X-Planet NFT | Non è una semplice immaginetta, X-Planet darà il via alla formazione token-gate

formazione token-gate

Con mio fratello Gabbo ne abbiamo parlato in un recente Twitter Space la scorsa settimana.

Ti ricondivido l’anteprima qui di seguito:

Ecco i punti salienti che abbiamo mostrato durante quella sessione:

  • perché ad oggi la stragrande maggioranza dei formatori continua a puntare il dito al web 3.0 pensando che sia uno scam e che presto questa bolla degli NFT imploderà;
  • cosa stiamo facendo dentro InfomarketingX dando vita all’X-Planet NFT;
  • perché abbiamo deciso di dare vita ad una formazione con accesso “token-gate” iniziando a discostarci dal classico approccio del web 2.0;
  • spoiler su svariate utilità che abbiamo intenzione di condividere a coloro che decideranno di entrare dentro al nuovo pianeta e diventare dei veri e propri X-Resident colonizzatori di una nuova galassia;
  • e tante altre news interessanti…

Posso capire che tutto quello che ho appena condiviso sembri veramente futuristico e fuori luogo rispetto a quello a cui eravamo stati sempre abituati a vivere… Ma ahimè i tempi sono cambiati, i tempi sono diversi, tutto gira alla velocità della luce e rimanere con le mani in mano sperando che qualcosa cambi senza rendersi conto esattamente di cosa sta cambiando e perché, è veramente da stolti.

Non Fungible Token. Mettiamo subito in chiaro una cosa

Quando oggi senti nominare questa parola, è come quando (tornando indietro nel tempo) si sentiva parlare per la prima volta di internet, oppure delle prime opportunità di guadagno online.

La maggior parte delle persone che ad oggi invece ha sia comprato corsi e sia erogato corsi, all’epoca molto probabilmente ha avuto questa tipologia di atteggiamento.

nft sola

E di per sé non c’è nulla di male quando non si conosce qualcosa, ma avere la cupidigia di non osservare oltre il palmo del proprio naso è veramente da trogloditi.

Che poi c’è da dire pure una cosa sulla psicologia umana: nel momento in cui si raggiunge una certa età ed una certa tipologia di convinzioni, l’essere umano poi tende a rafforzare i propri pensieri, le proprie idee… e cambiarle, sostituirle con altre più nuove, aggiornate e potenzianti non è affatto facile.

Non è per niente facile.

E questo atteggiamento, da che mondo e mondo, c’è sempre stato e sempre ci sarà.

Tuttavia mi fa restare “desolato” vedere quanta “rigidità mentale” è presente da certe persone (anche di un certo spessore) di fronte temi come quelli attuali.

L’ho pure condiviso in un mio recente Tweet:

Ovviamente ciascuno di noi è liberissimo di pensare a quello che più crede e che gli “conviene”, ma di fronte l’evidenza dei fatti, è veramente difficile restare “ottusi”.

Giusto per citare un altro aspetto a riguardo:

Tutto questo per dire cosa?

Che le situazioni nel mercato delle crypto (seppur abbiano un’alta volatilità) sono cicliche.

E se quando in passato qualcuno pensava che avrebbe comprato qualche Bitcoin qualora sarebbe sceso per sfruttare l’andamento ribassista… ora che lo stiamo vivendo, le stesse persone sostengono che andrà tutto a zero, che finirà tutto, che è una bolla, e tutte ste menate qui.

Posto che può capitare di ogni a riguardo – anche perché nessuno di noi ha dei poteri sovrumani in grado d’influenzare e cambiare l’ordine degli eventi… invece di capirci qualcosa in più, le persone tendono a puntare il dito, a dire che tutto finirà, a dire cose di cui non sanno nemmeno loro cosa stanno dicendo.

E i più belli sono quelli che prima di entrare dentro questo mondo (pure da poco) non avevano ancora avuto modo di capire come funziona il denaro, il business ecc… e dispensano consigli, sentenze, giudizi…

Cioè è veramente ridicolo e allo stesso tempo veramente assurdo.

Ora…

Per quanto riguarda la mia preparazione e la mia conoscenza, è tracciata online. E’ tutto alla luce dei fatti.

Ed io Mik Cosentino non ho iniziato a parlare di NFT così tanto per.

Non mi sono tuffato dentro questo mondo perché non sapevo come arrivare a fine mese e quindi ho detto: “Sai cosa c’è? Ora entro dentro questa nicchia e vediamo di fare soldi sfruttando il trend del momento.”

Certo, una parte di me l’ha pensato, ma prima ho testato sulla mia pelle.

Poi con dei risultati raggiunti ho iniziato a condividere qualcosa, e poi nel momento in cui compresi una particolarità veramente interessante, spostai definitivamente l’attenzione verso un aspetto che ora ti condivido.

Infatti quando compresi la tecnologia e il meccanismo che c’è dietro il mondo dei Non Fungible Token, l’ho subito rapportato al mondo del Web 2.0

Da qui nasce infatti il concetto della formazione token gate.

Innescheremo una tendenza: la formazione capitalizzata grazie agli NFT

Ed è qui che casca l’asino.

E’ qui che la maggior parte delle persone non capisce.

Se nel web 2.0 i vari formatori potevano stampare posti all’infinito (e per posti intendo accessi ai corsi di formazione online), ad oggi con l’impiego della tecnologia dei Non Fungible Token utilizzata come meccanismo “token gate”, cambia tutto.

