Il Futuro dei Consulenti High Ticket nel 2022 ed oltre | le 5 Previsioni di Mik Cosentino

consulenti high ticket

(tempo stimato di lettura: 20 min)

Chiariamo subito una cosa: non sono un meteorologo.

Sono un marketer, un imprenditore ed un consulente high ticket. Quanto appena scritto non vuole essere un incipit di una barzelletta: è un dato di fatto.

Ho iniziato la mia carriera nel mondo online dal lontano 2015 creando Accademia del Network Marketing – puoi vedere pure sul mio profilo facebook le foto di all’epoca (un po’ imbarazzanti ma da qualche parte si deve pur cominciare? 😅).

A seguire mi sono avvicinato al mondo dell’imprenditoria creando appunto Clienti a Costo Zero (ad inizio 2016) la cui promessa era quella di creare una macchina attira clienti che liquidasse da subito i costi pubblicitari per andare poi a profitto con offerte in back-end.

E da lì ho iniziato ad espandere la mia crescita entrando anche nel mondo della consulenza creando il mio primo Mastermind High Ticket a Liberati dalle Catene nel 2017 che ha dato il via a tantissimi casi di successo che puoi trovare anche qui nel mio blog.

A seguito di questa mia presa di posizione, ci sono stati svariati professionisti o realtà che mi hanno contattato in privato per fare consulenze private, e sta cosa l’ho spesso ribadita nei miei video su YouTube – quindi è tutto alla luce del sole.

Per poi nel 2018 creare il primo prodotto ad alto costo venduto in automatico con un webinar funnel.

E ad oggi espandiamo la nostra scalata mettendo attenzione a ciò che rappresenta l’esigenza del mercato: il consulente high ticket.

Non si tratta di  un semplice consulente qualsiasi, ma un consulente di un certo spessore.

Ma prima di giungere a conclusioni affrettate vediamo di fare chiarezza su alcuni aspetti perché quanto ho condiviso potrebbe sembrare un’autocelebrazione ma in realtà rappresenta un dato di fatto che è bene rimarcare per ricordare alle persone che magari mi conoscono da poco (ma anche chi mi conosce da sempre) di sapere che quello che condivido non è campato per aria ma ha una sua logica e “spessore”.

Una cosa che ho preso come abitudine nel tempo – specialmente in questo contesto del digital marketing – è stata quella di analizzare sempre il mercato (ciclicamente) ed i suoi andamenti perché mi permettono di avere sempre uno sguardo “analitico” al contesto senza essere presuntuoso nel dire frasi come “ma secondo me…”

I secondo me vanno bene se sono supportati da dati oggettivi che confermano una propria teoria.

Diversamente da questo, senza la giusta esperienza sul campo, difficilmente si possono fare previsioni.

Ed eccoci qui in questo nuovo articolo in cui ho deciso di condividere le 5 previsioni sul futuro dei consulenti high ticket nel 2022 (ed oltre).

Potrebbe sembrare piuttosto insolito che io condivida questo genere di informazioni ma ci tengo a ricordare una cosa che condivisi all’interno del nostro programma formativo ad alto costo Infomarketing Lifestyle già da quando venne creato (era il lontano 2018).

Guarda questa foto:

consulenza


E’ lo stesso discorso che già facevo nell’articolo precedente a questo riguardo il
marketing organico.

Tutto quello che sto dicendo in questo periodo storico riguardo il Marketing Organico e i Consulenti High Ticket sono dinamiche che in parte stavo già accennando anni e anni or sono.

L’unica differenza rispetto ad oggi è che il mercato all’epoca non era pronto nel ricevere un certo tipo di “informazioni”.

Mentre oggi, complice la pandemia che ha innalzato il numero delle persone che si sono avvicinate al digital marketing, ad oggi non è così facile ed immediato farsi spazio nel mondo online – nel senso che c’è maggiore competizione e minori possibilità di vincere la battaglia (anche se con il giusto metodo, è comunque possibile).

E a fronte di una difficoltà, ci può essere sempre una giusta soluzione da presentare – anche qui, non mi sto inventando nulla di nuovo. Mi limito a riportare in maniera massiccia dei concetti che condividevo in misura “embrionale” già a tempo debito.

Ma entriamo nel vivo di questo discorso perché abbiamo molte cose di cui argomentare e che ti aiuteranno a:

  • fare chiarezza sul contesto di mercato attuale
  • quale posizione prendere in materia (e soprattutto SE prenderla)
  • cosa significa sfruttare il marketing organico nel modello di business dei consulenti high ticket
  • le difficoltà che potrebbero esserci e come superarle senza andare a casaccio nel business della consulenza

Partiamo con ordine:

#1 - Perché il consulente high ticket avrà seguito già a partire dal 2022

consulente 2022


Come dicevo poco fa, il modello di business della consulenza già era presente quando ho iniziato a vendere Infomarketing Lifestyle.

Il punto è che all’epoca le persone (ed in quel contesto di mercato) si basavano su:

  • come diventare un media buyer/social media manager
  • come vendere al telefono (poi ad alto costo)
  • come strutturare funnel di marketing snelli e che portassero clienti paganti (VSL)
  • come vendere in automatico ad alto costo (webinar funnel)
  • come creare un proprio business online partendo da una passione o competenza
  • come digitalizzare un ramo d’azienda o un’attività locale
  • e dinamiche affini

Quindi di fatto, la “consulenza” era già implicita in questo modo di fare – ma non come la si intende ora.

Mi spiego meglio.

All’epoca la consapevolezza delle persone riguardo temi come la vendita, la pubblicità online e la scalabilità, non erano così evidenti come lo sono adesso (ovviamente mi riferisco ad un pubblico che è “interessato” a questi concetti).

E a seguito della pandemia, molte persone si sono avvicinate al mondo del web marketing, aumentando la concorrenza e rendendo le possibilità di guadagno molto più “risicate”, nel senso che si è innescato un meccanismo di aumento di competitor, con molti contenuti condivisi ed un pubblico sempre meno interessato a voler approfondire certi argomenti.

In tutto questo si è verificata pure una cosa “bizzarra”, nel senso che il target di persone potenzialmente interessate a comprare online, si stancava di doversi sorbire funnel di email, video ed altre cose che tempestavano la propria casella di posta elettronica (per quanto fosse corretto farlo), arrivando ad avere una reale repulsione nei confronti della vendita o delle classiche sponsorizzate.

ATTENZIONE: non sto dicendo che ad oggi non funzioni più questo meccanismo. Sto dicendo che la difficoltà di attirare l’attenzione e l’interesse del pubblico è aumentata, rendendo il lavoro di noi marketer o imprenditori digitali/consulenti molto più “arduo” (per così dire).

Inoltre questo meccanismo ha portato anche a fare “pulizia” di tutti quei prodotti o servizi promossi online ma che poi non portavano le persone da nessuna parte, senza alcun risultato, senza alcuna soddisfazione economica… e a seguito di questo, se molti progetti si sono eclissati, altri sono esplosi.

Le persone non hanno smesso di voler guadagnare soldi online


Vogliono trovare un modo pratico, veloce e indolore per farlo.

Ma sanno che una situazione del genere è “idilliaca”, e quindi fino a quando non si presenta qualcuno con una forte promessa, tangibile, replicabile e credibile… le persone non cederanno i loro soldi facilmente.

E’ importante considerare questi aspetti perché come dicevo il mercato negli ultimi tempi è molto cambiato.

Ecco perché se non l’hai ancora fatto ti invito a metterti in lista d’attesa PRIORITARIA per qualcosa che permetterà a consulenti e coach di fare un grande salto di qualità sfruttando i tempi attuali.


C’è da fare chiarezza a riguardo perché sto continuando a vedere cose che pare essere allo sbando totale.

Si, avevo detto che le persone non amano leggere le email, non amano essere bombardate… ma dipende anche da chi dice cosa.

Dipende anche da quello che è il contesto.

Le persone non hanno smesso di leggere, semplicemente danno attenzione a ciò che dal loro punto di vista reputano importante.

E al momento, diventare un consulente high ticket è fondamentale in questo 2022 ormai verso la sua fine.

Vuoi avere qualche motivazione?

Eccoti servito:

  • le persone lì fuori hanno sempre meno tempo, e poter avere a che fare con qualcuno in grado di risolvergli dei loro problemi di scalabilità, di vendita, di gestione social o affini sarà vitale;
  • i corsi online saranno venduti sì, ma saranno molto più corti e dritti al punto. Continuare a vendere percorsi lunghi dove il pubblico ha sempre meno tempo a disposizione non è una cosa sensata da fare – mi riferisco alla user experience;
  • le persone cercano SOLUZIONI pratiche, veloci ed efficaci. Saper fare le giuste promesse e garantire il risultato sarà FONDAMENTALE – e dimmi: come puoi garantire un risultato senza un supporto personalizzato? Chiaramente devi essere capace, è ovvio.
  • Essere dei problem solver che ha la giusta soluzione ai problemi di mercato in una nicchia piuttosto che un’altra farà guadagnare terreno prezioso a chi coglierà l’opportunità.

Ecco perché il consulente high ticket sarà la professione di questo 2022 ed oltre – proprio per un cambio di paradigma avvenuto all’interno della nicchia del “Make Money”.

Ma questo aspetto non deve essere circoscritto solamente dentro il digital marketing, infatti all’interno di questo articolo capiremo più a fondo altri dettagli fondamentali.

#2 - Cosa vuol dire essere un consulente high ticket e come diventarlo

come diventare consulente

Riprendo la definizione inserita all’interno dello screenshot che ho condiviso all’inizio di questo articolo.

significato consulenza vocabolario treccani
Fonte: Vocabolario Treccani


Perciò se volessimo ridurre “ai minimi termini” questo concetto del “
consulente”, lo si potrebbe tradurre così:

Consulente: TU
Consiglio: quello che vendi
Pubblico: nicchia

Ora… con questo non voglio dire che da adesso in poi chiunque deve fare il consulente.

No. Voglio dire che sulla base di come si sta muovendo il mercato a fronte degli ultimi accadimenti che sono avvenuti in questi anni, il business della consulenza prenderà sempre più piede, anche perché il processo di acquisto e di acquisizione clienti è molto più snello rispetto ad altri modelli di business.

Ripeto: non sto condividendo niente di nuovo.

E’ il mercato, in questo preciso momento storico, ad essere pronto e maggiormente reattivo a questo genere di situazione.

Perciò entrare dentro questo “Business” è fondamentale se si vogliono cogliere importanti opportunità.

Condivido pure un aspetto che rischia di essere fortemente travisato.

La nicchia in cui opero è quella del digital marketing e “make money”, una nicchia in cui le dinamiche cambiano molto velocemente.

Pertanto se tu non sei una persona attenta al cambiamento, che non si adegua rapidamente e che non coglie queste opportunità per fornire pratiche ed efficaci soluzioni ad un pubblico altamente ricettivo… poi è normale restarne fuori.

E’ normale.

Perciò non mi venire a dire che si passa di “palo in frasca”.

E’ il mercato a dettare la velocità, e se ti rendi conto che a questa velocità non riesci a “gareggiare”… sei tagliato fuori.

Un po’ come accadeva quando nuotavo.

Il tabellone dichiarava il mio punteggio. Fine.

Qui vale lo stesso concetto.

Perciò se hai un minimo risentimento sulla base di quello che ho condiviso fino a qui… forse è bene rivalutare quello che ti piace fare e se sei pronto per diventarlo.

Il consulente high ticket è quel tipo di professionista che fornisce soluzioni all’interno di una nicchia di mercato ben specifica. 

Più velocemente lo fa e più riuscirà ad impattare con i suoi consigli nel business delle persone… e più ovviamente sarà pagato.

Anche qui: ci sono tantissime nicchie in cui si può entrare come “consulenti high ticket”. Ma chiaramente non basta mettere un prezzo alto e avrai la fila di clienti nel tuo contesto.

Si deve anche valutare quello che si sa fare, come lo si fa e che tipo di risultati si è in grado di portare in quel specifico contesto.

Pertanto l’analisi del target, dei suoi problemi, dei suoi bisogni, dei suoi desideri è FONDAMENTALE, e rappresenta uno dei protocolli che da sempre ho condiviso dentro Infomarketing Lifestyle.

Solamente che ad oggi il tutto è modellato nel business della consulenza.

Perciò te lo ripeto: se ad oggi sei interessato a capire come diventare un consulente high ticket in grado di offrire soluzioni e promuoversi nel modo corretto (perché pure questo è un altro aspetto da considerare) allora ti invito a scriverti in lista d’attesa perché stiamo per condividere qualcosa che stravolgerà il modello di consulenza 1 to 1.

#3 - Quali saranno i servizi maggiormente richiesti?


Scendiamo ulteriormente sul pratico.

Ah ovviamente siamo a metà di questo articolo, quindi se ti stai annoiando o non ti piace quello che sto mostrando… sei liberissimo di chiudere tutto e andare altrove (poi però non tornare con la coda fra le gambe quando vedrai i miei studenti ottenere risultati in brevissimo tempo – io ti sto avvisando ovviamente, poi vedi tu!)

Quello che abbiamo scoperto dall’inizio di questo articolo è che il consulente è quel professionista che condivide dei “consigli” che ovviamente mettono il cliente nella condizione di raggiungere dei risultati.

Non è che basta dare qualche consiglio “a spanne” e si possono richiedere parcelle da capogiro. No, non è così che funziona.


Quindi la prima cosa che devi fare se in questo momento non sei un “consulente”, è comprendere se può esserci la possibilità di prendere in considerazione questo tipo di professione all’interno di una nicchia specifica.

I consulenti che riescono a farsi pagare tanto sono coloro che sono dentro una nicchia specifica e risolvono un problema specifico con un metodo specifico e facendo ottenere dei risultati specifici.

Non sto dicendo cose nuove, ma è sempre bene ribadire dei concetti fondamentali perché la teoria che c’è alla base, quella rimane e quella funziona.

Se invece sei già all’interno del “business della consulenza” e hai anche a fuoco la tua nicchia, i suoi problemi, quello che gli puoi dare come soluzione… beh in tal caso bisognerebbe comprendere se già stai andando al massimo della potenza o c’è da rivedere qualche passaggio sia lato acquisizione clienti sia lato offerta economica e sia gestione dei risultati e task giornaliere.

Perché chiaramente il business del consulente high ticket, se non viene messo nella condizione di essere scalato, rischia di diventare una gabbia dorata per criceti.

E questo è un concetto che approfondirò a breve.

Pertanto se ancora non l’hai fatto, puoi metterti in lista d’attesa per quello che stiamo per dare vita proprio all’interno di questa nicchia, dissipando ogni dubbio sull’importanza di sapersi muovere nel modo corretto mettendo attenzione unicamente su ciò che funziona veramente.

C’è caos e persone allo sbando in questa nicchia. Doveva arrivare zio Mik a fare ordine (come al solito ovviamente).

Comunque i servizi più richiesti lato digital marketing che potranno svilupparsi nel 2022 ed oltre sono:

  • servizi di creazione contenuti per marketing organico
  • script per video da condividere su TikTok o YouTube
  • email marketing per aziende o professionisti che hanno costruito una lista di contatti nel tempo – o la devono costruire
  • servizi di coaching vendita per chi ha sviluppato una rete commerciale
  • servizi di coaching per un team coach
  • servizi di media buying/social media manager per piccole medie imprese
  • servizi di gestione community
  • servizi di editing video
  • gestione di ecommerce
  • servizi di copywriting per liberi professionisti, consulenti o aziende

Insomma tutti servizi che fino ad oggi sono stati promossi più o meno timidamente ma che da questo momento in poi avranno un impatto molto più grande.

Stiamo entrando nel business della consulenza laddove i meccanismi automatici stanno perdendo il loro “appeal”. Anche per il fatto che negli ultimi tempi ci sono stati repentini aggiornamenti delle piattaforme social più in voga, e se si è da soli a gestire tutto, si fa veramente fatica a stare al passo. Per non parlare poi del cambio di paradigma avvenuto appena post pandemia (ne ho parlato pocanzi).

Ecco perché entrare all’interno di questo modello di business permette di gestire meno cavilli tecnici, far funzionare i protocolli di lavoro e far ottenere risultati concreti alle attività in gestione.

Questo è ciò che prenderà sempre più piede online, in modo particolare nel digital marketing – ma anche in altre nicchie accadrà, è solo questione di tempo.

Ecco che non sarà più di tanto necessario creare chissà quali strategie di funnel di marketing, cross-sell, up-sell ecc perché grandi risultati si possono ottenere anche con molto meno sforzo.

Lo ripeto: con questo non sto dicendo che il funnel non serve più. In certe nicchie servirà sempre, ma nel ramo della “consulenza”, c’è una nuova strada che deve essere assolutamente battuta.

#4 - Le migliori strategie per farsi spazio come consulente high ticket

strategie consulente high ticket


Avendo compreso che il business della consulenza high ticket diventerà la nuova frontiera (e lo sarà per lungo tempo), è bene tenere in considerazione anche come proporsi in modo efficace per raggiungere nuovi clienti e scalare anche la propria attività di consulenza in tempi relativamente brevi.

Chiaramente servirà un team, da soli non si può andare molto lontano, infatti si dovrà strutturare la propria attività a dovere ma questo è un argomento che vedremo tempo al tempo.

Ora voglio spendere due parole con te riguardo le strategie per farsi spazio come consulente high ticket (è sufficiente molto meno di quello che immagini).

Ne abbiamo parlato in uno degli articoli precedenti riguardo al marketing organico, ma non è ovviamente l’unica fonte di traffico per attirare l’interesse di potenziali contatti a quello che andremo a proporre.

Ovviamente si può sfruttare la pubblicità a pagamento ma se si sistemano i propri profili social nel modo corretto per attirare il pubblico che ci interessa… si può sfruttare in modo strategico ed intelligente la reach organica.

Si l’avevamo detto che i social stavano riducendo la visibilità organica ma in questo caso non serve creare una valanga di contenuti che poi non vengono presi in considerazione da nessuno.

No, non serve questo.

Giusto per darti una riprova di quello che ho appena detto:

Non è un post sponsorizzato, anche perché ne ho pubblicati pure altri, quindi li puoi vedere tranquillamente da te sulla mia pagina FB ufficiale 😉


Anzi, guarda in tempo reale come è aumentato in ORGANICO il numero dei commenti, condivisioni ecc.

Certo, “non si mangia” con quelli, ma intanto puoi sfruttare la potenza del marketing organico.

Perciò quello che serve è creare i GIUSTI contenuti che intercettano il giusto pubblico con l’obiettivo di farli interagire con quello che facciamo e che ci occupiamo senza essere percepiti come dei venditori di pentole.

E’ veramente un attimo iniziare a creare contenuti a più non posso senza una logica ben precisa dietro. L’esito: il nulla. Tanto sforzo che poi non porta a niente di concreto.

Ecco perché è VITALE conoscere le giuste strategie che ti permettono di sapere cosa dire prima, cosa dire dopo e cosa dire durante per suscitare interesse nel pubblico che abbiamo identificato.

C’è forse qualcosa che ti risuona familiare?

