servizio.

Per questo motivo implementare il lavoro agile in una realtà professionale è molto importante.

Questo è smart working.

Questo è vedere il lavoro sotto una nuova luce in grado di
fornire benefici digitali che oggi giorno le persone ancora stentano a vedere.

Ovviamente bisogna:

  • Analizzare la situazione
  • Sondare il mercato
  • Valutare la fattibilità di una digitalizzazione con finalità di essere più visibili, presentando offerte e marginando di più (acquisendo nuovi clienti da utilizzare come veicolo di PR – se porti un amico hai diritto al 20% di sconto – bonus fedeltà ad esempio)

Quindi come vedi la visione d’insieme unita alla giusta
strategia fa la totale differenza.

Per questo non ci si deve mai improvvisare a riguardo.

Ed è per questo che è giusto farsi un’idea di come poter
utilizzare nel modo corretto il “lavoro agile” all’interno del proprio business
senza lasciare le cose al caso e senza commettere errori inutili.

Mik Cosentino

PS. So che come intendo lo Smart Working non è uguale al dire comune. Per quanto sia giusto vederlo come un “lavoro da casa”, se ci hai fatto caso, come task di alto impatto che si possono compiere da casa, sono azioni ben precise che portano risultati concreti.

E guadagnare dal comfort del proprio divano è ben più complesso e arduo di come si tende a credere lì fuori. Se non si hanno le giuste competenze, hai voglia a stare comodo e aspettare che accada qualcosa.

Allarga le tue vedute e vai oltre il dire comune.