Non puoi avere un numero infinito di posti, devi definirlo a monte con una supply limitata.

Deve essere scritto tutto quanto nello smart contract. Tutto deve essere tracciabile e consultabile da chiunque attraverso l’etherscan.

(piccola nota – se tutto quello che sto dicendo ti sembra arabo, o un linguaggio incomprensibile, questo ti fa capire come i tempi ad oggi siano veloci, e di quanto restare indietro possa lasciare spazio a coloro che sono più rapidi, scaltri e abili soffiandoti opportunità da sotto il naso)

E’ sempre successo e sempre succederà.

E’ una sorta di cambio generazionale.

Se ti adegui e ti evolvi, vivi. Se non lo fai vieni spazzato via.

E non sono io a dirlo: è il mercato.

Gli interessi delle persone stanno cambiando.

Le loro propensioni d’acquisto pure.

Guardano costantemente online, e se il tema più discusso è verso una direzione e vuoi cogliere un’occasione per essere tra i primi a trattare certi temi per comprendere come poterli monetizzare ed utilizzare all’interno di aziende o situazioni… per quanto i tempi possono essere molto precoci ad oggi, in realtà hai una grande opportunità davanti a te.

Hai l’opportunità di essere tra i primi colonizzatori così come accadde con le Crypto negli anni scorsi.

“Se avessi conosciuto prima l’esistenza dei Bitcoin, oggi forse la mia vita sarebbe diversa…” diceva qualcuno…

E quando ad oggi, dopo anni, si ripresenta la stessa identica dinamica ma sotto altre vesti… è triste sentire le stesse persone dire: “No no, questi NFT sono una bolla, il mercato delle crypto crollerà e quindi è meglio stare alla larga da questi scam”.

Ma ma… WTF!?

Veramente, a me questi pensieri mi mandano letteralmente fuori di senno.

Ma cerco comunque di rimanere sobrio dando degli spunti di riflessione il più funzionali e sensati possibili.

Ora… gli scam ci sono stati, ci sono e sempre ci saranno.

Sono presenti in qualsiasi dinamica e nicchia di mercato accidenti!

Basta che ti guardi intorno o ascolti la TV ogni giorno per osservare quante situazioni poco lecite siano presenti.

Peccato però che le persone tendono a fare di una piccola erbetta un intero fascio, generalizzando tutto quanto.

Ascoltando il parere che si sente gridare di più lì fuori, non capendoci nulla (perché è anche questa la realtà dei fatti) la gente spara sentenze senza la minima cognizione di causa.

Ed è triste… molto triste.

Chiaramente nemmeno io posso sapere l’andamento futuro del mercato, ma di una cosa sono certo: fin quando verranno create UTILITA’ che saranno percepite PREZIOSE per le persone che ne faranno parte… sarà in quel momento che si comprenderà il reale valore di questo mondo dei Non Fungible Token.

X-Planet NFT nasce proprio con un obiettivo ben preciso: dare il potere in mano alla community

Riprendo un concetto che avevo aperto pocanzi in merito al fatto della “capitalizzazione” dei corsi.

Se fino ad oggi quando compri un programma formativo online o sei abile da metterlo a reddito sfruttando le informazioni condivise, altrimenti rischi di spendere dei soldi, acquisisci informazioni certo, ma poi a poco ci fai se non trovi il modo di metterle a reddito…

..Invece con la tecnologia degli NFT accade una cosa sensazionale: nel momento in cui vengono applicati con criterio nel mondo della formazione, è possibile accedere a tutte le varie utilità interconnesse all’NFT stesso.

Ma c’è di più, perché nel momento in cui detengo un token nel mio wallet e un domani volessi rivenderlo perché ho approfondito a sufficienza le varie informazioni, non ho bisogno di altro e preferisco cedere il posto a qualche altra persona… è in quell’esatto momento che posso “capitalizzare” quanto ho speso per accedere al programma formativo in sé e per sé.

Ad oggi non è possibile una cosa simile nel web 2.0

Inoltre la cosa fantastica di tutto questo è che il prezzo lo decide e lo definisce la community di partecipanti stessa a seconda del valore che ritengono valido rispetto al momento che hanno acquistato.

Capisci che tutto cambia completamente?

E’ ovvio che siamo solamente agli albori di tutto questo.

E’ ovvio che non si potrà replicare lo stesso identico approccio anche in altri contesti, ma il succo ed il potere del meccanismo è esattamente questo.

E’ solo questione di tempo, solamente tempo.

Ecco perché stiamo dichiarando che siamo i primi a portare avanti e diffondere questo concetto e principio della formazione “token-gate”, perché per accedere ai nostri programmi formativi sarà possibile farlo solamente se si detiene nel proprio wallet digitale l’X-Resident Card.

Se non sai cos’è questa “card” virtuale, puoi ricevere maggiori dettagli cliccando sul pulsante qui sotto:

Ok Mik ma tutto il mercato è in down… non so se abbia realmente senso approfondire questi Non Fungibile Token (per non parlare dell’X-Planet NFT)

Vediamo di toglierci qualche sassolino dalle scarpe perché sono abbastanza insidiosi e soprattutto fastidiosi se rimangono per molto tempo.