  • Giusta conoscenza del pubblico
  • Giusta conoscenza della nicchia
  • Giusta conoscenza del mercato
  • Giusta conoscenza della concorrenza

Al che a fronte di tutto questo si dovrebbe essere in grado di creare dei contenuti che siano ben mirati al pubblico che fa al caso nostro.

Ma non solo “i contenuti”, anche la tipologia di offerta erogata che fa breccia nel nostro target – spesso si sbaglia pure questo aspetto che vanifica anche le migliori intenzioni.

Ecco perché è importante curare qualsiasi dettaglio del proprio profilo social. E lo ripeto: ogni social ha le sue regole, quindi se non le tieni in considerazione rischi poi di vanificare ogni singolo sforzo.

Ok che questo è sfruttare unicamente la potenza del marketing organico, ma ad oggi le persone guardano, “spiano” cosa fanno gli altri e appena trovano qualcuno di interessante iniziano a ronzargli intorno e chiedono informazioni.

Ti suona familiare come cosa?

Se poi si innesca curiosità ed interesse ecco che si passa alla parte “commerciale” con contatti in DM (direct message) e si gestisce l’eventuale trattativa.

Capisco che tutto questo possa sembrare molto macchinoso e meno automatico, ma è quello che in questo periodo storico sta portando risultati – non lo dico perché sono un opinionista incallito, lo dicono i numeri che stiamo facendo continuando ad applicare (in maniera più massiva) la strategia organica – che poi seguirà la parte di pubblicità a pagamento per scalare ancora di più il business.

Fine. Un semplice gioco di numeri e strategia.

Ad ogni modo comprendi come tutto è diventato molto veloce e istantaneo?

Anche i funnel funzionano, per carità! Ma ad oggi la nicchia dei consulenti high ticket può raggiungere bei risultati se si sa muovere nel modo corretto.

E non importa se pensi che tutto questo non faccia per te, o se pensi che ti devi esporre sui tuoi profili e non sai come fare.

Sai perché non importa?

Perché abbiamo già pensato noi a tutto questo.

Se vuoi ricevere delle INTERESSANTI anteprime riguardo il modello di business delle mentorship 1 to 1, puoi metterti in lista d’attesa cliccando il pulsante qui sotto.

Si Mik voglio capire di più questa cosa dei Consulenti High Ticket!

Lo so che non ho fornito delle strategie per farsi spazio come consulente high ticket ma credimi se ti dico che è tutto molto più semplice di quello che pensi.

E davvero, non si tratta di fare spam.

Si parla di spam quando non c’è la ben che minima strategia.

Qui invece ci sono diverse strategie da utilizzare e quando le scoprirai… ti si illumineranno gli occhi, davvero!

#5 - Come impostare il giusto flusso di lavoro senza entrare nella ruota del criceto dorata

lavoro consulente high ticket


Questa dovevo dirla perché è probabile che qualcuno stia già pensando che questa faccenda dei
consulenti high ticket sia una trovata per farsi un culo a strisce, guadagnare soldi ma sono contrapposti al fatto di spendere “tempo per denaro”.

In una prima fase potrei anche darti ragione ma… hai pensato al fatto che io sto associando la cosa del consulente al fatto di essere high ticket?

Oppure l’hai saltata a piè pari perché tanto ormai viene utilizzata dappertutto?

A parità di “tempo per denaro” investito nel “legare” il proprio tempo ad erogare un servizio che porta RISULTATI… se per far ottenere un risultato ci impiego un tempo che il mio pubblico potrebbe essere invogliato a spendere anche belle somme di denaro perché gli levo un grattacapo… non credi anche tu che la cosa, a prescindere dal fatto che possa sembrare una gabbia dorata, abbia senso essere presa in considerazione?

Spogliati un attimo dai panni di colui che vuole fare soldi facili subito in modo automatico e prevedibile perché quei tempi, ormai, per certi versi sono finiti – in realtà non sono mai iniziati, perché per fare soldi utilizzando l’internet marketing ci vuole olio di gomito (tutto il resto io lo chiamerei in altro modo ma lasciamo perdere).

Ad ogni modo c’è la possibilità di ottenere risultati “prevedibili”; l’unica cosa è che ad oggi la modalità è lievemente cambiata.

Ma non è qui che voglio soffermare la mia attenzione.

A volte ci dimentichiamo completamente da dove veniamo e da dove siamo nati, dando per scontato che ad oggi c’è davvero un mondo di opportunità che anni or sono nemmeno erano presenti.

Cosa sto cercando di dire?

Non dare le cose per scontate.

Se dentro ad una nicchia di mercato è usuale associare l’erogazione di un servizio con un costo piuttosto alto… molto spesso vuol dire che ci sono state altre persone che prima di te hanno lavorato duramente per abbattere la precedente falsa credenza creandone una nuova più potenziante e abbastanza “accettabile”.

Il che ovviamente mette il cliente finale nel valutare “chi offre cosa”, sia a livello di prezzo ma anche di risultato “garantito” o comunque “prevedibile”.

Servono dei casi studio per poter avere la possibilità di vendere “ad alto costo”.

Non basta aggiungere uno zero a quello che offri se è la prima volta che lo offri e non sai se funziona o meno.

Proporre questo tipo di soluzioni non è nella nostra ETICA e non dovrebbe essere nemmeno nella tua.

Ecco perché a seconda del tuo punto di partenza, è importante impostare un flusso di lavoro, altrimenti il rischio di andare a braccio nella gestione dei clienti senza seguire degli step ben precisi rischia di farti percepire come colui che non sa cosa sta facendo – ed oggi questo non deve assolutamente accadere.

Per questo motivo ancor prima di “proporti” come un consulente high ticket è fondamentale avere dalla propria parte dei protocolli passo passo, già predefiniti che devi seguire alla lettera, perché sai che ti portano al risultato.

Sì perché da un lato devi seguire tu delle procedure nella giusta “promozione online” e dall’altro devi anche sapere come agire e gestire il cliente acquisito o che acquisirai, mettendolo nella condizione di raggiungere il risultato prefissato.

Ora la domanda è: quali sono i protocolli del consulente high ticket?


Per non entrare nella ruota del criceto dorata del consulente high ticket che trascorre le sue giornate a:

  • settare i propri profili social
  • creare contenuti di marketing
  • intercettare ed interagire con persone potenzialmente interessate
  • negoziare con quelli in target
  • fare l’onboarding, analizzare la sua situazione e seguire la giusta strategia
  • monitorare l’andamento dei suoi progressi
  • evitare ostacoli che potrebbero verificarsi nel raggiungimento del risultato
  • innescare un passaparola positivo che ti porta altri clienti
  • pensare di espandere il proprio team
  • delegare le giuste mansioni alle giuste persone
  • evitare di mangiarsi i margini dei profitti spedendoli in attività che non sono funzionali
  • creare un proprio funnel di acquisizione automatica oltre al marketing organico
  • gestire le campagne pubblicitarie
  • monitorare i KPI

Insomma ce ne sono di cose da fare, e tutto questo potrebbe spaventare dall’entrare all’interno di questa nicchia (seppur altamente redditizia).

Il segreto non è fare la lista delle cose da fare dalla sera alla mattina, ma sapere quelle piccole ma necessarie azioni che se le faccio mi portano al risultato.

E’ VITALE togliersi di torno la “perfezionite” perché quella non aiuta di certo, ed una volta compresi i flussi di lavoro, limitare al massimo le distrazioni.

Utilizzare anche dei “template” a livello di format video, stories e post come anche template per le pagine del funnel o anche delle email, è FONDAMENTALE per avere già una base da cui partire per realizzare i propri contenuti onde evitare di fare uno squallido copia ed incolla.

Ecco perché pure a questo abbiamo pensato visto che in sordina da molto tempo stavamo testando queste strategie e se ti metterai in lista prioritaria potrai ricevere un grande vantaggio nel capire come gestire al meglio queste dinamiche nel business dei consulenti high ticket.

Hai la nostra parola.

Scoprirai quali sono i giusti protocolli del consulente high ticket per raggiungere i risultati che desideri e che sono in linea alla tua persona e alle tue necessità.

Solo il minimo necessario che ti porta a risultato, garantito!

Oh se stai già pensando: eh ma se tutti adesso si mettono a fare i consulenti high ticket… saremo comunque punto e a capo con l’acquisizione dei lead o potenziali clienti…

E tu pensi che tutti si fionderanno dentro questa nicchia?

C’è tempo, e ovviamente chi entrerà dentro prima di chi “ci deve pensare” o che non è molto avvezzo al cambiamento… beh per quel tipo di persone sarà sempre tardi, e troverà sempre una scusa per dire che non ha mai raggiunto quello che desiderava.

Fa parte del gioco.

Ma la vera domanda invece è: tu da che parte vuoi stare?

BONUS - il protocollo per portare a risultato ogni tuo cliente

bonus consulente high ticket


Sinceramente ero un po’ combattuto se condividere o meno quanto ti sto per rivelare, ma poi pensandoci bene mi sono reso conto che poter condividere più di quello che una persona si aspetta era la cosa giusta da fare.

No no, tranquillo, non ti dirò di iscriverti in lista d’attesa per quello che a breve condivideremo, perché l’ho già fatto svariate volte nel resto di questo articolo e non serve ribadirlo ulteriormente.

Quello che invece voglio fare con te adesso è farti assaggiare un veloce estratto di quello che è il protocollo per portare a risultato ogni tuo cliente.

Faccio un’importante premessa prima di cominciare: le informazioni qui condivise sono un estratto, pertanto sono un incipit di quello che è il protocollo nella sua interezza.

Siccome ci tengo a palesare parte di quello che stiamo facendo (e avrei potuto benissimo evitarlo visto che siamo come al solito i primi a mostrare questi contenuti dopo averli già testati da tempo ed in diverse nicchie) vedi di modellarlo al tuo contesto qualora avessi intenzione di applicare sin da subito i concetti condivisi.

Non fare un semplice e banale “copia ed incolla” perché storpieresti l’approccio indicato che deve essere in qualche modo modellato a quello di cui ti occupi o che vorrai occuparti.

Mi raccomando, è importante che tu ci metta la tua impronta, quindi non fare il pigro per favore!

Mik ma quanto mi stai per rivelare funziona da subito?


Dipende.

Dipende dal tuo grado di consapevolezza delle informazioni condivise, se hai già avuto modo di testare le nostre strategie mostrate in Infomarketing Lifestyle… 

…perché se parti da zero, è probabile che servano ulteriori approfondimenti (che ovviamente ci saranno).

Ecco quindi l’estratto del protocollo che un consulente high ticket dovrebbe avere nel suo arsenale per portare a risultato i suoi clienti.

Premessa: quanto viene condiviso qui di seguito presuppone che l’acquisizione del cliente sia già avvenuta, quindi andrebbe utilizzato con i tuoi clienti appena acquisiti che devono iniziare un percorso con te.


Ulteriore premessa: quando poco fa dicevo che questo protocollo deve poi essere modellato, è perché dipende anche da quello che proponi.

I passi che trovi qui di seguito sono “generici”, vanno infatti modellati a quello che proponi, mi raccomando.

Te capì?!

  1. definisci il goal del cliente e quant’è il GAP verso la situazione desiderata;
  2. stila una serie di passi a ritroso che si dovrebbero fare per raggiungere il goal definito;
  3. valuta la sua fattibilità sia in termini di possibilità ma anche di tempo necessario;
  4. individua gli ostacoli evidenti che al momento impediscono il processo di realizzazione dei primi step (mancanza di conoscenza di alcune informazioni da parte del cliente o sue difficoltà oggettive nel fare azione – questo vale se vendi magari un servizio di coaching dove non fai tu le cose al posto del cliente);
  5. focalizza la strada più veloce per raggiungere il risultato e programmala con il cliente;
  6. inserisci dei “premi” al raggiungimento dei primi micro goal (da valutare la natura del premio – può essere anche una semplice gratificazione personale nell’avvicinamento al risultato);
  7. poni delle scadenze da rispettare onde evitare che l’utente possa “cullarsi sugli allori”;
  8. considera dei BONUS da condividere sia a raggiungimento del traguardo o per spronarlo a fare azione (i bonus possono essere delle ore extra con te o dei materiali creati ad hoc per il caso del cliente – questo ti serve per fargli vivere un’esperienza unica)
  9. sfrutta il potere dei report per monitorare l’avanzamento dei progressi del tuo cliente facendogli vedere lo stato in cui era quando è partito e lo stato in cui si trova adesso (magari a fine percorso – potrebbe essere utile per valutare eventuali upsell)

Come dicevo, questo è un estratto dei protocolli riguardo a quello a cui stiamo dando vita, perché non abbiamo lasciato veramente nulla al caso.

Può essere normale non comprendere alcuni passaggi in quanto ho condiviso qui, quello che conta è il fatto che ogni passaggio non è minimamente lasciato al caso.

Potrebbe sembrare tutto molto “banale” ma ti posso assicurare che non è così banale portare una persona al risultato. E se quello che stai “erogando” non segue un filo logico ma è frutto solamente “dell’intuito” può essere altamente pericoloso – specialmente se non hai esperienza.

Anche perché un consulente high ticket non può procedere per tentativi. Deve sapere come portare a risultato il suo cliente.

Ecco perché nel tuo contesto devi capire qual è la giusta strada da seguire per far ottenere risultati concreti e tangibili.

E gli spunti che ti ho appena condiviso possono aiutarti appunto a comprendere/analizzare se quello che stai facendo/o che vorrai fare ha un senso o meno.

Se poi vuoi mettere mano al protocollo completo e a tutto quello a cui stiamo dando vita, clicca sul pulsante qui sotto e sarai avvisato in anteprima.

Considerazioni finali


Direi che siamo arrivati al termine di questo succoso e denso contenuto che ho voluto realizzare proprio per dare voce in capitolo alla professione del consulente high ticket che da questo momento in poi prenderà sempre più piede per i motivi che ho condiviso fino adesso.

Se sei arrivato diretto qui saltando tutto il resto del contenuto, ti invito a visionarlo per comprendere meglio molte sfumature e sfaccettature che ho mostrato lungo il “percorso”.

Mi auguro che tu possa fare le dovute valutazioni su questa professione che darà molte belle soddisfazioni a chi deciderà d’intraprenderla con successo (e con SERIETA’)  seguendo i nostri protocolli a cui puoi avere accesso in anteprima cliccando qui >>

Chiaramente quanto mostrato fino adesso non è una promessa di facili guadagni e non deve essere nemmeno un ripiego per fare soldi facili.

 Perché qui trattiamo una professione che ha come obiettivo primario far arrivare le persone a specifici risultati.

 E come ho già condiviso, non basta “proporsi” ad alto costo che tutti cadranno ai tuoi piedi.

 No, non è così che funziona.

 Il futuro dei consulenti high ticket sarà interessante da questo 2022 ed oltre, consapevoli del fatto che in ogni nicchia ci saranno determinate criticità da considerare.

 Come l’aggiornamento delle varie piattaforme, la psicologia d’acquisto delle persone e tanti altri fattori che non possono essere prevedibili con largo anticipo.

 Ma seguendo il giusto sistema, si possono ottenere belle soddisfazioni.

 E noi abbiamo creato il miglior protocollo di sempre.

 Non lo diciamo per tirare acqua al nostro mulino, lo diciamo per quello a cui potrai prendere parte anche tu vedendo in anteprima come diventare un consulente high ticket.

Niente è stato lasciato al caso, e mai lo sarà con noi.

Ripeto: tutto quello che è stato condiviso in questo contenuto è frutto di nostre personali considerazioni, quindi non deve essere preso per legge.

Sono appunto “suggerimenti”, ed una visione in “anticipo” di ciò che accadrà da qui ai prossimi mesi.

Ora si tratta solamente di scegliere cosa si vuole fare per sé e per la propria attività.

A te la scelta!

Mik Cosentino

Marketing Organico Mik Cosentino: abbiamo iniziato dal 2018 (ecco le prove)

marketing organico mik cosentino

Tempo stimato di lettura: 15 min circa

Siccome non mi piace dire le cose e basta, sul discorso del Marketing Organico preferisco rafforzare il messaggio con un video estrapolato dall’ultimo Kick Off di Agosto 2022 caricato poi dentro la nostra X-Capsule (se non sai ancora cos’è poi ti spiego tutto passo passo).

Ecco a te il video, ascolta bene:

NOTA BENE quanto condivido qui sotto

Piccola ma doverosa precisazione: in realtà l'organico ho iniziato a farlo già dal 2015/2016

In pochissimi lo sanno ma prima di vendere prodotti HIGH TICKET come Infomarketing Lifestyle, ho lanciato – all’inizio della mia carriera del marketing online – prodotti “a basso costo” ed era il lontano 2015/2016.

  • Vedi Accademia del Network Marketing
  • Clienti a Costo Zero
  • Freedom Formula (prima edizione e primo prodotto High Ticket venduto da palco)

Io stesso all’epoca, per non far confondere la mia nuova immagine di marketer con il nuoto, iniziai a farmi conoscere proprio così: organicamente.

Lo ribadisco: era il 2015/2016.

Quindi non ho iniziato l’altro ieri. Semmai ho cominciato in “sordina”, questo sì, per poi condividere in maniera massiccia nel 2018 – ma anche con la prima edizione di Freedom Formula c’erano accenni di strategie organiche (anno 2016).

Ho voluto precisare questa cosa affinché le persone nuove che iniziano a conoscermi si possano fare un’idea ben precisa dello “storico” che abbiamo – e per chi già sa di noi, non si dimentichi da quanto siamo sul pezzo.

Così tanto per eh.

ora che ci siamo chiariti, possiamo entrare nel vivo dell’articolo 😜

Magari non ti interessa ascoltare quanto condiviso, ma il succo del discorso è che durante il video ho mostrato le prove di quando abbiamo iniziato noi a fare marketing organico ancor prima del lancio ufficiale di Infomarketing Lifestyle.

Basta vedere anche la grafica di copertina utilizzata in questo articolo.

Ma perché ho pensato di condividere questi dettagli sulla pubblicità organica?

Per il semplice motivo che ad oggi sembra essere diventato il nuovo “trend” e se ne stanno sentendo di ogni tipo, sia da una fazione che dall’altra e come al solito mi piace buttarmi nella mischia per fare chiarezza, anche perché noi il marketing organico lo portiamo avanti in modo silenzioso dal 2018 insieme alla pubblicità a pagamento, quindi non ci siamo “improvvisati”, o non ci siamo adeguati alle tendenze del momento!

Semplicemente sfruttiamo in maniera massiccia ciò che già facevamo “silenziosamente”.

E’ che adesso ovunque ti giri pare che tutti propongano sta cosa del “marketing organico”, come se tutto il resto fosse inutile, dispendioso e fuori contesto (quando non è AFFATTO così – se rimani con me, durante questa lettura potrai renderti conto di come stanno realmente le cose).

Giusto per darti altre prove, all’interno di uno dei nostri programmi formativi più venduti negli ultimi anni c’è un modulo dedicato interamente alla strategia organica.

Guarda qui:

strategia organica mik cosentino


Cioè è datato 2018… non so se rendo l’idea.

E non è stato aggiunto adesso – tutti i nostri casi studio lo possono confermare.

Anzi, a proposito di questo, ecco qui una prova schiacciante condivisa da mio fratello Gabbo dentro la nostra community proprio la scorsa settimana:


Se non ci credi puoi vedere ancora più da vicino dentro la nostra community gratuita in cui abbiamo in previsione di condividere a breve interessanti novità.

Se non sei ancora iscritto, puoi farlo ADESSO sfruttando pure l’occasione di registrarti in ANTEPRIMA ad un protocollo che a breve verrà rilasciato…

Fatte queste premesse, voglio condividerti i punti salienti che andremo a vedere insieme in questo succoso articolo.

Bene! Questi sono gli argomenti che vedremo insieme in questo contenuto firmato Mik Cosentino.

E’ un PURO contenuto formativo con l’obiettivo di fare chiarezza riguardo questo concetto ormai esploso del “Marketing Organico” e come utilizzarlo con criterio nel proprio business onde evitare di commettere qualche errore di valutazione o peggio ancora di “mal interpretazione”.

Se è la prima volta che leggi questo mio contenuto e non sai chi sono, cosa faccio ecc (mi pare strano ma può capitare) puoi vedere qualche estratto della mia storia e dei nostri casi di successo cliccando qui >

Chiarito questo… Iniziamo!

Cosa vuol dire Marketing Organico e perché tutti lì fuori ci si stanno tuffando


Non è un caso se ho voluto utilizzare questa foto perché lì fuori ci sono tantissimi marketer che ironizzano il termine “organico” associandolo alla spazzatura, come se chi utilizza questo approccio nel 2022 fosse un disperato – quando in realtà non è propriamente corretto.

E adesso ti spiego perché.

Come in tutte le cose serve criterio e giusta prospettiva, ma non tutti sanno cosa vuol dire.

Ma soprattutto non tutti utilizzano nel modo corretto le informazioni o i trend di mercato che si stanno palesando nel mondo del digital marketing in questo 2022.

Negli ultimi anni in questo panorama sono avvenuti molti cambiamenti anche a seguito degli aggiornamenti delle varie piattaforme di advertising.

  • costi per lead alle stelle
  • minor reach organica (tanto per stare in tema)
  • difficoltà di andare a profitto subito con i funnel di marketing
  • poca contattabilità da parte del target
  • email che finiscono in spam

E tutte situazioni analoghe.

Ho sentito persone dirne peste e corna su questo mondo e spesso tutte le opinioni che sono state condivise avevano un minimo comune denominatore: la scarsa conoscenza della situazione o un arrivare a conclusioni eccessivamente sommarie.

Hai presente cosa fanno le pecore quando sono in gregge e si sentono minacciate?

Basta anche solamente una pecora che va da una parte e tutte la seguono – a prescindere dove sta andando.

Idem in questo scenario.

Oh sia chiaro: non ce l’ho con te ma è doveroso mettere i puntini sulle i.

Quindi cosa vuol dire Marketing Organico?


Fare marketing organico significa utilizzare la potenza del “networking” che s’innesca grazie all’utilizzo dei social network per trovare persone potenzialmente in target per quello che abbiamo o che potremmo proporre.

Le piattaforme come Instagram, TikTok, Facebook o YouTube nascono proprio con l’intento di permettere alle persone di poter condividere dei loro pensieri o informazioni (più o meno utili) sotto forma di video o testi che poi potranno essere visti e condivisi da altri utenti iscritti.

Questo è il principio di funzionamento, e sfruttando la logica di queste piattaforme, condividendo nei propri profili social dei contenuti che abbiano un obiettivo ed uno scopo ben preciso, si ha la possibilità di poter entrare in contatto con altri utenti che potrebbero interessarsi a quanto viene mostrato.

Ovviamente la creazione dei contenuti (essi siano in formato video o testo) devono seguire una logica ed un sistema ben preciso, altrimenti si corre il rischio di “creare” tanti contenuti, che poi non portano a niente.

E’ un po’ il paradosso del “fai un video al giorno, tutti i giorni”.

Ricordi quando c’era questo “slogan” anni fa?

Ecco, il concetto è il medesimo.

Certo, essere presenti sui social è importante, ma poi bisogna anche vedere cosa condividi, a quale pubblico e se quanto metti in mostra ha una logica di funzionamento o meno.

Ecco perché si tende a “generalizzare” il fatto che “postare” sui social, ad oggi è vista come una cosa da “spazzatura”. Nel senso che non serve a niente.

Anche qui torniamo sempre ai fondamentali: dipende come lo fai, con quale obiettivo e se ha senso nel tuo contesto.

Tutto deve essere in qualche modo “contestualizzato” a quello di cui ti occupi.

Scusa Mik ma allora perché tutti si stanno tuffando in questo Marketing Organico?


A quanto pare, al momento sembra essere il trend del 2022: postare contenuti, video, stories a più non posso sperando che qualche persona che segue i nostri account si faccia avanti e chieda qualche informazione di quello che facciamo.

Mmm…

Questo perché sta accadendo?

Forse perché quando non sai fare ads profittevoli oppure offerte sexy, inizi a dire che questi strumenti online non funzionano, perciò ci si butta laddove sembra andare il gregge.

alzo le spalle


Per carità: il pubblico è diverso rispetto anni fa.

Se prima le persone avevano più tempo per informarsi, approfondire o capire un meccanismo piuttosto che un altro… ad oggi questo tempo pare non esserci più.

E’ come se si volesse “tutto e subito”. Del tipo: fammi capire se questa cosa può fare per me così poi ci ragiono sopra – senza doversi sorbire funnel e funnel interminabili con email a tutto più o chiamate dalla rete vendita (ammesso e concesso che ci sia rimasto ancora qualcuno).

Pure questa è una “mezza verità”. Nel senso che da un lato è vero ma dall’altro no, perché se così fosse, allora molte aziende che producono software per fare funnel di marketing e affini sarebbero andate in bancarotta.

Il punto è che ad oggi le barriere d’ingresso nel digital marketing si sono così assotigliate che chiunque ci può entrare ma… e c’è un grande ma, il pubblico non è stupido.

E’ in grado di capire a chi si deve affidare e chi no.

Riesce ad individuare chi ha delle informazioni utili da condividere e chi sta solamente allungando il brodo.

Ha capito che se vengono condivise sempre le stesse solite testimonianze, allora vuol dire che non ci sono altri nuovi casi di successo e quindi forse è meglio lasciar perdere.

Perciò proporsi “organicamente” senza la minima strategia, senza sapere cosa dire e come dirlo, senza sapere come potersi rendere appetibili per un pubblico di persone è qualcosa che non paga più.

Cioè non paga a prescindere.

Quello che condividi deve portare un risultato specifico ad una nicchia specifica in un tempo specifico.

Fine.

Se quello che proponi non permette di ottenere questo tipo di “trasformazione” ed il pubblico è piuttosto “resistente” da questo punto di vista (nel senso che non accoglie di buon grado la “trasformazione” o la tua “opportunità”) allora sei di fronte un grande problema.

Un problema che viene completamente amplificato dal “proporsi” con il metodo organico.

Anche perché fare “marketing organico” non equivale a postare delle robette sui social e fine: “sto facendo marketing”:

No. Quello non è fare marketing, quello è postare a casaccio cose senza la minima strategia.

E te lo dice uno che queste cose le sta portando avanti in maniera silenziosa dal 2018 – lo ripeto per non dimenticare.

Il marketing organico non è spam! (dipende come lo usi)


Giusto per continuare ad essere coerente con l’incipit di questo articolo: guarda questa stories che ho pubblicato sul mio profilo Instagram nel lontano 2020…

2020, non so se rendo l’idea.


C’è forse della pubblicità a pagamento?

No.

Faccio forse spam?

No.

E’ una delle strategie che ad oggi molti “marketer” o “esperti dell’organico” condividono sui loro profili.

Ma hanno iniziato da poco.

Massimo un anno.

Noi invece?

2020.

Siccome nel video non si vede perché me l’ha caricato in un formato diverso dall’originale, ecco qui l’ennesima prova schiacciante (che poi tanto ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridere 🙃) :


Ma a prescindere da questo, già dal 2018 condividevamo queste strategie dentro il nostro programma formativo di punta “Infomarketing Lifestyle” e le applicavamo su linkedin (che tra l’altro stiamo pure continuando a farlo – come pure i nostri studenti del resto).

Toh, guarda un po’:


Poi se vuoi vedere tutta la sfilza di Screenshot puoi vederli direttamente nella pagina che ti si apre cliccando il pulsante qui sotto.

(ci mette un po’ ad aprirsi la pagina ed è causato per gli innumerevoli screenshot… 😅)

Comunque… fare spam è una cosa, utilizzare in modo strategico le tecniche “organiche” è un altro.

Non ho mai detto di contattare a destra e manca persone propinando a tutti i costi quello di cui uno si occupa senza seguire un protocollo ben preciso.

E’ questo il punto.

E la cosa ulteriormente buffa è che si pensa che il marketing organico ad oggi sia qualcosa come “ripiego” perché magari le ads non girano più bene o sembra diventato difficile tracciare i dati a seguito delle nuove normative sulla privacy ecc…

Ma in realtà il marketing organico non deve MAI essere un ripiego, bensì una strategia che inserita nel proprio contesto di business permette di avere un indotto slegato dalle campagne pubblicitarie in cui l’impatto di ciò che viene generato dai semplici contenuti che vengono postati si social, permette di avvicinare un pubblico che si interessa attivamente a ciò che si propone, esattamente come accadrebbe con un funnel di marketing.

Il punto è che in questo caso il “funnel di marketing” è formato dai vari step della strategia organica che ha come obiettivo quello di:

  • innescare interesse e curiosità in ciò che viene condiviso;
  • far capire che c’è qualcosa da approfondire e che può aiutare a superare qualche ostacolo o difficoltà che si sta vivendo;
  • mostrare delle testimonianze che rendono tutto il processo ancora più credibile;
  • mettere la persona nella condizione di poter avere tutte le informazioni necessarie per fare azione ed entrare in contatto con i nostri contenuti con il fine di comprare ovviamente.

Da lì poi seguirà tutta una sequenza di step che ha l’obiettivo di capire se le persone avvicinate sono realmente interessate, per poi fissare delle call di vendita.

Ad ogni modo, quanto condiviso dovrebbe andare comunque di pari passo con una strategia di online marketing, perché per quanto l’organico possa essere efficace, e permette grazie alla condivisione delle persone di poter entrare in contatto con più utenti possibili, se si vuole scalare serve la pubblicità online.

Il marketing organico e la pubblicità a pagamento dovrebbero essere due facce della stessa medaglia.

Una supporta l’altra sia in momenti di stallo (perché ci saranno sempre – va capito come gestirli e superarli al meglio) e sia in momenti di successo in cui però non si deve abbassare la guardia.

Questo è uno degli errori più frequenti che viene commesso purtroppo.

Infatti quando si ha intenzione di sfruttare la potenza dell’organico (è realmente potente se si seguono i giusti passaggi) non lo si dovrebbe fare tanto per.

Si deve seguire una scaletta ben precisa e soprattutto si deve avere COSTANZA. Senza quella è inutile partire.

Quindi Mik mi stai dicendo che devo seguire la regola di 1 contenuto al giorno?


No, non è la regola di un contenuto al giorno perché se quello che condividi non trova senso di applicazione nella tua nicchia, non serve postare.

Bisogna condividere solamente qualcosa che è realmente UTILE a far capire al mio pubblico che io ho qualcosa di speciale per lui e che se non mi segue rischierà di perdere interessanti opportunità.

In tutto ciò va inserito anche qualche momento “ironico”, ma questo è un discorso che affronteremo in un’altra sede.

Ovviamente ciò che proponi deve dimostrare funzionare.

Se non hai “validato” – così come già insegnavo dentro Infomarketing Lifestyle –  il tuo prodotto o servizio, è inutile tentare di essere presente ovunque sui social.

Per “validare” intendo aver creato un qualcosa che porta al risultato e che viene richiesto dalle persone. O comunque nel momento in cui lo presenti trova interesse attivo.

Altrimenti non serve “postare online” sperando che accada qualcosa.

Davvero, esci dal mondo delle favole!

In tutto ciò una strategia la si deve seguire per forza, altrimenti non si ha modo di monitorare l’impatto di quanto viene condiviso.

E per strategia intendo dire conoscere a monte:

  • cosa si dice nella nicchia in cui mi trovo;
  • qual è il “sentiment” più acceso al momento e cosa posso fare per attirare l’attenzione del pubblico distinguendomi dalla massa;
  • come posso far capire che ho dei contenuti utili già “testati” da un mio pubblico di fan affezionati (questo vale se non parti da zero);
  • che tipo di leve devo utilizzare nella creazione dei contenuti (se per interazione, per ispirazione, per false credenze ecc);

Questi sono solamente alcuni dei piccoli dettagli che dovrebbero considerarsi in una strategia di content marketing nel metodo organico.

Senza queste informazioni, tutto quello che andrò a condividere rischia di non sortire l’effetto desiderato, rimanendoci male, pensando che il marketing organico è spazzatura e tutte queste cose qui…

Non nego che per certi versi il metodo organico è ben più complesso di quello che invece può rappresentare con la pubblicità a pagamento.

(non fare quella faccia, seguimi)

Meglio il marketing organico o la pubblicità a pagamento?

marketing organico e pubblicità a pagamento


Sicuramente la tua attenzione è caduta su una delle due risposte ma in realtà servono ENTRAMBE.

Per quale motivo?

Permettimi di farti capire cosa intendo dire.

Se da un lato con la pubblicità a pagamento puoi intercettare il pubblico più vicino a quello di cui ti occupi e che proponi senza che ogni giorno ti spacchi la schiena a creare contenuti… dall’altro con la strategia organica hai modo di “consolidare” quanto stai portando avanti.


Poni attenzione a quanto ti ho appena condiviso perché tra le righe c’è un aspetto molto importante: consolidare.

Comunque… se in un caso devi essere “parte attiva” del processo (metodo organico), dall’altro una volta che hai “settato” il meccanismo e funziona (funnel), non devi fare la stessa mole di lavoro.

Certo devi osservare e comprendere cosa ci dicono i KPI del funnel ma è sicuramente ben diverso e meno dispendioso dalla creazione di contenuto quotidiano: ogni singolo giorno.

Perché del resto il marketing organico è ANCHE questo.

Creazione di contenuto che:

  • intrattiene;
  • coinvolge;
  • interrompe ciò che una persona stava facendo in quel momento;
  • e invoglia a voler avere maggiori informazioni dimenticandosi di tutto il resto.

Perché alla fine è questo ciò che fa il marketing: focalizza l’attenzione sul cliente (ed anche su di te) e quello che hai da condividere.

Più la persona si ricorda di te, pensa a te quando ha quel problema… e più stai facendo un lavoro molto efficace.

Ovviamente non ci si dovrebbe limitare nel fare contenuti per acquisire sempre nuovi clienti, bisognerebbe curare anche ciò che si ha già, facendo sì che siano gli stessi clienti a fare il lavoro sporco per te, magari condividendo ad altre persone “in target” la tua presenza.

Ma questo è un tema che non possiamo di certo sviscerare qui in un articolo.

Ad ogni modo il concetto centrale che ci tengo a far passare è il fatto che in un caso (nel marketing organico) devi mantenere un impegno costante nel tempo – se questo è il tuo obiettivo.

Mentre nell’altro – con la pubblicità a pagamento – una volta che è stato settato il tutto, si tratta solamente di vedere i KPI ed agire di conseguenza.

Ovvio, sto “generalizzando”, ma il succo del discorso è questo.

Pertanto sono approcci diversi ma con la stessa base portante. Soprattutto dovrebbero esserci ENTRAMBI nella tua strategia di marketing. Non uno o l’altro.

Tuttavia se non conosco a chi mi rivolgo, cosa offro e perché una persona dovrebbe prendere una decisione nell’esatto momento in cui mi sta guardando… il mio marketing (che sia organico o a pagamento) sarà comunque debole.

Ecco perché non esiste una tipologia di marketing più o meno efficace.

Il marketing è il frutto di quello che hai pianificato di divulgare, e se il tuo messaggio:

  • è debole di partenza, 
  • non ha una promessa specifica, 
  • non da cenni di risultati tangibili 
  • e in qualche modo replicabili anche se si ha qualche dubbio iniziale… 

Puoi fare tutti i post e le ADV che vuoi ma nessuno ti darà la sua attenzione.

Del resto il gioco, alla fine della fiera è proprio questo.

Cosa ne pensa Mik Cosentino del Marketing Organico nel 2022?

il marketing organico nel 2022

Lo ribadisco: in sordina ho iniziato in modo “silenzioso” già dal 2015/2016 quando creai i primi prodotti a basso costo – tanto per intenderci e non dimenticare questi “piccoli dettagli”.


Tiriamo le somme di questo succoso contenuto che è ormai giunto al suo epilogo.

Non so se sei voluto scendere per curiosità direttamente qui in fondo per scoprire subito la mia opinione oppure ti sei letto tutte le mie personali considerazioni sul tema… fatto sta che personalmente sono sempre stato favorevole al marketing organico.

Rappresenta un ulteriore ingresso di lead all’interno del proprio business perché si ha la possibilità di sfruttare le “connessioni” con le persone.

E per marketing organico non vuol dire condividere a più non posso il proprio prodotto e “strozzarlo” nella gola delle persone a tutti i costi come se quella fosse l’unica religione.

No, questo non è fare marketing organico, questo è essere troppo “prodotto centrici”.

Ciò che si deve fare SEMPRE è ribadire quello che si fa, come lo si fa e che il “prodotto” che si propone è un semplice veicolo che permette il pubblico di riferimento a raggiungere dei risultati specifici che al momento non riesce a concretizzare.

Questo si deve fare.

Chiaramente si deve ascoltare anche la voce del mercato e comprendere se quanto abbiamo intenzione di condividere lo stiamo facendo nel modo corretto.

Mai pensare che un prodotto è immortale e che non debba subire delle migliorie o delle rivisitazioni nel tempo.

Occhio a non cadere in questa “trappola” perché è più facile di quello che pensi precipitarci dentro.

Ad ogni modo, a prescindere che si utilizzi il marketing organico o la pubblicità a pagamento, alla base di tutto deve esserci un “sistema”, un protocollo ben preciso… protocollo che noi ad esempio stiamo aggiornando e modellando sui tempi moderni.

Dopo la pandemia tutto è cambiato.

Le decisioni delle persone sono cambiate.

La loro propensione all’acquisto è cambiata.

I loro interessi sono cambiati.

Insomma, molte cose sono cambiate e se noi non le consideriamo, e non valutiamo se stiamo erogando tutto il possibile per ciò di cui hanno bisogno…allora rischiamo di essere sempre qualche passo più indietro, e in un’era così digitale non va affatto bene.

Proprio per questi motivi a breve ci saranno novità in materia, perché è giusto dare al pubblico ciò di cui ha realmente bisogno per prosperare ed utilizzare in modo sinergico e intelligente tutto ciò che porta al risultato OGGI sul mercato.

Sapere che ci sono degli strumenti e non utilizzarli a dovere solamente perché non lo si sa o perché non si ha voglia… qui entra in gioco una domanda molto semplice: perché fai quello che fai?

Se hai intenzione di prosperare… sai cosa dovresti fare, il resto sono solamente scuse.