Allora…

  • Saper comunicare in modo efficace sfruttando sia le competenze di video marketing e di copywriting è fondamentale in questo 2022

La ragione di questa esternazione è molto semplice: l’impatto comunicativo è sempre più video, sempre più dinamico e molto rapido da consumare… quindi se io conosco come comunicare in copy sapendo cosa scrivere per invogliare un pubblico di persone a voler ricevere maggiori informazioni per ciò di cui mi occupo… va da sé che ho dalla mia parte un’high income skills.

Che vuol dire?

Una competenza che lì fuori è ben pagata dal mercato per il semplice fatto che non sono moltissimi i professionisti che sono competenti a riguardo.

Ma non solo!

Ad oggi non basta più essere competenti a livello “tecnico” sulla disciplina in sé e per sé, bisogna essere aggiornati anche sulle novità delle piattaforme di pubblicità e social ma anche dei trend del momento.

Ovviamente dipende da quello che è il contesto ma un digital marketer che non è aggiornato sugli strumenti più efficaci che ci sono al momento, è un professionista che non ha vita lunga.

Ecco perché se il tuo interesse è quello di approfondire come promuoversi con successo online, non puoi far finta di vivere su un’isola del tempo perduto dove tutto non si aggiorna e tutto sembra restare immutato.

Purtroppo non è così che funziona il mondo reale…

  • saper vendere in modo etico senza essere un centralinista incallito è fondamentale

Anche la vendita è considerata una delle High Income Skills proprio per il fatto che saper vendere ad oggi non è così scontato come sembra.

Non basta alzare la cornetta e dire “Salve, come posso aiutarla?”

Oggi non basta più questo approccio. Serve un approfondimento ulteriore, serve conoscere delle metodologie che valorizzino la chiamata stessa per poi anche il passaggio di vendita.

E vendere nel 2022 non significa farlo solamente tramite chiamata telefonica.

Vendere significa anche all’interno di una community, creando il giusto clima, innescando le giuste interconnessioni che poi giungono ad una conclusione comune che riguarda l’acquisto della nuova opportunità che viene ben accolta e accettata dalla maggior parte delle persone.

Ma questo non avviene in modo passivo e manipolatorio: bensì attraverso un semplice e naturale processo decisionale – influenzato ovviamente dalle tecniche di vendita ovviamente!

La vendita è molto di più di una classica negoziazione telefonica.

Vendere vuol dire conoscere chi c’è dall’altra parte, i suoi dubbi, i suoi problemi, le sue difficoltà, le sue aspirazioni, la differenza con ciò che propone la concorrenza e molto altro…

Ecco perché dentro X-Planet ci saranno poi approfondimenti a riguardo.

  • analogo discorso con le strategie di marketing ed advertising

Oggi più che mai le vendite non si fanno da sole se non si utilizza una strategia di marketing efficace al punto tale da innescare il giusto interesse nel pubblico portandolo ad interessarsi a quello che facciamo e proponiamo.

E con tutte le novità che si sono verificate in questi anni, urge un importante update a riguardo.

Aggiornamenti che saranno rilasciati ai presto X-Resident che decideranno di colonizzare il nuovo mondo attraverso il progetto “token-gate” che stiamo portando avanti con l’X-Planet NFT.

Lo ripeto: X-Planet NFT non è un semplice NFT. E’ molto di più e presto chi non crede nella nostra lungimiranza, nella nostra attitudine, nel nostro portare valore… si ricrederà. 

Coloro che invece già si fidano ciecamente di noi, ne godranno dei benefici, e che benefici!!

Se già sei dentro al nostro Discord Channel, fantastico!

Se invece non hai ancora fatto questo primo passo, puoi dare un’occhiata al progetto nell’attesa della ormai imminente partenza.

Mik & Gabbo Cosentino

P.S. In queste condizioni di mercato ci sono solo 2 cose da fare:

  1. Respirare, distaccare le emozioni dal denaro (difficile se hai over investito e messo soldi con cui avresti dovuto vivere), sederti e guardare. 
  1. Apprendere High Income Skills per produrre CASH ogni giorno.

Come si fa la seconda cosa?

Se prenderai il tuo PASS per l’X-Capsule avrai modo di scoprire tutti i dettagli.

Cos’è l’X-Capsule?

Qualcuno di chi ci segue assiduamente già lo sa… gli altri presto lo scopriranno.

Eheheh 😛

Il Content Marketing è INUTILE se non sai VENDERE. Te lo dice Mik Cosentino

content marketing mik cosentino

Se è la prima volta che capiti sul mio sito e ti stai chiedendo se ha realmente senso ascoltare quanto ha da condividere questo Mik Cosentino, allora ti invito a dare un’occhiata qui >>

In tal modo ti rendi conto chi sono, cosa faccio e quelli che sono i Mik Cosentino Corsi.

Del resto quando si vuole creare un contenuto di marketing, la prima cosa da fare è “chiarire” la propria posizione, specialmente nei confronti di un pubblico che magari non ci conosce e non ha la ben che minima idea di chi siamo e cosa facciamo.

Proprio quello che ho fatto un attimo fa.

E sulla falsa riga dell’attuale condivisione, il tema di cui voglio parlare con te oggi ha a che vedere con un argomento che a volte viene sotto considerato ma che la maggior parte delle persone che giustamente si trovano a voler condividere il loro sapere nel mondo del digital marketing pensano sia “cosa buona e giusta”.