Ah, giusto così per dire… cosa fanno coloro che hanno iniziato con il marketing organico senza una corretta strategia ed hanno spolpato i loro contatti o agito in modo “errato” non curando alcune sfumature vitali? Fanno le ads.

Ma guarda un po’!!

Non esiste solamente una strategia o l’altra. Servono entrambe se si vuole scalare il proprio business; ma bisogna farlo in modo strategico e intelligente.

Mai affidarsi al caso, mai.

In questo mondo online le cose cambiano molto velocemente e se non sei pronto a cogliere i cambiamenti e le novità, rischi di rimanere con un pugno di mosche in mano…

Perciò se vuoi avere sempre uno sguardo sulla novità e non perderti cosa condivideremo a breve…

Un importante e INNOVATIVO protocollo verrà rivelato per fare chiarezza all’interno di un mercato totalmente allo sbando.

Intanto iscriviti, non te ne pentirai.

Al tuo successo,

Mik

P.S. Guarda qui, mentre rivedevo l’articolo scritto di pugno ho ritrovato nei miei archivi una grafica che è stata poi utilizzata all’interno del modulo in Infomarketing Lifestyle – metodo di attrazione organica “new age” – in cui riepiloga i punti salienti del marketing organico.

Guarda qui:

Metodo di Attrazione New Age


Ed è stata creata da un membro del nostro team esattamente 3 anni fa.

3 anni fa. Incredibile no?

E ad oggi cosa frulla in giro come “marketing organico”?

Esattamente quanto condiviso in questa grafica.

Interessante no? 😉 

PPS. Ah giusto, non ti ho parlato della X-Capsule (forse te ne sarai reso conto dal video che c’è all’inizio di questo articolo).

Ad ogni modo ne parliamo in una delle prossime uscite anche perché se ne sentirà parlare moooolto a lungo nei prossimi tempi.

Noi siamo sempre un passo avanti (in realtà più di uno, ma restiamo UMILI), sempre (eheheh). 😜

X-Planet NFT | Non è una semplice immaginetta, X-Planet darà il via alla formazione token-gate

formazione token-gate

Con mio fratello Gabbo ne abbiamo parlato in un recente Twitter Space la scorsa settimana.

Ti ricondivido l’anteprima qui di seguito:

Ecco i punti salienti che abbiamo mostrato durante quella sessione:

  • perché ad oggi la stragrande maggioranza dei formatori continua a puntare il dito al web 3.0 pensando che sia uno scam e che presto questa bolla degli NFT imploderà;
  • cosa stiamo facendo dentro InfomarketingX dando vita all’X-Planet NFT;
  • perché abbiamo deciso di dare vita ad una formazione con accesso “token-gate” iniziando a discostarci dal classico approccio del web 2.0;
  • spoiler su svariate utilità che abbiamo intenzione di condividere a coloro che decideranno di entrare dentro al nuovo pianeta e diventare dei veri e propri X-Resident colonizzatori di una nuova galassia;
  • e tante altre news interessanti…

Posso capire che tutto quello che ho appena condiviso sembri veramente futuristico e fuori luogo rispetto a quello a cui eravamo stati sempre abituati a vivere… Ma ahimè i tempi sono cambiati, i tempi sono diversi, tutto gira alla velocità della luce e rimanere con le mani in mano sperando che qualcosa cambi senza rendersi conto esattamente di cosa sta cambiando e perché, è veramente da stolti.

Non Fungible Token. Mettiamo subito in chiaro una cosa

Quando oggi senti nominare questa parola, è come quando (tornando indietro nel tempo) si sentiva parlare per la prima volta di internet, oppure delle prime opportunità di guadagno online.

La maggior parte delle persone che ad oggi invece ha sia comprato corsi e sia erogato corsi, all’epoca molto probabilmente ha avuto questa tipologia di atteggiamento.

nft sola

E di per sé non c’è nulla di male quando non si conosce qualcosa, ma avere la cupidigia di non osservare oltre il palmo del proprio naso è veramente da trogloditi.

Che poi c’è da dire pure una cosa sulla psicologia umana: nel momento in cui si raggiunge una certa età ed una certa tipologia di convinzioni, l’essere umano poi tende a rafforzare i propri pensieri, le proprie idee… e cambiarle, sostituirle con altre più nuove, aggiornate e potenzianti non è affatto facile.

Non è per niente facile.

E questo atteggiamento, da che mondo e mondo, c’è sempre stato e sempre ci sarà.

Tuttavia mi fa restare “desolato” vedere quanta “rigidità mentale” è presente da certe persone (anche di un certo spessore) di fronte temi come quelli attuali.

L’ho pure condiviso in un mio recente Tweet:

Ovviamente ciascuno di noi è liberissimo di pensare a quello che più crede e che gli “conviene”, ma di fronte l’evidenza dei fatti, è veramente difficile restare “ottusi”.

Giusto per citare un altro aspetto a riguardo:

Tutto questo per dire cosa?

Che le situazioni nel mercato delle crypto (seppur abbiano un’alta volatilità) sono cicliche.

E se quando in passato qualcuno pensava che avrebbe comprato qualche Bitcoin qualora sarebbe sceso per sfruttare l’andamento ribassista… ora che lo stiamo vivendo, le stesse persone sostengono che andrà tutto a zero, che finirà tutto, che è una bolla, e tutte ste menate qui.

Posto che può capitare di ogni a riguardo – anche perché nessuno di noi ha dei poteri sovrumani in grado d’influenzare e cambiare l’ordine degli eventi… invece di capirci qualcosa in più, le persone tendono a puntare il dito, a dire che tutto finirà, a dire cose di cui non sanno nemmeno loro cosa stanno dicendo.

E i più belli sono quelli che prima di entrare dentro questo mondo (pure da poco) non avevano ancora avuto modo di capire come funziona il denaro, il business ecc… e dispensano consigli, sentenze, giudizi…

Cioè è veramente ridicolo e allo stesso tempo veramente assurdo.

Ora…

Per quanto riguarda la mia preparazione e la mia conoscenza, è tracciata online. E’ tutto alla luce dei fatti.

Ed io Mik Cosentino non ho iniziato a parlare di NFT così tanto per.

Non mi sono tuffato dentro questo mondo perché non sapevo come arrivare a fine mese e quindi ho detto: “Sai cosa c’è? Ora entro dentro questa nicchia e vediamo di fare soldi sfruttando il trend del momento.”

Certo, una parte di me l’ha pensato, ma prima ho testato sulla mia pelle.

Poi con dei risultati raggiunti ho iniziato a condividere qualcosa, e poi nel momento in cui compresi una particolarità veramente interessante, spostai definitivamente l’attenzione verso un aspetto che ora ti condivido.

Infatti quando compresi la tecnologia e il meccanismo che c’è dietro il mondo dei Non Fungible Token, l’ho subito rapportato al mondo del Web 2.0

Da qui nasce infatti il concetto della formazione token gate.

Innescheremo una tendenza: la formazione capitalizzata grazie agli NFT

Ed è qui che casca l’asino.

E’ qui che la maggior parte delle persone non capisce.

Se nel web 2.0 i vari formatori potevano stampare posti all’infinito (e per posti intendo accessi ai corsi di formazione online), ad oggi con l’impiego della tecnologia dei Non Fungible Token utilizzata come meccanismo “token gate”, cambia tutto.

Non puoi avere un numero infinito di posti, devi definirlo a monte con una supply limitata.

Deve essere scritto tutto quanto nello smart contract. Tutto deve essere tracciabile e consultabile da chiunque attraverso l’etherscan.

(piccola nota – se tutto quello che sto dicendo ti sembra arabo, o un linguaggio incomprensibile, questo ti fa capire come i tempi ad oggi siano veloci, e di quanto restare indietro possa lasciare spazio a coloro che sono più rapidi, scaltri e abili soffiandoti opportunità da sotto il naso)

E’ sempre successo e sempre succederà.

E’ una sorta di cambio generazionale.

Se ti adegui e ti evolvi, vivi. Se non lo fai vieni spazzato via.

E non sono io a dirlo: è il mercato.

Gli interessi delle persone stanno cambiando.

Le loro propensioni d’acquisto pure.

Guardano costantemente online, e se il tema più discusso è verso una direzione e vuoi cogliere un’occasione per essere tra i primi a trattare certi temi per comprendere come poterli monetizzare ed utilizzare all’interno di aziende o situazioni… per quanto i tempi possono essere molto precoci ad oggi, in realtà hai una grande opportunità davanti a te.

Hai l’opportunità di essere tra i primi colonizzatori così come accadde con le Crypto negli anni scorsi.

“Se avessi conosciuto prima l’esistenza dei Bitcoin, oggi forse la mia vita sarebbe diversa…” diceva qualcuno…

E quando ad oggi, dopo anni, si ripresenta la stessa identica dinamica ma sotto altre vesti… è triste sentire le stesse persone dire: “No no, questi NFT sono una bolla, il mercato delle crypto crollerà e quindi è meglio stare alla larga da questi scam”.

Ma ma… WTF!?

Veramente, a me questi pensieri mi mandano letteralmente fuori di senno.

Ma cerco comunque di rimanere sobrio dando degli spunti di riflessione il più funzionali e sensati possibili.

Ora… gli scam ci sono stati, ci sono e sempre ci saranno.

Sono presenti in qualsiasi dinamica e nicchia di mercato accidenti!

Basta che ti guardi intorno o ascolti la TV ogni giorno per osservare quante situazioni poco lecite siano presenti.

Peccato però che le persone tendono a fare di una piccola erbetta un intero fascio, generalizzando tutto quanto.

Ascoltando il parere che si sente gridare di più lì fuori, non capendoci nulla (perché è anche questa la realtà dei fatti) la gente spara sentenze senza la minima cognizione di causa.

Ed è triste… molto triste.

Chiaramente nemmeno io posso sapere l’andamento futuro del mercato, ma di una cosa sono certo: fin quando verranno create UTILITA’ che saranno percepite PREZIOSE per le persone che ne faranno parte… sarà in quel momento che si comprenderà il reale valore di questo mondo dei Non Fungible Token.

X-Planet NFT nasce proprio con un obiettivo ben preciso: dare il potere in mano alla community

Riprendo un concetto che avevo aperto pocanzi in merito al fatto della “capitalizzazione” dei corsi.

Se fino ad oggi quando compri un programma formativo online o sei abile da metterlo a reddito sfruttando le informazioni condivise, altrimenti rischi di spendere dei soldi, acquisisci informazioni certo, ma poi a poco ci fai se non trovi il modo di metterle a reddito…

..Invece con la tecnologia degli NFT accade una cosa sensazionale: nel momento in cui vengono applicati con criterio nel mondo della formazione, è possibile accedere a tutte le varie utilità interconnesse all’NFT stesso.

Ma c’è di più, perché nel momento in cui detengo un token nel mio wallet e un domani volessi rivenderlo perché ho approfondito a sufficienza le varie informazioni, non ho bisogno di altro e preferisco cedere il posto a qualche altra persona… è in quell’esatto momento che posso “capitalizzare” quanto ho speso per accedere al programma formativo in sé e per sé.

Ad oggi non è possibile una cosa simile nel web 2.0

Inoltre la cosa fantastica di tutto questo è che il prezzo lo decide e lo definisce la community di partecipanti stessa a seconda del valore che ritengono valido rispetto al momento che hanno acquistato.

Capisci che tutto cambia completamente?

E’ ovvio che siamo solamente agli albori di tutto questo.

E’ ovvio che non si potrà replicare lo stesso identico approccio anche in altri contesti, ma il succo ed il potere del meccanismo è esattamente questo.

E’ solo questione di tempo, solamente tempo.

Ecco perché stiamo dichiarando che siamo i primi a portare avanti e diffondere questo concetto e principio della formazione “token-gate”, perché per accedere ai nostri programmi formativi sarà possibile farlo solamente se si detiene nel proprio wallet digitale l’X-Resident Card.

Se non sai cos’è questa “card” virtuale, puoi ricevere maggiori dettagli cliccando sul pulsante qui sotto:

Ok Mik ma tutto il mercato è in down… non so se abbia realmente senso approfondire questi Non Fungibile Token (per non parlare dell’X-Planet NFT)

Vediamo di toglierci qualche sassolino dalle scarpe perché sono abbastanza insidiosi e soprattutto fastidiosi se rimangono per molto tempo.

Allora…

  • Saper comunicare in modo efficace sfruttando sia le competenze di video marketing e di copywriting è fondamentale in questo 2022

La ragione di questa esternazione è molto semplice: l’impatto comunicativo è sempre più video, sempre più dinamico e molto rapido da consumare… quindi se io conosco come comunicare in copy sapendo cosa scrivere per invogliare un pubblico di persone a voler ricevere maggiori informazioni per ciò di cui mi occupo… va da sé che ho dalla mia parte un’high income skills.

Che vuol dire?

Una competenza che lì fuori è ben pagata dal mercato per il semplice fatto che non sono moltissimi i professionisti che sono competenti a riguardo.

Ma non solo!

Ad oggi non basta più essere competenti a livello “tecnico” sulla disciplina in sé e per sé, bisogna essere aggiornati anche sulle novità delle piattaforme di pubblicità e social ma anche dei trend del momento.

Ovviamente dipende da quello che è il contesto ma un digital marketer che non è aggiornato sugli strumenti più efficaci che ci sono al momento, è un professionista che non ha vita lunga.

Ecco perché se il tuo interesse è quello di approfondire come promuoversi con successo online, non puoi far finta di vivere su un’isola del tempo perduto dove tutto non si aggiorna e tutto sembra restare immutato.

Purtroppo non è così che funziona il mondo reale…

  • saper vendere in modo etico senza essere un centralinista incallito è fondamentale

Anche la vendita è considerata una delle High Income Skills proprio per il fatto che saper vendere ad oggi non è così scontato come sembra.

Non basta alzare la cornetta e dire “Salve, come posso aiutarla?”

Oggi non basta più questo approccio. Serve un approfondimento ulteriore, serve conoscere delle metodologie che valorizzino la chiamata stessa per poi anche il passaggio di vendita.

E vendere nel 2022 non significa farlo solamente tramite chiamata telefonica.

Vendere significa anche all’interno di una community, creando il giusto clima, innescando le giuste interconnessioni che poi giungono ad una conclusione comune che riguarda l’acquisto della nuova opportunità che viene ben accolta e accettata dalla maggior parte delle persone.

Ma questo non avviene in modo passivo e manipolatorio: bensì attraverso un semplice e naturale processo decisionale – influenzato ovviamente dalle tecniche di vendita ovviamente!

La vendita è molto di più di una classica negoziazione telefonica.

Vendere vuol dire conoscere chi c’è dall’altra parte, i suoi dubbi, i suoi problemi, le sue difficoltà, le sue aspirazioni, la differenza con ciò che propone la concorrenza e molto altro…

Ecco perché dentro X-Planet ci saranno poi approfondimenti a riguardo.

  • analogo discorso con le strategie di marketing ed advertising

Oggi più che mai le vendite non si fanno da sole se non si utilizza una strategia di marketing efficace al punto tale da innescare il giusto interesse nel pubblico portandolo ad interessarsi a quello che facciamo e proponiamo.

E con tutte le novità che si sono verificate in questi anni, urge un importante update a riguardo.

Aggiornamenti che saranno rilasciati ai presto X-Resident che decideranno di colonizzare il nuovo mondo attraverso il progetto “token-gate” che stiamo portando avanti con l’X-Planet NFT.

Lo ripeto: X-Planet NFT non è un semplice NFT. E’ molto di più e presto chi non crede nella nostra lungimiranza, nella nostra attitudine, nel nostro portare valore… si ricrederà. 

Coloro che invece già si fidano ciecamente di noi, ne godranno dei benefici, e che benefici!!

Se già sei dentro al nostro Discord Channel, fantastico!

Se invece non hai ancora fatto questo primo passo, puoi dare un’occhiata al progetto nell’attesa della ormai imminente partenza.

Mik & Gabbo Cosentino

P.S. In queste condizioni di mercato ci sono solo 2 cose da fare:

  1. Respirare, distaccare le emozioni dal denaro (difficile se hai over investito e messo soldi con cui avresti dovuto vivere), sederti e guardare. 
  1. Apprendere High Income Skills per produrre CASH ogni giorno.

Come si fa la seconda cosa?

Se prenderai il tuo PASS per l’X-Capsule avrai modo di scoprire tutti i dettagli.

Cos’è l’X-Capsule?

Qualcuno di chi ci segue assiduamente già lo sa… gli altri presto lo scopriranno.

Eheheh 😛

L’X Planet NFT by InfomarketingX è vicino. La colonizzazione dei Citizens è alle porte. E la storia nel mondo della formazione si farà ancora una volta

X Planet NFT by InfomarketingX

Più o meno suonava così durante il lockdown.

In piena pandemia abbiamo realizzato l’evento in streaming più dirompente di sempre, invitando ospiti del calibro come Dan Lok, Mark Dhamma, Jordan Belfort, Frank Kern… insomma tutti nomi degni di nota presenti in una 3 giorni a dir poco sensazionale.

E’ stato fantastico quell’evento e siccome in quel contesto sono stato il primo Italiano a mettere in piedi una situazione memorabile come quella… ora la storia si ripete.

No no, non ho in programma (almeno nel breve termine) di fare un evento dal vivo o in streaming.

Le cose stanno cambiando – ed anche parecchio – in quello che è il panorama della formazione marketing.

Se sei all’interno del settore del “make money” te ne sarai reso conto.

Se fino a qualche anno fa c’era una domanda con una certa frequenza a riguardo nel scoprire come fare soldi grazie al digital marketing… ad oggi le cose sono diverse.

E’ normale. Non è che tutto può restare immutato nel tempo.

Viviamo nell’era 3.0 e tutto è molto veloce che cambia dalla sera alla mattina.

Ora non sto a spiegare per filo e per segno cosa sia successo o cosa comunque sta succedendo, perché non ritengo sia il caso – quantomeno per il momento – toccare certi argomenti.

Una cosa è certa: il mondo della formazione marketing sarà completamente rinnovato


Le cose cambiano, le decisioni di acquisto delle persone pure… e se fin poco tempo fa i soldi delle persone venivano inseriti all’interno di nicchie ed esigenze specifiche… ad oggi sono da tutt’altra parte.

Non è che i soldi siano spariti. Ci sono, ma vengono allocati diversamente.

Primo disclaimer: questo non significa che visto che proporre l’acquisto di formazione è diventato più “ostico” e meno fluido come un tempo, allora si comincia a dire che l’uva è acerba.

Assolutamente no!

C’è da dire però che alcuni trend sono cambiati e non è un’opinione, ma un’evidenza dei fatti.

Le persone ad oggi preferiscono fare consulenze, avere confronti sul campo e indicazioni precise da chi è più avanti rispetto loro perché anche le stesse piattaforme di utilizzo (vedi Facebook, Instagram e Co.) sono in continuo mutamento.

Anche se l’algoritmo viene aggiornato e l’interfaccia grafica muta più spesso di quello che sembra, in realtà alcuni principi di funzionamento rimangono gli stessi.

Lo dico perché i modelli di vendita rimangono sempre quelli – certo possono cambiare alcune sfumature ma “la radice” è identica.

Il modo di prendere decisioni pure – possono cambiare alcune sfaccettature ma poi i principi sono quelli.

Ciò che è diverso è solamente il contesto.

E qui mi aggancio alla faccenda dell’X Planet NFT by InfomarketingX.

C’era da aspettarselo, in fondo da diverso tempo bazzigavo intorno questi concetti e strumenti… e chi dapprima mi criticava e giudicava per quello che facevo… ora le stesse persone continuano a farlo (all’esterno) anche se poi cercano di avvicinarmi in qualche modo per capire come abbia fatto a trovare il bandolo della matassa nel contesto NFT, farli funzionare a dovere innescando un POTENTE senso d’appartenenza.

Perché poi è realmente questo ciò che sta accadendo (e che è accaduto dall’inizio in cui ho messo piede in questo pianeta).

Non è facile come mondo, questo è vero.

Ma se crei una solida community intorno al progetto stesso, metti a disposizione delle interessanti utilità per coloro che decidono di prenderne parte, è ovvio che poi la trasformazione è una diretta conseguenza.

Infatti la transizione verso il web 3.0 ha inizio, quella che stiamo portando avanti all’interno di InfomarketingX da diversi mesi a questa parte.

Gli NFT diventeranno una potente UTILITA’ per chi saprà come usarli e dosarli nel modo corretto


Il punto è questo: chiunque oggi può dire quello che pensa di qualsiasi cosa.

Ma la verità è che le dinamiche vanno vissute, vanno comprese sbattendoci la testa, facendo errori e non parlando senza la minima cognizione di causa.

Spesso questo è quello che succede lì fuori.

Le persone parlano senza sapere, senza conoscere, senza niente!

Io invece mi sono preso la briga di creare progetti di NFT che portano avanti delle precise e specifiche UTILITA’ per i suoi utilizzatori.

Tanto è vero che ho pensato di agganciare questo aspetto dei Non Fungibile Token al mondo della formazione per dare la possibilità a chi ne prenderà parte, di poter vivere, gustarsi e assaporare delle vere e proprie ESPERIENZE che senza il possesso di questi token non sono possibili.

Perdonami se senti che mi sto “scaldando” ma certe situazioni che leggo lì fuori mi fanno girare le balloons.

A tal riguardo proprio ieri 24 Maggio 2022 mentre attendevo con mio fratello Gabbo l’aereo per andare negli Emirati Arabi nella palestra che abbiamo in società, ci siamo presi un’oretta di tempo per argomentare alcuni aspetti nel contesto X Planet NFT by InfomarketingX e dintorni.

Per comodità ti condivido qui di seguito l’AMA (Ask Me Anything – chiedimi quello che vuoi) che abbiamo realizzato.


Per renderti le cose ancora più semplici ti condivido qui di seguito alcuni punti salienti che abbiamo toccato durante l’AMA.

  • Il web 3.0 restituisce il valore alla community, quindi alle persone che detengono un posto in quello che è l’ecosistema creato.

    E questo permette appunto di poter avere le proprie “chiappe” dentro un contesto che può crescere di valore esponenziale nel tempo senza che tu faccia alcunché – il tutto è possibile per come le persone vedono e vivono lo sviluppo del progetto stesso.
  • Il web 2.0 è un mondo fatto di funnel, di meccanismi in cui le persone hanno avuto modo di reinventarsi online sfruttando la potenza di fuoco del marketing.

    E questo funziona ancora oggi, certo ma immagina per un istante se guardando le persone che hanno preso parte ad un percorso formativo mediante un NFT correlato, riescono (se si applicano) ad ottenere importanti risultati… cosa potrebbe succedere secondo te? Che il valore di quello che hanno comprato, nella loro testa aumenta di pregio e quindi il floor price dell’NFT cresce… e quindi?

    Presto ti sarà chiaro se ancora hai qualche dubbio su questo passaggio 🧐

  • Nel web 2.0 io vendo informazioni, vendo consulenze, vendo corsi e l’azienda in sé stampa nuovi posti (detta in modo molto semplice). Ma nel momento in cui decido che non mi interessa più seguire quel contesto, posso uscirne ma… perdo poi tutto quello a cui ho preso parte.

    Da un lato mi rimane ciò che ho interiorizzato, ma dall’altro non mi rimane nulla. Cioè non riesco a monetizzare l’eventuale uscita se volessi andare altrove. Infatti il formatore stesso può coprire il tuo spazio con un altro studente. Fine della storia.

Perciò nelle aziende di formazione marketing, il fondatore ha il potere di stampare posti illimitati e la community ha la possibilità di prendere la formazione, applicarla, ottenere risultati e punto e stop.

Ma ipotizziamo uno scenario dove nel momento in cui avessi avuto modo di pagare un NFT che dava accesso anche a della formazione correlata, applicando le informazioni condivise ora sei stato in grado di monetizzare e raggiungere risultati che mai pensavi…

Va da sé che il valore dello stesso NFT, dentro la tua mente incrementa di valore. Perciò se ci fossero altre persone che vorrebbero accedere a quanto hai appreso ma possono farlo unicamente grazie all’NFT… convieni con me che semmai volessi uscire da quell’ecosistema per andare altrove, potresti cedere il tuo posto ad un prezzo molto più alto rispetto a quanto l’hai pagato all’inizio.

Comprendi cosa voglio dire?

Ok che magari non ti interessa questa cosa, e che se prendi accesso ad un percorso formativo che ti sta a cuore non è che lo rivendi subito dopo.

E questo ci sta – anche io la penso come te.

Però accidenti, la community, con il sistema NFT-Gate prende un ruolo non indifferente.

Nft-Gate?

Si nel senso che solamente avendo accesso all’NFT correlato sei in grado di mettere mano a delle informazioni che diversamente da questo contesto ti sarebbero precluse.

Anche perché coloro che ne faranno parte, si sentiranno parte integrante del progetto innescando un senso di appartenenza molto radicato.

Vorrei che comprendessi la potenza che stiamo portando avanti con l’X-Planet NFT by InfomarketingX.

E la cosa incredibile di questo processo è che il “floor price” non lo decide il founder ma la community stessa che è disposta ad alzare via via il prezzo a seconda di come percepisce le utilità presenti dentro all’ecosistema stesso.

Il punto è che nell’X Planet NFT ci saranno soltanto 888 Citizens


Immagina un attimo questo aspetto.

Prima avevamo detto che nell’accesso ai percorsi formativi nel web 2.0 il formatore di turno è in grado di poter stampare posti illimitati (a seconda di quelli che sono i vari contesti) ma… nel momento in cui c’è un numero limitato di persone che sapendo che accedendo all’NFT agganciato ad un percorso formativo, coaching ecc è in grado di far ottenere risultati e può cambiare di molto la propria situazione… cosa succede?

Che le persone vorranno fare con le mani e con i piedi per poter accedervi ad ogni costo – anche solo per la curiosità di vedere cosa c’è dall’altra parte.

Mi pare logico come ragionamento, no?

Ora immagina anche solo per un istante di avere nel tuo wallet 1 solo Citizen di InfomarketingX che ti da accesso a:

  • Formazione settimanale, Q&A su marketing, vendita, copy, scaling, gestione aziendale, NFT.
  • Scontistiche su software, eventi, consulenze, corsi futuri.
  • NUOVI Corsi GRATIS sbloccati di diritto nel tempo.
  • PROPRIETÀ UNIVOCA dell’NFT che dà la possibilità di rivendere l’NFT facendo profitto (per quello è intelligente averne almeno 2 o 3. Perché se ne ho uno e lo vendo al triplo di quanto l’ho comprato, faccio sì profitto ma esco da X-Planet e da tutto quello sbloccato con quell’NFT).
  • Una conferenza l’anno stile “liberati dalle catene” ma che non c’entrerà nulla con quello (ma per far capire la capienza e l’importanza).
  • E tante altre cose che al momento non posso rivelare.

Già ho detto troppo, e quello che non ho detto sarà ancora più interessante!

Quindi comprendi bene che essere all’interno della community dell’X-Planet NFT by InfomarketingX ha tutta una serie di vantaggi che senza l’NFT non si potranno avere.

Questa è la transizione al web 3.0 e tutti coloro che al momento stanno puntando il dito contro gli NFT e dintorni, mi sembrano come quelli che prendevano in giro quando si facevano le sponsorizzate (e poi che hanno fatto?)

Pure loro stessi, tempo al tempo, si sono adeguati alle novità.

Qui noi siamo dei precursori, questo è vero.

Ma è proprio cogliendo queste novità quando ancora non sono ben comprese che possono innescare un notevole vantaggio nel lungo termine.

Infatti ora come ora stiamo anticipando i tempi e non c’è NESSUNO (oltre noi) in grado di mostrare quanto stiamo portando avanti.

Vogliamo sfruttare appieno la forza e la potenza degli NFT e questo è il modo perfetto per iniziare a capirne le loro utilità.

Però è solamente questione di tempo, perché nell’esatto momento in cui ci si rende conto insieme ad altre persone che è una vera opportunità… allora in quel caso il floor price potrebbe essere diventato così alto da non riuscire nemmeno a prenderne parte.

Io sto sensibilizzando il più possibile con questi contenuti il mio pubblico affinché possa rendersi conto che abbiamo fatto di tutto pur di condividere dove ci stiamo muovendo, cosa stiamo facendo e perché è bene non restarne fuori.

Ma non vogliamo costringere nessuno a fare questo passaggio.

Come ci dispiace anche il fatto che qualcuno possa restarne fuori perché non ne capisce le utilità, i vantaggi ecc, ma numeri alla mano questo è possibile.

Sì, è realmente possibile perché tra tutti i nostri clienti e coloro che si stanno interessando al progetto, 888 accessi sono molti di meno rispetto la totalità delle persone interessate.

Ti stai chiedendo come mai una supply così ristretta?

Beh il motivo risiede proprio su un aspetto cruciale: noi vogliamo all’interno dell’X-Planet solamente quel tipo di persone che sono lungimiranti, che hanno inteso al volo la potenzialità del progetto stesso e che vogliono essere dei precursori senza stare a rivendere subito dopo quanto hanno appena comprato.

Infatti ci sarà una forte selezione d’ingresso dove non è detto che quando sarà dato accesso al Discord Channel significa che puoi già entrare in whitelist.

No, ci saranno altri criteri che verranno condivisi a tempo debito per poter avere un pass esclusivo di minting prioritario.

Ti dico già che nella fase iniziale ci penserà Gabbo a fare delle “discovery call” nel far entrare nel Discord Channel dedicato solamente coloro che hanno gli adeguati prerequisiti.

Il discord non sarà accessibile a tutti. Si entra su selezione.

Lo ripetiamo: entrare nel Discord Channel non equivale a “posto garantito”.

E’ soltanto un primo step.

Poi ne seguiranno altri.

Ovviamente tutti coloro che durante la call non dimostrano di possedere alcuni criteri (e non è solo l’aspetto economico)… resteranno fuori fuori.

X Planet NFT by InfomarketingX non è un progetto cheap


Nel senso che non è un progetto accessibile a tutti.

Ha una sua barriera d’ingresso, e questo è stato stabilito anche come hai già potuto vedere dalle utilità che sono state condivise.

Oltre a questo c’è anche il discorso di non avere nel discord gentaglia che è pronta a rivendere subito quanto ha acquistato.

Chi compra lo fa perché vuole holdare e tenersi un pezzo di formazione a cui avrà accesso con inclusi eventuali benefit che potrebbero essere svelati nel tempo.

Ed essendo questi i primi Citizen dell’X Planet NFT by InfomarketingX… non serve ribadire che è bene non farsi scappare questa occasione.

In questo caso, non stai comprando un’immaginetta ma un pass che ti da accesso ai corsi. Il che cambia tutto.

Cambia proprio la percezione della formazione com’è giusto che sia.

Cioè alla fine il concetto è: compra, holda, studia e scala il tuo business consapevole che stai avendo tra le mani un accesso ad un ecosistema il cui posto lo puoi rivendere quando vuoi alle “condizioni di mercato” condivise dalla community stessa.

E’ questo il forte del sistema che stiamo generando.

Ed è questo il cambio evolutivo: permettere alle persone di poter monetizzare pure l’accesso formativo – cosa che ad oggi è impensabile.

Occhio ad una cosa però… essere dentro al discord channel dell’X-Planet non assicura una whitelist prioritaria per mintare.

La regola primaria sarà quella di portare valore, portare contenuto, mostrare chi sei, che valore porti e tante altre sfumature che presto saranno condivise.

Ed una volta a settimana annunceremo i vincitori della whitelist, ovvero coloro che si sono aggiudicati il minting.

Che poi noi possiamo parlare di queste cose perché le abbiamo vissute in prima persona sulla propria pelle con la Birdez Gang. Non siamo come quelli che fanno collection senza senso, senza utilità, senza roadmap, senza niente di niente e pretendono di fare soldout.

Non è così che funziona. Non è così che si creano progetti duraturi nel tempo.

La vita è uno specchio. Non posso pretendere di vendere una collezione se io in primis non ne ho mai acquistata una.

Se non sono sul pezzo, se non agisco, se non sono il primo a crederci, se non sono il primo ad investire, è inutile stare a parlare di cose che manco capisco.

Questo non significa che ora gli NFT possono essere utilizzati ovunque.

Per quello ci vuole tempo, dedizione e attesa. Anche perché in alcuni contesti rimarrà comunque precoce il loro utilizzo (se non infattibile) ma nel mondo della formazione marketing, sono perfetti proprio per come li stiamo presentando.

Noi di InfomarketingX siamo dei precursori a riguardo e siamo contenti e fieri di poter creare una strada che mai nessuno pensava fosse percorribile.

Sappiamo perfettamente dove vogliamo andare e a tal proposito condivido un Tweet che ha postato l’altro giorno Gabbo, il CEO di X-Planet NFT by InfomarketingX sul canale ufficiale.


Quindi rimani in campana che nulla sarà più come prima.

Mik

P.S. Mik ma io voglio avere maggiori informazioni sul progetto, su quando sarà possibile accedervi, ecc… come posso fare??

Segui il profilo Twitter ufficiale X-Planet NFT >> e sarai aggiornato in tempo reale 😉

Come creare videocorsi nel 2022 | L’ausilio di Ulama

creare videocorsi 2022 ulama

Ragazzi, le cose stanno cambiando, specialmente nel mondo del digital marketing.

Tutto quello che prima funzionava alla grande, ora non è che non funziona più, è più complesso.

E cosa vuol dire che è più complesso?

Vuol dire che non è così immediato come un tempo quando potevi scrivere dei body copy per le ads con delle promesse veramente fuorvianti e i costi per lead erano veramente imbarazzanti…

Ad oggi non c’è più quel lusso.

Ma cosa è successo da quel momento tale per cui ora sembra così difficile promuoversi online?

E’ presto detto:

  • la consapevolezza delle persone è completamente mutata;
  • il pubblico è molto più scettico e stanco delle solite formuline “scopri come bla bla bla”;
  • gli algoritmi si sono evoluti innescando maggiore instabilità nel processo di risultato stesso;
  • più advertiser hanno iniziato a spendere e ad entrare in questo mondo innalzando di molto la competizione stessa.

E quindi?

Beh ad oggi fare business online è più articolato – ma non impossibile.

E Ulama come può aiutarmi nella creazione del mio videocorso?


Forse non ne hai mai sentito parlare ma già l’anno scorso avevo mostrato una mia pre-visione in materia.

E tra l’altro ne ho parlato di nuovo anche in uno degli ultimi video che ho postato sul mio canale YouTube che ti allego per comodità qui sotto:


Ma
Ulama cosa fa nel dettaglio?

Ulama è la prima piattaforma di e-learning che rende l’esperienza di studio e apprendimento dei contenuti realizzati dai creators unica nel suo genere senza far uscire l’utente dalla dimensione stessa.

In che senso?

Quante volte capita di registrare un videocorso su una delle piattaforme più sentite lì fuori e poi per il supporto clienti si rimanda l’utente in un gruppo facebook al di fuori?

In questo caso l’utente ha da un lato la possibilità di vedere il video corso ma poi esce per fare una domanda con l’obiettivo di dissipare ogni dubbio e deve ovviamente entrare su facebook uscendo dalla piattaforma di studio.

Il che non è poi un gran problema ma per la mente umana è un dispendio di energia e sapendo che il nostro encefalo “preferisce” risparmiare energie e risorse anziché bruciarle in continuazione… complicare il processo non aiuta di sicuro al raggiungimento del risultato stesso.

Quindi Mik stai dicendo che avere un gruppo di supporto dentro alla piattaforma di studio stessa permette di avere un’esperienza di apprendimento unica nel suo genere?

Pensaci un attimo.

Per quanto conosci e ti piacciono le piattaforme di caricamento video in cui carichi i contenuti che permettono alle persone che li visioneranno di poter raggiungere quello per cui si sono iscritti, semmai dovessero avere qualche dubbio, se nel percorso di studio è previsto un gruppo di supporto, le persone cosa fanno?

Scrivono lì uscendo dal video corso.

E di per sé non c’è nulla di male.

Anche se… c’è un grande MA.

Qual è questo MA?

Facebook nasce come piattaforma di intrattenimento in cui gli utenti condividono le loro informazioni, ci sono sponsorizzate… quanto può essere il rischio di andare a commentare sul gruppo ed essere però poi distratti da altre pubblicità che ci sono online?

Il rischio è molto alto nel digital marketing.

E di per sé non c’è nemmeno niente di male.

Ma a lungo andare, quello che potrebbe succedere è che entrando su facebook con l’obiettivo di chiedere un aiuto sul programma formativo comprato, distrarsi per altre cose è dietro l’angolo.

E nella distrazione si potrebbero trovare altre dinamiche che influenzano la persona ad avere dei dubbi su qualche difficoltà che sta avendo.

Il risultato? Entrano pensieri nella capocchia della persona che la mettono nella condizione di dubitare di quello che ha comprato con il pericolo di abbandono del corso acquistato, meno testimonianze, meno risultati, meno condivisioni con altri utenti e questo porta a depotenziare il grande lavoro di vendita fatto precedentemente.

Ma secondo te Mik, ha senso creare video corsi nel 2022?


Dipende.

Non c’è una risposta univoca a questa domanda.

Dipende dal contesto in cui ci si trova, da quello che viene richiesto nella nicchia e da quello che è l’andamento del mercato in quel momento.

Va da sé che non si può creare un video corso su ogni singola cosa che pensi o che ti viene in mente.

Bisogna prima rendersi conto di quello che è l’andamento della nicchia, se ci sono altri percorsi creati a riguardo e il motivo per cui il tuo pubblico lo dovrebbe prendere.

Per chiarire questo aspetto ti condivido qui di seguito un video che ho realizzato la scorsa settimana in merito la condivisione di questo aspetto che ad oggi è piuttosto importante:


Ma a prescindere dalla creazione del videocorso, il focus non è tanto “se e come realizzarlo” ma DOVE lo carico.

In quale piattaforma lo inserisco.

Pensaci un attimo.

Immagina una situazione in cui hai a che fare con una piattaforma dove:

  • la community è gestita all’interno senza dover uscire o utilizzare qualche altro social network;
  • l’assistenza ed il supporto avvengono in chat dentro la piattaforma stessa senza dover nemmeno mandare una email;
  • la possibilità di poter interagire con i vari studenti avviene sempre dentro la piattaforma.