Il content marketing è INUTILE se non sai vendere. Te lo dice Mik Cosentino in un video estratto dal mio canale You Tube che ti invito a visionare per farti capire nel dettaglio il significato di quest’argomentazione piuttosto controversa.


Quello che ho condiviso nel video è stato estrapolare un aneddoto che mi è REALMENTE successo quando ero agli albori della mia carriera come digital marketer ed
InfomarketingX era ancora nei miei lontani pensieri.

Il punto è questo: se abitui troppo bene un pubblico di persone a ricevere contenuti gratuiti su contenuti gratuiti senza alcun orientamento alla vendita… poi succede che il giorno in cui “giustamente” proponi qualcosa che possa portare ULTERIORE valore percepito al tuo pubblico (anche già pagante) dietro compenso economico, poi ti ritrovi i forconi puntati sulle chiappette.

Posso assicurarti che ci rimani piuttosto male dopo oltre un anno di supporto (non dovuto) erogato proprio per prendere a cuore il successo di ogni singolo partecipante ad un programma di formazione che ora è molto diverso rispetto all’epoca.

La cosa sconcertante è che avevo a che fare con un pubblico che già stava ricevendo MOOOLTO di più rispetto quello che invece aveva pagato e la stragrande maggioranza di questi aveva pure ottenuto risultati ripagando ben oltre l’investimento profuso per entrare in quel programma formativo.

Ho voluto precisare questa cosa perché già dall’inizio della mia carriera in questo mondo ho dato sempre dei contenuti che in qualche modo portassero nuovi risultati a chi intraprendeva il viaggio – premura che ad oggi sembra completamente persa da coloro che propongono situazioni potenzialmente simili a quello che faccio io da anni a questa parte.

Vabbè, a parte questo, nell’aneddoto che ti ho condiviso, per certi versi ero entrato nel “loop” del fai contenuto che un giorno le persone te ne saranno riconoscenti.

Ah sì ho visto!

Ma ci sta, alla fine ognuno di noi reagisce in modo differente a seconda del contesto e se io Mik Cosentino dovessi trovare un ERRORE che ho commesso all’epoca è stato proprio questo: dare di più di quello che una persona si aspettava di ricevere con la “pretesa matematica” che – in quel caso – avrebbero accolto positivamente una mia offerta futura.

Purtroppo non è stato così (e lo avrei accolto se non li avessi considerati minimamente) ma forse come dice un detto “più tratti male una persona e più ti considera”.

Sia chiaro: quanto ho appena condiviso è solamente una citazione del mondo “popolare”.

Ma forse in quel caso Mik non hai saputo vendere bene...

Probabile.

C’è da dire che quello appena condiviso mi pare un pensiero piuttosto azzardato ma è plausibile sulla base di quanto ho esordito in questo contenuto – che ovviamente è GRATUITO – ma tra un po’ ci metterò un link per farti scoprire come riuscire a vendere sabbia pure ai beduini.

In fondo se sai fare questo (vendere della merce a chi in realtà ne ha già in abbondanza) non hai bisogno di crearti un eccessivo contenuto intorno i tuoi materiali di marketing – ma questo lo andremo ad analizzare a tempo debito.

Quindi la vera domanda che ci dovremmo porre è: cosa vuol dire fare content marketing in questo mondo digital?

La cosa sembra molto semplice, per alcuni addirittura banale, ma durante questi tempi così veloci, nel 2022 le cose non saranno più quelle di sempre.

E non lo dico per fare una profezia autoavverante, lo dichiaro per tutta una serie di eventi che stanno succedendo nel mondo online, un mondo che sta evolvendo alla velocità della luce, in cui nascono opportunità dietro ogni dove e allo stesso tempo implodono in loro stesse se non vengono gestite in misura corretta.

C’è chi spinto da qualche moda del momento o visionando qualche trend di mercato (senza capirne il reale funzionamento) segue ed emula persone incontrate per caso immaginando che tutto andrà bene ma… potrà mai andare bene seguire uno sconosciuto?

Cioè capiamoci: seguiresti mai una persona incontrata per caso se:

  • non ti ispira fiducia
  • non ti rassicura
  • non si palesa esperto in quello che dichiara
  • non ha casi studio da mostrare per essere un minimo coerente
  • non ha a cuore il reale successo delle persone

Te lo richiedo: seguiresti mai una persona che farebbe le cose solamente tanto per guadagnare online senza avere a cuore i benefici del proprio cliente ideale?

Considera una cosa: quanto sto condividendo ha una reale attinenza con il content marketing, perché per quanto sia vero dire che la creazione di contenuto segue la nicchia in cui ci si trova, il cliente a cui ci si rivolge e i problemi che si vogliono risolvere…

… in tutto questo se non hai a cuore le recensioni delle persone che parlano di te, dei tuoi servizi, corsi o quello che sia… beh puoi anche allontanarti da quello che faccio perché abbiamo dei principi e valori morali completamente distinti.

Per me in InfomarketingX (ed in ogni progetto che seguo) è FONDAMENTALE avere a cuore l’interesse e la cura di chi decide di investire su di me e su quello che ho creato e sto creando.

Mi sentirei veramente a disagio nel sapere di vendere informazioni (e di conseguenza trasformazioni) che però non sono in grado di fare nulla nella vita di chi le applica.