Sembrano “banalità” quelle appena condivise, ma Ulama è nata proprio per i motivi sopra condivisi.

E puoi vedere il perché nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Vendere corsi online nel 2022 | Perché usare ULAMA


Oltre a quanto ti ho condiviso c’è una cosa importante che farà la storia nel mondo della formazione.

Chiaramente c’è “contesto e contesto” in cui fare quanto sto per dire.

Ma ormai è risaputo che questi benedetti Non Fungible Token stanno prendendo molta attenzione a riguardo, e dietro a questi “gettoni” (per così chiamarli) si celano delle utilità veramente molto interessanti a seconda di come vengono condivise.

Ecco perché dentro Ulama abbiamo pensato di inserire la possibilità di accedere alla formazione se solamente si ha nel proprio wallet l’nft agganciato al sistema stesso.

Ancora è presto (ma non troppo) per mettere gli utenti in questa condizione, ma siccome i tempi sono evoluti, tutto è molto diverso, innovativo e completamente rapido, bisogna stare al passo.

Voglio stare al passo con i tempi.

InfomarketingX vuole essere precursore a riguardo.

E siccome lì fuori se ne sentono dire di ogni in merito questi NFT, voglio dimostrare che questi “gingilli” (chiamati anche comunemente “immaginette” o JPEG) possono avere un grande potere se inseriti nel giusto meccanismo.

Chiaramente non è che tutti adesso possono fare la loro collezione di NFT e agganciarla ai propri corsi, perché fare così non porta valore alla community.

Lo dico a fronte dell’esperienza avuta con la Birdez Gang in cui le cose hanno avuto modo di prendere valore solamente dopo dietro un lavoro realmente certosino in materia.

Altrimenti che motivo ha una persona di non cedere il token che ha comprato ad un prezzo più o meno alto?

Se non ne capisce l’utilità, i benefici e tutto il resto, le persone non si avvicineranno mai a questo mondo.

Anche perché ad oggi l’aria sta soffiando verso una direzione ben precisa – anche se in molti (se non tutti) non hanno ben capito come funziona ecc, ecco perché ci tengo a ribadire che non è un qualcosa di replicabile dappertutto.

Ma al momento – per poter poi essere pronti quando ci saranno le novità, voglio dare la possibilità di accedere a chi è lungimirante ad una piattaforma e-learning che permette di poter vedere i video corsi o accedere a delle consulenze mediante gli NFT.

C’è davvero un gran lavoro a riguardo, ed ULAMA diventerà la piattaforma maggiormente utilizzata per questo contesto.

Anche perché a breve ci sarà una grande novità con l’X-PLANET e se non vuoi perderti tutti gli aggiornamenti che stiamo costruendo dentro InfomarketingX, seguire il profilo Twitter dedicato è la cosa migliore che puoi fare adesso.

Grandi novità sono in arrivo! 

Ad ogni modo, nel frattempo, se hai interesse nel realizzare uno o più video corsi in diverse nicchie e vuoi avere tra le mani la piattaforma di studio più efficace, innovativa e di tendenza del momento, il mio invito spassionato è quello di vedere come funziona Ulama, come usarla e se può fare per te a seconda di quello che vuoi costruire.

Clicca qui >> per vedere se Ulama rientra in quello che è il tuo contesto.

Io ovviamente continuerò a portare avanti novità, aria fresca e utilità che diversamente non potrebbero essere accessibili se rimanessi con le mani in mano.

E’ un mondo molto interessante quello che sta emergendo attraverso gli NFT ed io Mik Cosentino sto costruendo tutto l’arsenale necessario per poter essere pronti nel dominare il mercato con tutte le varie novità del momento.

Restare indietro e rimanerne fuori non è tra le opzioni.

Quindi rimani in campana e non perderti queste opportunità perché a breve tutto sarà COMPLETAMENTE diverso.

E’ solamente questione di tempo.

E ripeto: non lo dico perché ad oggi fare marketing è complesso. Lo ribadisco per come stanno andando le cose.

Siccome da quando ho messo piede in questo mondo ho compreso tantissime cose, abilità ecc… so quello che dico e riesco ad individuare dove sta andando il mercato.

Questa è la strada, non fartela scappare.

Al tuo successo,

Mik 


P.S. Quindi Mik in sostanza mi stai dicendo che se ho interesse a creare un video corso online, è meglio se mi affido ad Ulama anziché alle solite ormai blasonate piattaforme di e-learning?

Risposta: assolutamente sì!

E non lo dico perché sono di parte, lo dico per un’evidenza dei fatti.

Lo dico per come e dove stanno andando gli interessi del pubblico.

Tutto sta soffiando verso quella direzione e ti posso assicurare che non è affatto una “bolla speculativa”.

Ne ho parlato pure in un importante articolo scritto di mio pungo e pubblicato sul Sole 24 Ore.

Domanda: invece per quanto riguarda Ulama, ha senso prenderne parte adesso anche se non sono ancora cosa realizzare online ecc?

Risposta: dipende!

Di sicuro una cosa che puoi fare ADESSO e che tra l’altro non ti costerebbe nemmeno nulla, è cliccare qui >> e vedere con i tuoi occhi tutti i dettagli della piattaforma.

Se poi ti incuriosisce e vuoi approfondire il discorso, i miei tutor sono disponibili a valutarne la fattibilità nel tuo contesto.

Non ti venderanno NULLA se si rendono conto che non fa per te.

Su questa cosa hai la mia parola.

Anche perché, parliamoci chiaro… non è che dopo 7 anni di lavoro incessante nel mondo del digital marketing abbia bisogno di vendere a tutti i costi.

Ci siamo capiti vero?

Il futuro del Marketing Online nel 2022 | l’opinione di Mik Cosentino

marketing online 2022

Forse in parecchi si stanno aspettando una mia “previsione” in merito al mondo del marketing online e di quella che sarà la sua evoluzione da questo 2022 in poi.

In tutto ciò una cosa è certa: non ci sarà una fine del marketing online e della vendita in generale di informazioni sul web.

Seppur ad oggi sembra essere tutto molto “scontato e prevedibile” ciò che ho riscontrato fare una grande differenza è nel “come” le varie informazioni vengono veicolate.

La faccio ancora più semplice.

Da diversi mesi a questa parte, parlare di NFT sembra essere una cosa “quasi normale”.

Perché dico “quasi”?

Perché ancora questi NFT non sono un qualcosa ben radicato nella mente delle persone.

Ancora c’è chi continua a nutrire dello scetticismo a riguardo, pensando che sia solamente una bolla e che presto o tardi tutto imploderà.

Potrebbe succedere.

Come potrebbe anche non succedere.

Chi lo sa?

Mik Cosentino (forse) eheheh

Ad ogni modo se ad oggi non hai chiaro cosa sono questi NFT, ho scritto diversi articoli che puoi andare a visionare cliccando qui >>

Sono piuttosto cicciosi quindi prenditi del tempo per analizzarli a dovere 😉

Tornando sul discorso centrale di questo articolo…

Il Marketing Online è morto? No, si sta solamente evolvendo


Da che mondo è mondo, le persone continueranno a comprare prodotti, servizi ed informazioni a prescindere da quello che succederà sul pianeta.

L’acquisto e la vendita di informazioni resta e rimane un meccanismo presente dentro le nostre vite e nella vita delle persone.

Ci sono così tante nicchie di mercato che pensare che un giorno si fermerà tutto… vuol dire che a quel punto forse non ci sarà più alcuna possibilità di vita su questa terra.

Ma siccome siamo molto distanti (quantomeno me lo auguro) da questo scenario… ciò che ad oggi potrebbe far percepire morto il marketing online risiede nel fatto che le informazioni sono diverse, sono maturate, o meglio si stanno evolvendo sotto un’altra dimensione.

Il marketing non è cambiato, i principi di funzionamento rimangono sempre quelli, ciò che sta cambiando e che continuerà ad evolversi risiede proprio nel cosa viene comunicato e come viene veicolato da ogni realtà che utilizza in modo massiccio gli strumenti digitali per promuoversi.

Una cosa di cui mi sono reso conto negli ultimi periodi riguarda il livello di consapevolezza delle persone.

Oltre al fatto che la “novità” vende sempre (più o meno) ciò che molti continuano a non capire è proprio il concetto di “sofisticatezza”.

Il mercato (e quindi gli utenti che ne fanno parte) hanno aumentato il loro livello di conoscenza delle informazioni e dei vari meccanismi di marketing.

Se diversi anni fa fare pubblicità online non era per tutti… oggi è molto più semplice aprire un business manager ed iniziare a pagare facebook per delle inserzioni che rimandano su una pagina cattura contatti.

E’ molto più semplice non perché le piattaforme utilizzate sono più semplici ma perché questi argomenti condivisi sono di usuale utilizzo.

Infatti i termini che ho appena utilizzato, sicuramente per te che stai leggendo questo articolo non saranno sicuramente nuovi.

Saranno situazioni che hai già sentito proprio per il fatto che la tua consapevolezza è decisamente più alta rispetto al passato.

Ed è proprio in questo contesto che si sente dire una cosa piuttosto “insolita”: 

Mik la mia optin page non converte più!! Le persone non si iscrivono!! Non comprano più online!!


Eppure fino a qualche tempo fa sembrava tutto così semplice e quasi scontato… mentre adesso… adesso non è affatto così.

Se prima potevi mettere in piedi una pagina cattura contatti anche poco curata dove la comunicazione non era nemmeno tanto “in copy”, ad oggi bisogna evitare di fare dei cloni di altri cloni presenti online.

Quando parlo di sofisticatezza intendo quello che ho appena condiviso.

Gli stessi “modelli pronti all’uso” che potevano essere condivisi diverso tempo fa online per rendere più veloce, semplice ed efficace la realizzazione di un funnel di marketing… ad oggi non è detto che siano ancora efficaci.

Sicuramente funzionano MA bisogna metterci del proprio. Bisgona renderli “personali” con un proprio “guizzo” comunicativo.

Cosa che non sempre le persone che si muovono online hanno, perché si avvicinano con l’idea di fare soldi facili senza troppa fatica.

Peccato che il business online non sia così come appena descritto, è molto diverso in realtà.

Se vogliamo dirla in maniera diversa e ancora più netta, è come se per certi versi il livello di difficoltà fosse aumentato.

E quando le cose diventano difficili da raggiungere cosa succede?

Le persone tendono a dire che l’uva è acerba (proprio come farebbe la volpe).

Aspetta. Non sto dicendo che tu abbia questo pensiero, ma le persone tendono a generalizzare dei concetti quando fanno fatica ad ottenere quello che desiderano, e nel momento in cui non riescono a raggiungere dei risultati sperati si arriva subito a conclusioni affrettate.

Del resto è lo stesso meccanismo di coloro che essendo rimasti scottati con gli NFT dicono che sono una bolla ed è meglio starci alla larga.

Vale lo stesso identico meccanismo pure in altri contesti.

Quindi cosa fare per superare questa fase di stallo?

Bisogna ritornare ai fondamentali.

Quanto è impattante il tuo marketing online? Questa è la domanda da porsi in questo momento storico


In realtà la domanda appena condivisa andrebbe considerata SEMPRE, a prescindere dal momento attuale in cui il pubblico è molto più attento rispetto al passato.

Ma quando il gioco si fa duro, bisogna ricordarsi ogni singolo passaggio.

Specialmente il motivo che le persone devono avere per entrare in contatto con te.

Che motivo hanno di seguire quanto condividi?

E’ qualcosa di realmente accattivante, allettante e interessante?

Oppure si tratta di una cosa già sentita e risentita?

E’ normale che i costi pubblicitari ad oggi siano più alti e che la competizione abbia un livello maggiore. Come è anche normale che ad oggi riesce a vincere la concorrenza chi è in grado di sovra spendere il proprio nemico.

Del resto questo concetto non l’ho inventato io e si è sentito dire in passato.

Concetto che vale molto di più oggi stesso.

Se non sei un neofita e già da tempo hai mosso i tuoi passi online e ti sei creato una solida presenza, le persone ti riconoscono per quello che fai ecc… quindi se hai seminato bene, oggi dovresti essere nella condizione di reggere bene il colpo.

Ma se è la prima volta che ti muovi online e hai timore di non riuscire ad emergere o a fare una brutta fine… devi partire sempre dal perché.

  • Perché vuoi proporti online?
  • Perché una persona ti dovrebbe seguire?
  • Perché qualcuno dovrebbe dare seguito a quello che dici?
  • Perché proprio te e non un’altra persona?

Capisco che le domande appena condivise possono sembrare anche banali… ma in realtà è proprio dalle domande banali che nascono interessanti situazioni che fanno riflettere su cosa focalizzare la propria attenzione.

Non dobbiamo mai e poi mai farci fregare dai nostri dubbi e percezioni in merito al marketing online.

Quello c’era, c’è e ci sarà.

L’unica cosa che cambia è la difficoltà di sapersi muovere con successo in questo 2022.

Non è così scontato come sembra.

Ecco perché riprendere in mano concetti della persuasione scritta oltre che di come si veicola una comunicazione nei social network ad oggi, è la cosa più importante in assoluto.

Senza di quella a poco ci fai.

Pertanto quando senti persone che gridano:

  • oggi fare marketing online è impossibile!!
  • le persone non comprano più!!
  • i meccanismi di digital marketing sono inutili nel 2022!!

E tutte queste diavolerie simili… ricorda chi dice cosa e perché parla così.

Vai sempre oltre quello che viene condiviso.

Vai oltre…

Mik ma non mi hai detto qual è il futuro del marketing online nel 2022!!


Il futuro è quello che ci creiamo con le azioni che facciamo.

Non bisogna essere scontati e prevedibili.

Si deve dare un forte motivo alle persone di seguire quello che tu hai da condividere, perché non basta più dire che c’è un corso gratis.

Sono da giustificare tutta una serie di dinamiche che permettono alle persone di prendere sul serio quello che dici.

Poi di sicuro il mondo degli NFT porterà una svolta molto importante ma… non potranno essere applicati ed utilizzati in tutti i vari contesti.

Quello che però deve rimanerti come concetto è che ad oggi bisogna essere in grado di comunicare in maniera più d’impatto senza essere volgari o ridondanti.

Non è facile ma nella pagina che ti si apre cliccando qui >> puoi avere un assaggio.

Al tuo successo,

Mik 

P.S. La cosa interessante di tutto questo è che a breve ci sarà un’importante novità in casa InfomarketingX.

Noi a differenza di tutti coloro che sono all’interno della nicchia della formazione online, anziché uscire ogni mese con dei prodotti nuovi ecc (ci sta, non sto dicendo che sia sbagliato) a breve ne verremo fuori con qualcosa che lascerà TUTTI quanti letteralmente a bocca aperta.

E’ solamente questione di tempo, poi una volta usciti… ci seguiranno a ruota così com’è sempre successo.

Lo ripeto: è solamente questione di tempo 😉

Poi più avanti (a breve) condividerò qualche dettaglio più intimo.

Perciò stai in campana, mi raccomando!

Come gli NFT rivoluzioneranno il Business Online | Intervista RTL 102.5

intervista rtl 102.5 mik cosentino nft

Chiunque si ostini a credere che gli NFT non cambieranno le regole del gioco… rischia di trovarsi ad avere la stessa identica percezione di coloro che credevano che i social network avrebbero chiuso i battenti.

Già…

Ovviamente io Mik Cosentino non mi reputo un chiaroveggente che sa prevedere con largo anticipo gli andamenti del mercato, ma una cosa è certa: gli NFT rivoluzioneranno il mondo del business online (e non solo).

Prima di entrare nel vivo di questo articolo, permettimi di spendere due parole sulla mia persona.

Sono dentro al mondo del digital marketing dal lontano 2015 e in questi anni ho visto sulla mia pelle e sotto i miei occhi come sono cambiati ed evoluti i social network: strumenti che lentamente ma inesorabilmente hanno preso letteralmente (quasi) il controllo della nostra vita.

So che quanto sto condividendo pare essere un’affermazione piuttosto forte ma è un dato di fatto.

Ormai non si riesce a fare a meno di vedere cosa posta la gente su Facebook, Instagram, TikTok o seguire notizie su Twitter o YouTube.

Per quanto il loro utilizzo può essere differente a seconda di chi lo usa, chiunque sa cosa sono gli strumenti appena condivisi.

Cosa un pelino diversa per quanto riguarda gli NFT, comunemente visti come “immaginette”.

Anche su questo aspetto tra un attimo ci tengo a fare chiarezza.

Stavo dicendo che mi occupo di business online dal lontano 2015 e ad oggi ho dato vita ad una mia realtà online che si chiama InfomarketingX, un’azienda letteralmente digitale che si occupa di condividere ad ogni singolo studente come digitalizzare una propria passione, competenza o ramo d’azienda grazie all’infomarketing.

Di questo aspetto ne ho parlato in diversi articoli che puoi visionare cliccando qui >>

Cosa sono questi NFT? Lo rivela Mik Cosentino


Tornando al nocciolo del discorso, ultimamente si sta sentendo parlare assai di NFT – e le persone, anche quelle un po’ scettiche (proprio com’è accaduto nel lontano 2007/2008 – sono un po’ restie. C’è chi si guarda con circospezione per capire quali sono i rischi ed i benefici, chi invece ci è entrato a capofitto senza però capirne i meccanismi, e chi invece ne sta alla larga perché ha fatto le scelte sbagliate.

Come in tutte le cose nuove, bisogna conoscerle prima di muovere un solo passo. Ecco perché con questi articoli ed interviste che sto tenendo da diversi mesi a questa parte, il mio obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico su questi temi, perché è necessaria chiarezza.

Rispondendo molto semplicemente alla domanda cosa sono gli NFT – tradotto in gergo tecnico – vuol dire “Non Fungible Token” ovvero dei token non fungibili. E detta così vuol dire tutto e vuol dire niente.

Ma il concetto è questo: l’NFT altro non è che un “gettone” (passami il termine – lo dico per semplificare) non sostituibile con nessun altro. Si tratta quindi di un qualcosa che non può essere copiato perché è UNIVOCO.

Se le cryptomonete sono delle monete digitali e basta, gli NFT invece acquisiscono un valore importante a seconda delle utilità che gli vengono assegnate.

Ecco perché non tutti i progetti di NFT che vengono lanciati lì fuori sul mercato, non sempre sono realmente efficaci, proprio perché se le utilità che gli vengono assegnate non percepiscono valore in chi le acquista… va da sé che nessuno vuole spendere i suoi soldi per qualcosa di inutile che mai utilizzerà.

Mi pare lineare come pensiero.

Allo stesso modo funziona con gli NFT.

“L’immaginetta” che si vede, rappresenta solamente una punta dell’iceberg, perché dietro c’è davvero molto di più.

Infatti ho voluto approfondire questo tema all’interno di una piacevole intervista che ho tenuto a RTL 102.5 in cui ho parlato proprio di questo argomento.

Ecco qui il riepilogo dell’intervista:


Quello che la maggior parte delle persone non arriva a capire subito, riguarda proprio il fatto che gli NFT prendono valore a seconda delle utilità che gli vengono assegnate dai creatori del progetto stesso.

Più si crea un’esclusività che è REALMENTE percepita dagli stessi utilizzatori, meno saranno disposti e disponibili a cedere la proprietà di quell’NFT.

Inoltre se l’accesso agli stessi NFT viene limitato come numero di quantità e di prezzo accessibile… va da sé che incrementano il valore percepito al punto tale da spingere nuovi interessati a metterci mano.

Quindi l’immagine in sé e per sé non è che abbia un valore particolare, se non che nelle utilità che permette di ottenere – cosa che diversamente non sarebbe accessibile.

Pertanto si può dire che l’NFT è uno strumento che può realmente rivoluzionare il mondo del business online e non solo.

Tuttavia c’è un ERRORE banalissimo che viene commesso (ed è pure idiota) nel mondo NFT


“Tiè mi sono salvato l’immaginetta, ora anche io posso avere tutti i vari privilegi e venderla a cifre astronomiche!! Diventerò riccooo!!”

Tra le tante dicerie che frullano online, quella più insolita è proprio questa, anche perché non ha le ben che minima possibilità di reggersi in piedi.

Ogni NFT è unico ed è associato ad un specifico possessore che ha un wallet ben visibile nel circuito blockchain.

A voglia tu a fare gli screenshot…

Puoi fare qualsiasi screenshot che vuoi ma il meccanismo non funziona così. Il semplice screenshot non può essere agganciato ad un wallet e di conseguenza non ne viene attestata nemmeno la proprietà…

Quindi l’NFT dovrebbe esser visto come un biglietto UNIVOCO che ti da accesso a tutte delle funzionalità che diversamente non sono accessibili.

Ovviamente non è che avere l’NFT ti consente di avere gratis tutto il resto; si tratta di un “pass” che ti garantisce l’esclusività, poi tutto quello che ruoterà intorno all’ecosistema creato, sarà a pagamento, ma puoi spendere i tuoi soldi solamente grazie a quel singolo token.

Per fare un esempio molto “banale” ma concreto, è simile al concetto dei vari circoli.

Senza la “fee” di ingresso non puoi farne parte.

E qui con gli NFT è identico.

Una volta che hai il tuo “token univoco” poi hai l’accesso a tutte le varie utilità messe a disposizione nel progetto stesso.

Se ci pensi non cambia molto, il concetto resta sempre lo stesso, cambia solamente la modalità, con l’aggiunta che il “pass” di accesso in questo caso può aumentare di valore nel tempo, e volendo potresti venderne la proprietà per un controvalore economico, così da ricavarne un guadagno economico.

Ma diciamo che personalmente non ho questo tipo di approccio meramente “speculativo”.

Ovviamente come in tutte le cose, c’è chi effettivamente lo approccia solamente per guadagnarci senza REALMENTE interessarsi nel lungo termine ai vari progetti.

Anche io stesso in passato ho “giocato” in questo modo ma poi mi sono reso conto che la vera utilità degli NFT è nel lungo termine, creando un valore percepito nel tempo non indifferente che permette a chi ci opera di realizzare e far parte di qualcosa che ti fa sentire all’interno di un circolo esclusivo.

So che ho ribadito più volte lo stesso concetto anche se espresso in modo diverso, ma ci tenevo a farlo proprio perché c’è molta disinformazione a riguardo. Ma nel momento in cui si potrà realmente accedere a quanto promesso dai vari creatori degli NFT, sarà tutto molto più semplice da comprendere.

Io stesso ho creato un mio personale progetto chiamato Birdez Gang.

Quali sono i settori di applicazione degli NFT in italia?

nft mik cosentino


In italia al momento siamo indietro da questo punto di vista (ovviamente).

Del resto è risaputo che tutto quello che qui rappresenta una novità, all’estero ormai è già ben consolidato. Non in tutti i settori ma per quanto riguarda la nicchia NFT, all’estero sono ben noti.

Chiaramente non è che se fai dei sondaggi con la gente che incontri per strada e gli chiedi se conoscono gli NFT ti dicono che sanno cosa sono.

Questo no, ma il pubblico che è interessato a questo mondo, è piuttosto reattivo e molti di loro hanno pure diversi capitali da investire a riguardo.

Anche perché questo meccanismo degli NFT funziona attraverso gli Ethereum, quindi se quando costavano poco (come i bitcoin all’inizio) uno si è fatto il proprio gruzzoletto, adesso li può investire in questo modo per ricavarne altri (come dicevo sopra con un approccio speculativo) oppure può prendere parte a progetti che nel tempo diventeranno sempre più importanti.

Ma anche qui, bisogna saper individuare i giusti progetti che cresceranno nel tempo. Perché come in tutte le cose, può capitare che in diversi creano dei progetti, li lanciano e poi arrivederci e grazie.

Quindi ti ritrovi ad aver speso soldi senza ottenere nulla in cambio.

Ahimè c’è da fare molta attenzione a riguardo, ecco perché è IMPORTANTISSIMO seguire ed investire UNICAMENTE su quei progetti in cui i creatori sono parte attiva, ci mettono la faccia e continuano a farlo senza problemi nel tempo portando sempre più valore aggiunto.

E’ molto importante questo aspetto, ecco perché io Mik Cosentino mi sto sbattendo molto da questo punto di vista, perché ci saranno grandi novità da questo punto di vista, peccato che le persone si fermano al breve termine, aspettando quando purtroppo o è troppo tardi oppure ormai non si può fare più nulla perché le barriere d’ingresso sono così alte che l’occasione è riservata a pochi.

Tornando al discorso dei settori di applicazione degli NFT, ad esempio quello che sto facendo con la Birdez Gang è quello di realizzare dei videogiochi che sono accessibili UNICAMENTE a chi ha preso accesso ai nostri NFT.

Se sei possessore di un NFT della Birdez Gang o Baby Birdez a seconda del contesto, allora potrai avere accesso a determinati videogiochi online, altrimenti ne rimani fuori purtroppo.

Capisci quando dico che gli NFT rivoluzioneranno il modo di fare Business Online?

Questo intendo quando ribadisco questo concetto.

Per chi è abbastanza lungimirante e ci scova opportunità… beh questo è il momento di agire prima che le barriere d’accesso possano essere sempre più alte.

Come ribadivo più sopra, quello che conta concretamente è il senso di esclusività, non tanto la speculazione.

Ma ora scopriamo gli NFT di Mik Cosentino!!


Così come ho sempre fatto nel mondo del
digital marketing, anche qui nel contesto NFT mi sono mosso un annetto fa in cui ho iniziato a capirci qualcosa di più perché mi pareva fosse un terreno da perlustrare.

Siccome quando si è agli inizi di un qualcosa di nuovo, spesso ci si fa prendere dalla novità e si possono commettere dei passi falsi (che io ho fatto), ad oggi invito sempre le persone ad informarsi, interessarsi e farsi una cultura anche da diverse fonti volendo, proprio per non fare come le pecore.

Pure io mi sono “innamorato” di immagini che mi sembravano belle (per i miei gusti) senza considerare le varie utilità e la roadmap del progetto stesso, ritrovandomi poi con un pungo di mosche in mano.

Oppure all’estremo opposto, proprio perché ho sorvolato alcuni aspetti, ho perso occasioni interessanti che si sono sviluppate nel tempo.

Il mondo degli NFT ha delle sue “logiche” di funzionamento, chi prima coglie queste logiche, prima può diventare possessore di un qualcosa che in questo mondo “virtuale” può trarre sempre maggior valore.

Io Mik Cosentino non mi reputo un financial advisor che ha come obiettivo quello di condividere consigli finanziari e speculativi, lungi da me tutto questo!

Ad oggi invece quello che faccio è sensibilizzare il pubblico verso concetti che ai più sono poco compresi e vedo di fare sempre più chiarezza.

In merito al mio portafoglio di NFT, devo dire che ce l’ho piuttosto ricco di “immaginette” ma è frutto anche di errori e sbagli che ho commesso nel muovere i primi passi al suo interno.

Ecco perché a fronte dei miei errori cerco di sensibilizzare il pubblico a non fare altrettanto, in tal modo i miei sacrifici non saranno vani!

Tuttavia, a parte questa spiegazione è probabile che una domanda ti stia frullando in testa…

Chi crea fattivamente gli NFT? Hanno a che fare solamente con il mondo degli artisti?


Questa è una domanda piuttosto frequente perché rappresenta il vociferare comune presente oggi all’interno di questo mondo.

Siccome gli NFT sono delle “immaginette” (lo dico così per utilizzare un modo dire popolare), si crede “erroneamente” che il loro successo dipenda da chi le crea o che comunque abbia senso entrare in questa nicchia solamente se si ha a che fare con il mondo dell’arte, quando nella realtà dei fatti è molto diverso.

Come ho condiviso pocanzi, il successo o meno di un NFT dipende da quello che viene costruito intorno come utilità.

Lo stile dell’immagine, i colori usati e tutto il resto, hanno sì un’incidenza sul successo o meno dell’NFT stesso ma è poco influente.

Quello che “pesa” particolarmente è invece l’utilità che viene generata al suo interno come vantaggio e funzionalità nel suo impiego.

L’immaginetta in sé e per sé non ha minimo valore a meno che non venga contestualizzata a ciò che permette di accedere.

Poi va da sé che se lo stile utilizzato è figo, una persona avrà anche piacere di indossare la maglietta o il merchandising associato (ma quella è una diretta conseguenza).

Pertanto per realizzare un NFT non serve un’artista vero e proprio o una persona che conosce l’arte.

Ciò che conta REALMENTE è invece il cosa c’è dietro il suo acquisto. Se una persona non trova una fondamentale e pratica utilità nell’acquisto, non ne percepisce un controvalore EVIDENTE e non ha la percezione di sentirsi “figo” nell’avere il possesso di un “token” univoco di sua proprietà che gli consentirà di accedere a tutta una serie di funzionalità… va da sé che il valore stesso di quell’NFT non decollerà mai.

Questo è un palese dato di fatto e rappresenta ciò che le persone lì fuori non concepiscono mai abbastanza.

Come si crea un NFT e quali sono i passi da fare? L’opinione di Mik Cosentino


Parto dal presupposto che chiunque online può trovare informazioni più o meno valide a riguardo, perché in questo periodo storico è il “trend” del momento, ma sono anche dell’avviso che la cosa più funzionale possibile è pure quella di ascoltare chi ovviamente ha avuto modo di applicare concretamente sul campo la creazione di un NFT.

Ed io Mik Cosentino ho dato vita alla Birdez Gang, una banda di uccellacci arrabbiati che ha come obiettivo quello di volare in alto nel metaverso (ovviamente è un’idea simbolica, nata proprio per creare un forte senso di appartenenza al progetto – tuttavia il nostro team insieme alla community di hodlers che si è creata, stiamo apportando un certo impatto a riguardo).

Come potrai renderti conto da questo articolo, la percezione che le persone condividono nel progetto è qualcosa che innesca e crea il grande valore aggiunto a riguardo.

Senza di quello, nessun progetto di NFT riesce a salire costantemente nel tempo.

E poi questo è anche alla luce del sole, infatti se si va direttamente su OpenSea e si cerca la collezione ufficiale Birdez Gang, si può vedere l’andamento del valore del progetto stesso.

Un andamento lineare senza troppi picchi in un verso e nell’altro che testimoniano quanto sano sia il progetto.

Se fino ad oggi non avevi ancora avuto modo di scoprire il mio progetto e vuoi vederci più chiaro…

C’è da dire che questo progetto non è qualcosa di italiano ma è su scala internazionale, ed è un progetto PFP (profile pictures – specificato in modo tecnico).

Ad ogni modo la cosa realmente importante di un progetto NFT è quello di far capire il PERCHE’ una persona dovrebbe acquistare o meno quello che offri, con quale SCOPO lo fai.

Ovvero: per quale motivo le persone dovrebbero acquistare il tuo NFT e non quello di altri?

Questa è la “domanda delle domande” a cui devi cercare di dare risposta se hai intenzione di creare un tuo NFT (stessa logica da usare quando hai intenzione di acquistarne uno).

Altrimenti sarà veramente difficile realizzare qualcosa che andrà “to the moon” così come si dice in questa nicchia.

Pertanto come puoi renderti conto, non è tanto lo stile dell’immagine che fa avere successo o meno, ma tutto il meccanismo che gli ruota intorno.

Chiarito questo aspetto, scendiamo più a fondo, perché c’è molto altro di cui discutere.

Specialmente una cosa in particolare.

Gli NFT sono una BOLLA? Il parere di Mik Cosentino


Dal mio personale punto di vista, anche per quello che ho avuto modo di visionare al suo interno, possono essere una bolla, questo è probabile, ma ritengo che possano avere lo stesso andamento che è successo ad internet nel 2007/2008

Si parlava di bolla e poi? Poi internet è diventato di uso quotidiano al punto tale che senza di lui, oggi, non riusciamo a farne a meno.

E con gli NFT non dico che non riusciremo a farne a meno, ma che potranno apportare dei benefici di esclusività e di accesso privilegiato a coloro che ne detengono.

Ovviamente – lo ripeto perché male non fa – non tutti i progetti di NFT toccheranno la luna, perché tutto dipende da come verranno gestiti dai loro creatori.

Se chi crea e lancia un NFT lo fa solamente a scopo di lucro senza una visione d’insieme ben definita… a poco ci fai purtroppo.

Perciò non mi sento di dire che sarà rosa e fiori, ma per chi sa dove guardare e a cosa puntare attenzione – seguendo le orme di chi ci è già passato e conosce le regole di questi “token” – avrà sempre una marcia in più, questo è fuori discussione.

Come anche non posso nascondere il fatto che ci saranno momenti di UP e momenti di DOWN, questo fa parte del meccanismo e del gioco stesso.

Tuttavia se il solo fatto che dei momenti “altalenanti” possono in qualche modo metterti in “allarme” o non farti dormire sonni tranquilli… allora posso già dirti che questo mondo degli NFT non è una situazione sempre in crescita perenne.

Nel lungo termine, se vengono fatte le cose per bene, diversi progetti potranno crescere sempre ma se andiamo ad osservare qualche frame giornaliero o di periodo, sarà normale captare attimi di “down”.

In fondo nessun essere umano è sempre felice. Ha anche dei momenti no. Fa parte della vita, e pure gli andamenti di questi contesti seguono comunque dei principi simili.

Non voglio banalizzare, lo dico per essere REALISTI senza che qualcuno possa avere delle “false speranze” e continuare a vedere gli NFT nel modo erroneo.

Quindi a tal proposito sono certo che nei prossimi anni i progetti di NFT che hanno una roadmap ben definita, i cui creatori sono sul pezzo, si mostrano, mantengono le promesse e condividono sempre nuove utilità… beh quei progetti di NFT (a parte momenti di down che fanno parte del gioco) non vedranno mai tramonto.

Per tutti gli altri… Non serve che aggiunga altro!

Svelati i 3 ERRORI che vengono fatti nel mondo degli NFT


Come dicevo prima, io stesso ho commesso degli errori all’interno di questo mondo e purtroppo vedo anche adesso altri scivoloni che purtroppo le persone commettono per TOTALE inesperienza e per una percezione “distorta” della realtà.

Ma andiamo per gradi.

Uno dei primi errori che viene commesso quando ci si approccia al mondo NFT è quello della FOMO, fear of missing out, ovvero il fatto di rimanere fuori.

Un meccanismo di funzionamento nell’acquisto degli NFT è proprio quello della scarsità di “pezzi” acquistabili (quindi di una quantità molto inferiore rispetto alla totalità delle persone che potrebbero farne parte).

Chiaramente non tutte le persone che si mettono “in lista” poi comprano realmente gli NFT che sono disponibili. C’è chi scruta, osserva ma non agisce, e ci sta, fa parte del gioco.

E all’estremo opposto c’è invece chi è realmente interessato ad accaparrarsi uno o più “immaginette” sia per non perdersi delle funzionalità speciali dei token condivisi o sia per guadagnarci qualcosina nella loro rivendita successiva.

Infatti ci sono molti che comprano e rivendono subito dopo ad un prezzo anche di poco superiore a quello che hanno speso, anche solamente per guadagnare qualche spicciolo.

Del resto il mondo è vario, ognuno ha la sua modalità di pensiero ed è giusto così.

Allo stesso tempo però c’è da dire un’altra cosa, che ci sono persone che vorrebbero comprare a tutti i costi un NFT solamente per averlo senza mai rivenderlo e quindi seppur non si hanno sufficienti risorse economiche, si tende a comprare ad una somma che poi non si è disposti a perdere.

Mi spiego meglio.

Come dicevo più sopra, gli NFT possono essere comprati e venduti senza limiti di transazioni.

Ciò che determina il successo o il fallimento di un acquisto di NFT a prescindere da chi lo realizza, dipende anche dalla psicologia di acquisto dell’utente stesso.

Perché se l’interesse di quell’NFT dovesse diminuire per qualche motivo e chi l’ha appena comprato ha speso molto e non è disposto a perdere soldi, anzi pensava che ne avrebbe guadagnato molti di più… cosa succede?

Che si fanno errori, quindi mai investire più di quello che si è disposti a perdere, altrimenti poi è normale che si innesca una percezione sbagliata di questo mondo (che poi è lo stesso identico discorso che vale pure per altri contesti finanziari – ma in questo caso è più accentuato per i motivi che ho già descritto).

Ripeto: in ogni settore ci saranno sempre delle correzioni, dei momenti in cui si sale o si scende, e se si investe più di quello che ci si può permettere, poi si corre il rischio di uscire troppo presto dai giochi per evitare di perdere gli ultimi soldi magari che uno ha utilizzato.

Ecco perché bisogna sempre fare attenzione a come ci si approccia e alla psicologia di acquisto utilizzata.

Il secondo errore che spesso viene commesso nel mondo NFT è non sapere cosa si sta facendo. Sembra un controsenso ma eppure questo accade perché non si ha un’adeguata percezione del rischio o quantomeno di provare per poi vedere cosa succede.

Del resto nessuna persona lucida di mente si metterebbe alla guida di un aereo se non sa quali leve utilizzare, e come si devono compiere le giuste manovre di decollo e atterraggio.

In realtà la stessa lucidità mentale andrebbe utilizzata anche quando si fanno investimenti o comunque quando ci si approccia a cose nuove, peccato però che questo non succede – ed è così che si commettono gli errori più banali.

Prima d’investire anche un solo euro, uno deve conoscere cosa fa, per non rischiare di andare alla cieca così tanto per fare.

E’ fondamentale rendersi conto di ogni singolo meccanismo, perché se utilizzo i miei soldi in “immaginette” senza capirne la loro utilità ed il loro funzionamento, poi è normale che se non ottengo quello che spero (seppur non ci avevo capito una mazza) tendo a diffondere una condivisione sbagliata della situazione.

E’ molto importante sapere cosa si fa per allocare i propri soldi nel giusto contesto. Ecco l’ulteriore motivo di questi miei contenuti che hanno il compito di sensibilizzare questa materia.

C’è da dire che sul nostro Discord Channel della Birdez Gang sono stati realizzati dei tutorial apposta in merito anche ad un primo approccio a questo mondo, pertanto visionali così ti fai un’idea precisa se sei un pelino “disorientato”.

L’unica cosa è che sono in lingua inglese, pertanto se non la conosci… questo può essere un buon momento per impararla!