Ecco perché fare un video al giorno come strategia di digital marketing non sempre ha senso

strategia digitale


Il punto è questo: se tutto quello che ho da condividere non è minimamente finalizzato alla vendita di un prodotto o servizio e i contenuti gratuiti che realizzo non sono strutturati tali per cui vanno a smontare delle false credenze, ne creano di nuove potenzianti e stimolano la percezione umana a dire “
cavoli forse dovrei saperne di più e quindi dovrei valutare l’idea d’investire o comunque di spendere”, allora tutto quello che sto creando come content marketing è realmente debole.

Non è facile accettare e fare proprio questo cambio di paradigma ma in realtà è la base da cui dobbiamo partire per renderci conto che “occupare” il proprio tempo a fare delle azioni che non sono orientate al giusto risultato è un rischio che in teoria NESSUNO dovrebbe prendersi.

Dentro a questo mondo del digital marketing si ha la credenza che sia per forza di cose necessario creare dei contenuti gratuiti o comunque “farsi sentire il più possibile” dalla propria community o social network che siano, che in qualche modo le persone si interesseranno e vorranno avere maggiori informazioni su quanto stiamo portando avanti.

Ma dire “quanto sia preziosa la nostra sabbia rispetto quella dei Beduini non la rende di certo speciale ed unica”.

Serve fare un’altra cosa che rivelo passo passo nella pagina che ti si apre cliccando il pulsante qui sotto.

Piccolo spoiler: ti renderai conto del motivo di questo paragone nel momento in cui leggerai la pagina linkata poco fa.

Ovviamente quello che sto dicendo potrebbe far intendere che si deve focalizzare la propria attenzione UNICAMENTE sulla vendita e quindi lasciar perdere la parte di contenuto ma… poi anche qui il pubblico di riferimento potrebbe restare un po’ diffidente e dire che “si pensa solamente ai soldi” se si punta tutta l’attenzione sul “vendere, vendere e ancora vendere” senza considerare l’aiutare coloro che non riescono a capire come muoversi a riguardo in un contesto che non conoscono.

Ed ecco che sorge il dilemma del content marketing: quando creare contenuto gratis e quando vendere?


Chi lo sa? A questa domanda sembra non esserci un’adeguata risposta quando invece il nocciolo della questione è da ricercarsi a capo della strategia di
marketing stessa.

Fare un video al giorno per coprire dello spazio disponibile come visibilità online (essa sia derivante dai social network piuttosto che da un canale YouTube o podcast) poco cambia.

Perché fino a quando non si ha la ben che minima idea di cosa dire, come dirlo e con quale obiettivo per farsi conoscere e offrire una soluzione specifica ad un pubblico di persone che potrebbe avere bisogno di quello che sappiamo, il content marketing non potrebbe mai e poi mai trovare un’adeguata applicazione.

Ma nel momento in cui seguirai la lista che ti sto per condividere sarai in grado di capire quando fare content e quando è il caso di vendere, ma anche qui va capito COME fare contenuto e come fare vendita dall’altro, perché se poi rischio di dare più attenzione ad un contesto piuttosto che un altro posso vanificare tutto quanto.

Se invece seguirai quanto sto per dirti sarai capace d’innescare il giusto equilibrio all’interno del tuo ecosistema di marketing.

  • Non iniziare a creare contenuti gratuiti se quello che vuoi condividere non ha visto ancora il becco di un quattrino (il tuo prodotto o servizio offerto deve essere già stato venduto a qualcuno prima di proporre la minima offerta sul mercato altrimenti rischi di dare vita a qualcosa che nessuno vuole)

  • Focalizza SEMPRE l’obiettivo della tua comunicazione e perché mai una persona dovrebbe ascoltarti. Rispondi alla domanda: perché dovrei continuare ad approfondire l’argomento?

  • Cosa c’è di realmente speciale in quello che vuoi condividere? Risolvi un problema specifico in un specifico modo oppure hai qualche dubbio a riguardo?

  • Quanta esperienza hai dalla tua parte tale per cui un pubblico sarebbe ben contento di seguirti?

  • Hai mai venduto qualsiasi cosa (oltre quello che vuoi condividere gratuitamente come informazioni)?

  • Saresti in grado di “vendere” le informazioni che daresti gratuitamente? Nel senso: in una scala da 1 a 10 quanto riusciresti a convincere una persona a seguire quello che hai da condividere anziché fare dell’altro?

  • Non cadere nella trappola del dare molto contenuto che però non è strutturato per stimolare l’acquisto del pubblico – rischieresti di perdere solamente tempo e vivere dentro una “subdola” illusione

  • Hai definito in modo preciso ed univoco il pubblico a cui condividi la tua comunicazione?

  • Sei al corrente dei vari concorrenti presenti nella tua nicchia? Non fare finta di essere l’UNICO a proporre qualcosa di “innovativo” se non monitori il mercato. Fai attenzione alla trappola dell’ego, è MICIDIALE.

  • Da quanto tempo sono presenti e cosa offrono? Osserva bene.

  • Hai individuato il “percorso mentale” che il tuo cliente dovrebbe fare per rendersi conto che ha bisogno di quello che offri o comunque di un prodotto o servizio specifico per superare i suoi ostacoli e raggiungere più facilmente quello che ad oggi non ha piuttosto che prostrarsi dinanzi ai tuoi concorrenti?

Ora… prenditi del tempo per meditare e riflettere su quanto ti ho condiviso perché si tratta di un qualcosa che potrebbe darti MOOOLTO fastidio – e se succede BENE così perché vorrà dire che ho toccato delle note dolenti.

Del resto la mia fama mi precede, quindi chi mi conosce sa che a volte dico cose che possono far male, ma quando succede è per far SPALANCARE gli occhi onde evitare di commettere ERRORI inutili.

Perciò tornando al discorso della lista di concetti e domande condivisa, è stata messa a disposizione per farti riflettere su cosa vuol dire un concetto soltanto: l’importanza di trovare un giusto equilibrio tra content marketing e vendita.

Infatti la strategia di marketing può realmente aiutarti


A prescindere da quello che è il servizio o prodotto condiviso, in ogni meccanismo di marketing e non che si rispetti, ci sono tutta una serie di step da tenere in considerazione onde evitare di muoversi alla cieca piuttosto che ad esempio (questa è quella più sentita) cominciare ad aprire un gruppo facebook o telegram e dare contenuto piuttosto che fare video su video sperando che possa accadere qualcosa.

La realtà dei fatti è che la vendita non accade dalla sera alla mattina.

La vendita non avviene così tanto perché è fisiologica.

La vendita deve essere “indotta” in qualche modo e fare un video al giorno piuttosto che creare contenuto gratuito in un gruppo, non fa di questa costanza un elemento vincente.

Tutto dipende da come nasce, da qual’è il messaggio di marketing, da qual’è il pubblico coinvolto e perché una persona dovrebbe continuare a decidere di “barattare” il suo tempo per delle informazioni di valore o di dare dei “soldi” per raggiungere più velocemente un risultato.

Se in questo contesto non tengo conto di aver già venduto quello di cui voglio parlare online e mi sforzo a creare tutta una serie di hype, di interesse, di intrattenimento su un qualcosa che poi magari il pubblico non è nemmeno invogliato a comprare… beh rischio di fare seriamente un buco nell’acqua.

Ecco perché all’interno di InfomarketingX ribadisco spesso questo concetto, perché di base è quasi sempre poco considerato.

  • prima devo sapere in che mercato voglio operare
  • poi posso analizzare la situazione per rendermi conto di quale possa essere la miglior soluzione da prendere in considerazione
  • l’impacchettamento di un’informazione, prodotto o servizio, spesso viene completamente sbagliato perché si crede che in ogni contesto in cui ci si trova (natura del business) valgano le stesse identiche regole – in linea di principio è anche corretto ma poi devono essere adottate delle “correzioni” per far funzionare il tutto al meglio.

Ed è proprio in questo frangente che si precipita nel “generalizzare” pensando che:

  • creare una pagina social
  • farci dei contenuti sopra
  • aprire un canale youtube
  • registrare dei video
  • aprire un blog
  • scrivere degli articoli
  • aprire una mailing list
  • fare delle email
  • aprire una community
  • realizzare dei post

Sia la strada giusta per farsi vivo e cominciare poi ad attirare attenzione in quello che è il proprio contesto personale e a cascata fare vendite a manetta come se non ci fosse un domani.

Non sempre è giusto procedere in tal senso SPECIALMENTE se ogni azione non è orientata alla vendita.

Non ha MINIMAMENTE senso essere presenti online se non si ha un pizzico di attitudine alla negoziazione.

Non sono i like o le visualizzazioni che ti fanno guadagnare sul web.

Come non sono nemmeno i commenti e le condivisioni a farti arrivare soldi sul tuo conto corrente.

C’è bisogno di molto di più ad oggi.

E non si tratta nemmeno di fare “branding” o qualche “sponsorizzata per copertura” tanto per attirare l’attenzione.

No.

C’è prima da capire la giusta impalcatura di marketing da realizzare che possa sorreggere tutto il meccanismo di vendita che porta una persona a voler REALMENTE comprare un prodotto o servizio, per poi passare alla fase in cui si creano una serie di contenuti con l’obiettivo d’innescare interesse ed attenzione intorno, mirati a convincere che quello che abbiamo da offrire è realmente la cosa migliore per quella persona.

Il content marketing e la vendita devono andare di pari passo.

Uno non esclude l’altro.

Se poi vengono fusi nel giusto mix tale per cui nel momento in cui una persona visiona del materiale gratuito e ne rimane sempre più interessata al punto da voler accedere ai contenuti a pagamento… ecco che si è innescato il giusto compromesso.

Chiaramente tutto questo non lo si può fare dalla sera alla mattina, non lo si può improvvisare, così come non si può improvvisare la vendita.

Ecco perché prima è bene partire da lei, così la conosci, ci prendi confidenza e alla fine ti rendi conto che non è nemmeno così pessima come qualcuno ti ha raccontato in qualche momento della tua vita.

Non serve essere insistenti.

Non serve avere la parlantina.

Non serve nemmeno indossare giacca e cravatta.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Lo riconosco, questo articolo è stato piuttosto argomentato ma in tutto questo non ci dobbiamo dimenticare UNA cosa, forse quella più importante su TUTTE, che se io non ho inteso che dentro ad una specifica nicchia è REALMENTE richiesto quello che voglio condividere e proporre… a poco serve parlare di content marketing e vendita.

Queste due facce della stessa medaglia trovano applicazione nel momento in cui portano avanti la conoscenza e l’approfondimento di temi che sono richiesti dentro la nicchia specifica.

Ma anche di questo contesto ne parleremo a tempo debito.

Per il momento impara a vendere perché se lo saprai fare, poi estrapolare dei contenuti gratuiti mirati ad intrattenere, invogliare e convincere si riesce a realizzare senza troppa difficoltà.

Ma provare a creare contenuti senza saper vendere… ti dico già che è una battaglia persa ancor prima di iniziare.

Poi c’è anche chi lo fa – seppur (sotto sotto) tenta comunque di proporre qualcosa in modo “timido”.

Pure qui si potrebbe aprire un capitolo infinito…

PPS. Chiaramente quando parlo di vendita non mi riferisco ad un venditore di pentole o ad una persona insistente.

Mi riferisco a dei criteri che potrai approfondire tu stesso cliccando qui >>

PPPS. Se ti stai chiedendo come puoi trovare un adeguato compromesso tra il fatto di creare contenuto, come e quando veicolarlo senza risultare dei venditori di pentole ma peggio ancora dei buon SAMARITANI che tutto offrono innescando poi nel pubblico pure un senso di “pretesa” a prescindere… continua a seguirmi perché nelle prossime uscite settimanali avrai ulteriore chiarezza su questi aspetti apparentemente scontati ma poco compresi.

Sabbia a Beduini | Saper Vendere Online nel 2022

vendere online 2022

Ormai è risaputo che la vendita online non è più un segreto per chi si avvicina al mondo del marketing o dall’online in generale.

Basta entrare su Facebook per essere bombardati da offerte su offerte e questo il pubblico di oggi ne è assolutamente CONSAPEVOLE.

Infatti non ha paura di COMPRARE ma di fare l’affare sbagliato o peggio ancora di essere fregato.

Ma fregato da cosa?

Da una vendita online insistente oppure di un qualcosa che alla fine della fiera era totalmente INUTILE e che non porta il minimo valore a quella che è la propria vita ECONOMICA.

Del resto siamo nel business del DENARO: chiunque vuole fare più soldi e di conseguenza spendere come meglio crede una moneta digitale o di carta.

Breve uscita dal tema in questione: quando parlo di moneta digitale mi riferisco ad uno degli ultimi video che ho postato sul mio canale inerenti al bitcoin.

 

Ci tengo a precisare che tutto quello che condivido in tema finanziario non è legge o istruzioni di guadagno facile ma delle mie PERSONALI e ribadisco PERSONALI considerazioni sul tema, a fronte di operatività sul campo, test e MIO denaro investito che posso rischiare di perdere.

Quindi quanto condiviso non può in nessun modo essere travisato.

Tornando a noi il fatto è che sono veramente poche le persone che nell’arco della loro vita riescono a permettersi di fare spese più o meno desiderate ed anche fuori della propria portata – proprio per il fatto che una delle leve economiche che ha grande impatto nell’uomo è quella di poter desiderare quello che non riuscirebbe in alcun modo permettersi.

Tuttavia siamo dannatamente attirati da quello che non possiamo avere e che in qualche modo ci eleverebbe come “status quo” rispetto ai nostri coetanei che saremmo disposti e disponibili a fare qualsiasi cosa (anche carte false) pur di raggiungere il nostro oggetto del desiderio. 

Ma perché ti sto dicendo queste cose?

La Vendita online inizia così:

Quante volte ti è capitato di non saper come fare una determinata cosa ed hai cercato online maggiori informazioni?

Questa si chiama DOMANDA Consapevole.

E invece quanto spesso ti si è accesa una lampadina dopo aver ascoltato una frase o una domanda che ti ha aperto una visione completamente nuova facendoti riflettere a ciò che fino a quel momento era assopito nelle viscere del tuo io?

Questa si chiama domanda LATENTE.

Ed entrambe le tipologie di domande è bene usarle all’interno di una vendita online.

Per quale motivo?

Per lo stesso motivo che non tutte le persone sono spinte dagli stessi stimoli.

C’è quel tipo di persona che reagisce maggiormente ad una scarsità impellente o a quello che invece messo di fronte all’esclusività si sente PREZIOSO e vuole fare parte di qualcosa che lo fa sentire SPECIALE spingendolo a mettere mano al proprio portafogli.

In fondo a ciascuno di noi piace vivere questo senso di benessere o percezione, e nel momento in cui durante una fase di vendita stuzzico queste “leve”, ecco che potrebbe essere molto più semplice convincere una persona nel fare la cosa GIUSTA piuttosto che restare così come si trova.

Chiaramente l’etica deve essere alla base di una efficace e profittevole negoziazione, altrimenti è un attimo rischiare di essere visti in modo diametralmente opposto.

Anche perché una delle cose che il target pensa quando si trova a decidere se comprare o meno un prodotto o servizio che sa che potrebbe aiutarlo in qualche modo, ma in passato è rimasto “scottato” da un’esperienza poco piacevole…

Non voglio sbagliare a comprare ancora una volta 😥

vendere online errori

 

Ecco che sbuca fuori come una talpa!

Questo è uno degli incubi più frequenti e ricorrenti di un pubblico che ha già provato diverse strade ma NESSUNA di queste lo ha avvicinato anche di un solo passo verso la situazione DESIDERATA.

E allora perché dovrebbe accedere ORA?

Perché una persona dovrebbe CONVINCERSI che con te troverà ciò che non ha mai trovato altrove?

Perché un BEDUINO dovrebbe comprare dell’altra sabbia magari da una persona che non ne ha nemmeno la proprietà? 

Sarebbe un paradosso.

Ma se non ci fosse una spiegazione più o meno LOGICA a questo contesto, allora non si spiegherebbe perché le persone, nonostante abbiano subito delle delusioni in amore, continuano a cercare senza sosta quella persona che finalmente le farà toccare il cielo con un dito.

Oltre all’esperienza di vivere qualcosa di nuovo, le persone vogliono vivere l’EMOZIONE sulla loro pelle, l’emozione di poter possedere anche loro quello che altri stanno vivendo e vorrebbero sapere cosa si prova per sentirsi appagati, desiderati, vivi!

Così se riescono ad essere convinte da qualcuno che gli riaccende la speranza, la vendita diventa più semplice che mai.

Ma chi mi dice che funzionerà DAVVERO e non sarà l’ennesima fregatura?

La Vendita Online è gestire le obiezioni sul nascere

Altrimenti il rischio di essere percepiti come uguali tutti agli altri è piuttosto alto e se accade questo ancoraggio nella mente della persona… puoi dire addio ad ogni possibilità di vendita.

In fondo se tu sei qui a visionare questo articolo sulla vendita anziché fare altre cose, vuol dire che qualcosa ho toccato dentro di te, ma non è detto che avvenga a priori.

Nessuno ha la palla di cristallo per prevedere il futuro o anticipare i pensieri del tuo pubblico per sapere a cosa fare leva o meno.

Ecco perché se si ha un protocollo da seguire è tutto molto più semplice ed immediato.

Specialmente nel mondo della vendita, perché tutti noi “vendiamo” ogni giorno – anche quando pensiamo di non essere dei venditori.

E’ proprio questo concetto a rendere la vendita così poco compresa e distante da tutti quelli che dicono “no no, ma a me vendere non serve perché tanto ho questo prodotto, le sue caratteristiche sono la miglior vendita che riescono a fare al pubblico interessato”.

O ancora “perché mai dovrei pressare la gente a comprare una cosa a tutti i costi? Possono arrivarci da soli!! Meglio non essere particolarmente pressanti!! Altrimenti rischiamo di innescare una pessima percezione di noi e di quello che facciamo.”

C’è da dire che questi pensieri appena condivisi (uniti a tanti altri) rappresentano esattamente quello che la maggior parte delle persone pensa sulla vendita.

Ma questi pensieri sono tutti potenzialmente sbagliati proprio per quello che rivelo passo passo nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Dacci un’occhiata e poi fammi sapere che ne pensi sulla vendita.

Vendere oggi giorno (specialmente nel 2022 – si quando sto scrivendo questo articolo il nuovo anno deve ancora arrivare ma poco ci manca) significa:

  • conoscere il pubblico
  • le sue necessità
  • i suoi bisogni
  • cosa odia
  • chi siamo noi e che percezione abbiamo nei loro confronti
  • come possiamo utilizzare questa dinamica a nostro vantaggio (in primis)
  • e poi come possiamo rendere più agevole il raggiungimento del risultato al nostro pubblico grazie a quello che abbiamo creato

Ma prima di proporre come giusta la soluzione che abbiamo ideato, quello che si deve fare è confermare la nostra identità e la nostra presenza come quella giusta nella mente del pubblico potenziale.

Dopo che è stata accolta questa cosa c’è tutto un processo da tenere in considerazione per riuscire a vendere Sabbia ai Beduini >> 

Ovviamente la vendita dipende anche dal format che viene utilizzato come impalcatura di marketing

 

Mi spiego meglio.

Se sto parlando di vendita telefonica, dovrò utilizzare un approccio che di base potrebbe essere anche similare alla vendita online ma… quando parlo di vendita online a cosa mi voglio riferire?

Perché se sto parlando di vendita in ecommerce è un conto, se sto parlando di vendita per un prodotto digitale o un servizio di consulenza che non prevede l’acquisto automatico dovrò toccare pure alcune leve che diversamente resterebbero lì non utilizzate.

Ma dipende… quindi per quanto è vero che esiste un protocollo di vendita che potrebbe funzionare sempre, dipende da come utilizzo lo strumento nel contesto.

Meglio non fare mai di tutta un’erba un fascio. Ecco perché ti invito a dare un’occhiata a cosa vuol dire Vendere Sabbia ai Beduini >>

Perché da questo contesto sei in grado di capire molte dinamiche di vendita che altrimenti non prenderesti mai in considerazione ed il fatto che restano ferme lì, ti impediscono di poter massimizzare e monetizzare una situazione che in caso contrario potrebbe diventare un grande vantaggio.

Ma tutto dipende dalle informazioni che conosci e da come le usi.

Potresti avere una pratica guida con InfomarketingX.

Meglio affidarsi e fidarsi di chi sa quello che funziona in ogni contesto.

Mik Cosentino

PS. Nel 2022 saper vendere online non è più così scontato come tempo fa, ecco perché comunque la vendita non deve essere vista come una “costrizione all’acquisto” ma come una diretta conseguenza per quelle che sono le proprie pretese e necessità personali.

Vendere Sabbia ai Beduini potrebbe aiutarti a capire sia come impostare la vendita nel tuo caso specifico e sia come avere un adeguato approccio di negoziazione che nella vendita online (di questi tempi) non è mai sbagliato.