Considera che i materiali sono tutti gratis, ci sono tanti utenti pronti a rispondere a qualsiasi domanda e la community che stiamo creando è piuttosto reattiva, pertanto sfruttala perché anche questo è uno dei grandi valori aggiunti nel mondo NFT che non viene mai ben compreso a dovere.

Evita di pensare solamente al guadagno ma ragiona “long term”, nel senso che è più efficace ragionare in un’ottica di lungo periodo anziché di breve, perché in questo mondo, quando c’è una community ben solida con i creatori del progetto che hanno le idee chiare, condividono nuove utilità e incrementano il valore percepito del progetto… beh va da sé che quelli sono i progetti che durano nel tempo.

E’ un dato di fatto e ti invito a ricordarlo a caratteri CUBITALI.

Con questo mondo degli NFT il business online troverà delle possibilità di sviluppo UNICHE perché grazie al loro possesso, in alcuni contesti possono essere inserite delle condizioni in cui si può avere la possibilità di accedere ad eventi esclusivi, entrare in contatto con persone che diversamente non potrei conoscere, e tutta una serie di cose simili che devo prendere in considerazione.

Pure queste dinamiche hanno un valore intrinseco che deve essere sempre riconosciuto e che spesso vale di gran lunga molto di più dei soldi che poterei guadagnare se vendessi l’NFT in sé e per sé.

E’ questa la grande svolta che in pochi purtroppo comprendono.

C’è da considerare che l’essere umano è spinto a cambiare soldi per avere altro in cambio che in qualche modo possa essere dello stesso controvalore, pertanto se nella mia testa capisco che investire una somma in un NFT per tutte le utilità che mi concede valgono di gran lunga molto di più del prezzo richiesto oggi e che se continuo a mantenermi la proprietà di quell’oggetto senza doverlo rivendere alla prima occasione utile mi permette d’incrementare pure il capitale investito… posso assicurarti che il valore crescerà nel tempo, l’attaccamento al progetto pure ed i vantaggi di esserci saranno di gran lunga superiori anziché starne fuori.

Queste sono le dinamiche da tenere in considerazione all’interno di progetti simili, quindi la prossima volta che hai intenzione d’investire in NFT ricordati quanto hai scoperto fino a questo punto cosicchè saprai come prendere le adeguate decisioni senza andare così a sentimento o d’impulso.

Evita questo atteggiamento perché non porta mai a niente di che rilevante in questi contesti.

Per altri contenuti simili, seguimi pure sul mio blog dove parlo non solo di NFT ma anche di ciò che mi ha permesso di realizzare tutto quello che ho fatto fino ad oggi: infomarketingX.

Senza quel tipo di conoscenze, non sei in grado di condividere sul mercato delle novità, non sai come gestirle e come farle funzionare al meglio.

Ovviamente parlerò anche di DIGITAL MARKETING perché pure nei progetti di NFT bisogna essere capaci di attirare l’attenzione del pubblico.

E saperlo fare con la giusta etica… ad oggi ripaga più di qualsiasi altra cosa.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Questo per dire che cosa? Gli NFT potranno dare accesso esclusivo a realtà che potranno incrementare il loro valore percepito e se conoscono anche come veicolare nel modo corretto tutta la comunicazione che ci ruota intorno… beh poco ci vuole a comprendere che ho in mano delle abilità che incrementeranno sempre il loro valore nel tempo.

Non si tratta di cancellare e dimenticare quello che è stato fatto fino ad oggi, si tratta di dare spazio a ciò che porta risultati. E qui sei di fronte una valida finestra d’opportunità, non lasciarla chiudere.

Come Creare Un Business Online | i Segreti di Mik Cosentino

come fare business online

Nell’esatto momento in cui una persona pensa a quello che vorrebbe raggiungere come miglior risultato all’interno della sua vita, la prima immagine che visualizza nella mente è il volto della persona che ha già ottenuto quello che lei vorrebbe.

Non pensa agli oggetti, alle esperienze o a tutto quello che ruota intorno al suo elemento del desiderio: pensa alla persona che ha creato ciò che lei stessa brama.

Puoi essere più o meno d’accordo con questa esternazione ma se ci pensi e provi a fare lo stesso esercizio nel tuo contesto, ti renderai conto della veridicità delle mie parole.

Quando pensi a come creare un business online, sono dell’avviso che se chiudi gli occhi e osservi l’immagine che ti si palesa, vedi una (o forse più persone) a riguardo, anche se molto probabilmente l’attenzione ricade su di una in particolare (che potrei anche non essere io).

A parte questa insolita introduzione, quello che voglio toccare con te come tema in questo nuovissimo articolo targato Mik Cosentino è questo:

i segreti su come creare un business online nel 2022.

A chiunque piace guadagnare online e fare soldi da casa, perché tra i vari desideri dell’uomo, quello di fare soldi rievoca l’essere considerato il maschio alfa della situazione oltre a favorire un certo potere percepito.

Inoltre il fatto di guadagnare soldi attraverso l’online marketing resta un desiderio che le persone hanno perché fa un certo effetto dichiararlo.

Del resto siamo umani, e la nostra mente ragiona così – specialmente durante quest’epoca completamente digitale.

Ecco perché parlare di soldi è come parlare di un tabù. In molti ne parlano ma ben pochi hanno inteso come si deve argomentare con criterio e cognizione di causa onde evitare di dichiarare qualche castroneria o stupidaggine di sorta.

Motivo per il quale oggi ho intenzione di approfondire il tema di come creare un business online nel 2022 senza montarsi la testa seguendo le mode del momento.

Purtroppo questo è uno degli errori più frequenti di coloro che vogliono intraprendere un viaggio dentro il digital marketing.

Business online: guadagno da casa o lavoro in smart working?


Dopo l’avvento della pandemia, parlare di smart working è come parlare di andare a fare la spesa dal panettiere sotto casa, dinamica che da qualche tempo a questa parte non è più usuale (vedi le spedizioni a domicilio).

Anzi… quando di fronte alla domanda “che lavoro fai?” iniziavi a rispondere con parole del tipo “mi occupo di digital marketing, faccio pubblicità, mi occupo di marketing online” e cose affini… venivi visto in modo strano, come se facessi qualcosa di sinistro e poco corretto.

verdone in che senso

 

Ma dopo l’avvento della pandemia e il lavoro da remoto, l’inusualità del lavorare da casa per guadagnare, è diventata una semplice quotidianità, come se fosse un semplice e consueto argomento di discussione.

La credenza di lavorare online e guadagnare soldi è stata completamente rivalutata grazie alla pandemia, e le persone hanno iniziato ad interessarsi maggiormente a questo mondo dell’online marketing.

In fondo non è poi così complesso capire cosa facciamo noi marketer, ma la gente siccome non vuole pensare troppo ai concetti, tende a fare di un’erba un fascio, generalizzando dinamiche che poi non sono così scontate.

E’ vero, noi facciamo business online, nel senso che mettiamo in contatto un pubblico di persone potenzialmente interessato ad un’offerta, di fronte quella specifica offerta.

Ma non sappiamo preventivamente se quello che vedrà un pubblico di persone sarà realmente comprato. A volte capita di andare per “tentativi” fino a quando tutto quello che proponiamo non viene accolto positivamente dal pubblico.

Ecco che in quel momento la situazione “guadagnare online” trova applicazione.

Tuttavia come accade in tutte le cose, ci sono delle false credenze, o quantomeno delle idee contrastanti in merito questo tema.

Ora ti dico meglio.

Le bugie nascoste nel come fare business online


E’ inutile nascondersi dietro un dito perché saremmo degli ipocriti, ma alla fine, come in tutte le cose presenti in questo mondo, ci sono due fazioni:

  • coloro che pensano ci siano delle cose non dette riguardo un tema specifico e ne sono alla ricerca (facendo attenzione di trovare quello che realmente gli serve)
  • coloro che omettono volutamente delle informazioni per diffondere “dipendenza” favorendo eventuali acquisti di prodotti o programmi successivi, potendo così guadagnare sulla “non conoscenza altrui”.

Lasciando perdere il fatto se sia più o meno giusto questo approccio… fare business online nel 2022 si fonda anche su questo principio: non ti rivelo il quadro completo così il resto lo potrai scoprire nei miei programmi formativi.

Paghi e avrai quello che desideri.

Detta in modo molto palese, per certi versi, avere questo approccio potrebbe sembrare “vendere aria fritta”. Ed effettivamente è così.

La percezione delle persone è esattamente questa. Non si fermano a riflettere più nel dettaglio, ma si soffermano solamente sullo strato superficiale arrivando a delle loro personali considerazioni trascurando il contesto oggettivo intorno.

Non c’è da biasimarli perché ognuno di noi ha il suo modo di vedere le cose, frutto delle esperienze personali, delle idee personali, ma quello che non viene realmente considerato sono i principi di marketing nascosti nel fare business.

Capisco che questo approccio possa far intendere che “tiro acqua al mio mulino” ma semplicemente sto mettendo il pubblico nella condizione di avere delle idee chiare su cosa significa fare business oggigiorno e quali sono le informazioni REALMENTE utili che possono aiutare anche chi sta iniziando da zero a farsi un’idea e poter monetizzare qualche preziosa intuizione.

Anche perché potrebbe esistere il segreto per il successo.


No non ho intenzione di diffondere delle false informazioni, ho reale interesse a mostrare conferme su quello che il pubblico ritiene di vero come credenza di pensiero quando è di fronte ad un tema scottante come quello di
fare business online.

Di soldi si parla.

Di guadagno si parla.

Di marketing si parla.

Di aiutare le persone si parla.

Anche se in realtà niente di tutto questo viene visto sotto questa luce.

Cosa ne pensa Mik Cosentino sul come creare un Business Online?


Questo articolo è iniziato con una constatazione ben precisa, ovvero quella di condividere dei miei personali segreti riguardo come muoversi correttamente in un mondo che io ormai conosco piuttosto bene.

Non lo dico perché mi piace essere “sopra le righe”, lo dico per una cognizione di causa.

Perché tutto quello che realizzo online è frutto delle mie conoscenze di digital marketing, quindi saper mettere di fronte il giusto pubblico, il giusto prodotto o servizio.

Tutto quello che dichiaro come comunicazione è un “tramite” che sposta l’attenzione delle persone verso una situazione a loro desiderata che potrebbero facilmente raggiungere grazie a quello che ho realizzato.

Ecco… direi che possedere questa consapevolezza ogni qualvolta si vuole fare business online è di vitale importanza.

Spesso le persone dimenticano che i business si realizzano dietro le necessità del pubblico, e non intorno a delle personali considerazioni, rischiando così di costruire progetti che sono già “fallati” prima di farci del marketing sopra.

Ecco perché prima che tu possa addentrarti nel mondo del business online è bene che tieni conto di alcuni miei segreti che ho scoperto nel tempo (pure sulla mia pelle e a mie spese).

SEGRETO #1 – Se non c’è un gruppo di persone disposto e disponibile a spendere soldi per accedere ad un servizio specifico, è inutile che provi a reinventare la ruota


Prima di rendere complesse le cose semplici, partiamo dai fondamentali.

Un business online si crea nel momento in cui sai per certo che c’è un gruppo di persone (avatar cliente) alla ricerca più o meno attiva di un servizio o prodotto presente sul mercato che permette di risolvere un problema o raggiungere un desiderio, erogato da aziende o professionisti con delle caratteristiche ben precise.

Se ad oggi non sei al corrente di queste informazioni, non sai in quale nicchia stai operando o vorresti operare, non hai un’idea ben nitida della situazione, quali sono i problemi più sentiti dal pubblico… beh non sei in possesso delle minime informazioni necessarie per dare vita ad un business online che monetizza nel tempo.

Perché guadagnare online preclude conoscere queste informazioni preventive, seppur banali, rappresentano un forte metro di misurazione. E ahimè conosco molte persone che hanno “brillanti idee” ma che non trovano applicazione sul mercato perché anacronistiche o fuori luogo.

Quindi prima di addentrarti nei meandri del voler già spendere soldi per realizzare un funnel di marketing con l’obiettivo di scremare dei contatti a quello che è un tuo progetto o servizio, e vendere anche ad alto costo sperando che qualcuno possa abboccare (anche se questo in realtà non è minimamente fare marketing – il business si fa con i numeri e non con le semplici opinioni della speranza) assicurati di avere chiarezza su quanto condiviso, altrimenti rischi di mettere in piedi qualcosa che non vuole nessuno.

Poi è una conseguenza farsi male e arrivare alle conclusioni sbagliate.

SEGRETO #2 – Fai attenzione a non essere tu il miglior cliente del tuo business immaginario


Purtroppo accade anche questo così come avviene nella
vendita online.

Le persone comprano quando credono che prendendo un prodotto o servizio, la loro situazione si arricchisce, diversamente da quanto sta succedendo adesso.

Tuttavia pensare ad un business online, prevede il fatto di pensare a cosa proporre come servizio e trasformazione al cliente. Quindi se un videocorso, delle consulenze a distanza, delle masterclass, dei gruppi di coaching o qualsiasi altra cosa essa sia.

Tuttavia non sempre ciò che pensiamo di proporre in vendita all’interno di una nicchia potrebbe essere realmente richiesto e sia effettivamente la cosa giusta per quel pubblico di persone.

A volte il pubblico non desidera minimamente quello che noi pensiamo sia giusto, ecco perché fare un test preventivo di mercato per validare anche in organico quello che si ha intenzione di proporre, è molto importante.

Perché lo dico?

Perché ti eviti di sprecare tempo appresso a dinamiche inutili che non porterebbero a niente sia come guadagno ma anche come percezione sul mercato.

Troppe volte ho visto persone sprecare il loro tempo, le loro risorse, le loro energie e la loro immagine in programmi che mai hanno visto la luce del sole, come se fossero dei prodotti fuori mercato che nessuno vuole nemmeno.

Viviamo in un’epoca in cui ogni cosa viaggia alla velocità della luce, e se noi non siamo ben attenti e propensi a stare al passo con i tempi capendo sia quali sono le tendenze del mercato e sia le esigenze del pubblico… difficilmente saremo in grado di pensare a qualcosa di realmente innovativo e richiesto dalle persone.

SEGRETO #3 – la semplicità vende sempre


Uno dei principi che viene spesso dimenticato anche dai più navigati nel settore del
marketing online è proprio ricordare di rendere semplici ed immediate le eventuali transazioni economiche del pubblico.

Richiedere molti dati in fase di acquisto (a meno che non siano giustificati) rischia di bloccare la propensione d’acquisto del pubblico.

E’ un dato di fatto: le persone sono tendenzialmente pigre e se non conoscono chi sta vendendo qualcosa online e non vengono motivate a farlo subito senza indugiare, aumentano le loro barriere, rimandando l’acquisto.

Ecco perché nel momento in cui realizzo tutto il marketing che è orientato a vendere quello che è un prodotto o servizio, oltre a validarlo preventivamente, devo tenere conto anche di questi aspetti, altrimenti la “user experience” degli utenti va a farsi benedire vanificando ogni singolo sforzo.

Ahimè viviamo in un’epoca in cui ogni singolo dettaglio conta più di tutto il resto, e se non ne tengo minimamente conto, poi corro il rischio di vanificare anche le migliori intenzioni.

Pertanto considerando la fase di acquisto di un prodotto o servizio, devo cercare di mettermi nei panni dell’utente e capire quale possa essere la strada migliore per agevolargli questa transizione, facendolo sentire importante nella decisione e di aver appena concluso un affare.

Di questo potrei stare e parlarne ancora per ore, ma eventualmente apriremo un capitolo a parte strada facendo.

Quello che conta (adesso) è che ti sia arrivato il concetto.

SEGRETO #4 – ricompensa istantanea o aspettiamo nel tempo?


Quando dico che bisogna prevedere pure le tempistiche di acquisto di un utente, mi riferisco ANCHE a questo.

Mi spiego meglio.

Ci sono business in cui la gratificazione istantanea è immediata, quindi il fatto di poter in qualche modo comprare prodotti a basso costo vince su tutto il resto.

Ed io così riesco ad avere una gratificazione IMMEDIATA a fronte di tutto il lavoro svolto nella definizione del marketing online.

Il problema poi è capire se la persona che ha appena comprato usufruisce subito del contenuto richiesto oppure lo utilizza più avanti nel tempo.

Perché questo andrà a determinare una recensione più o meno positiva di quanto l’utente ha appena comprato. E siccome oggi riesce a prosperare chi ha modo di avere le migliori recensioni online – veritiere possibilmente (anche questo fa parte del gioco) è chiaro che se non lo considero, potrei essere visto solamente come uno stolto!

Inoltre l’altra faccia della medaglia è la creazione di un business online in cui l’acquisto di un utente è anche continuativo nel tempo e non solamente “one shot” e basta.

Tenere conto di quanto vale “economicamente parlando” una persona all’interno di un ecosistema di business online, non è da prendere sottogamba.

Questo permette di capire quali devono essere i NUMERI da considerare per far funzionare correttamente un business.

Come dicevo prima: sono i numeri che contano e non le opinioni.

Sempre un altro aspetto da considerare riguardo la gratificazione istantanea, è da rivedere nel prodotto o servizio erogato.

La persona deve poter avere un assaggio immediato di quello che io metto a servizio del pubblico, perché se l’utente deve aspettare molto tempo da quando acquista nell’avere una gratificazione di quello che ha preso, è molto probabile che non acquisterà di nuovo da me.

Anzi, sarà ben dissuaso dal farlo.

Pertanto se nella natura del mio prodotto non c’è una gratificazione di nuovi concetti appresi, nuove consapevolezze acquisite o anche di risultati immediati… lo devo far presente al pubblico così è consapevole di quello che acquista.

La trasparenza sempre: è meglio essere sinceri e chiari sin da subito anziché circondare “del nulla cosmico” quello che proponi alla tua nicchia di mercato.

Per costruire un business online si deve partire dai NUMERI e non dalle sole opinioni

i kpi su come fare business online


Lo ribadisco perché male non fa: troppo spesso succede ancora oggi che quando si pensa a come poter guadagnare online si guarda al business online come una situazione molto “banale” (a volte anche troppo): creo un prodotto, lo vendo, incasso soldi, divento ricco e reitero il processo.

Mi dispiace disilludere queste aspettative, ma i meccanismi non funzionano in questo modo.

Eh no, non è così “banale” come sembra.

In realtà è molto di più rispetto quanto condiviso.

La creazione di un business online prevede il fatto di coprire un’esigenza scoperta o una necessità del pubblico attraverso la fruizione di un prodotto o servizio che rappresenta una vera e propria novità nel settore che spinge le persone a volersi interessare a tutti i costi, perché quanto condiviso è realmente interessante.

Se non esiste una percezione del genere all’interno di una nicchia, o la creo o devo lasciare perdere tutto quanto, altrimenti corro il rischio di vanificare anche le migliori intenzioni.

Ecco perché tutto parte dall’analisi di mercato, quindi dalla nicchia, dai concorrenti, dai già prodotti presenti e dalla loro durata.

Non tutto quello che viene proposto ha la stessa “vita media” e se ometto dalla mia analisi queste importanti e vitali considerazioni, rischio poi di crearmi delle forti aspettative che vengono disattese dai fatti reali.

Questo rappresenta uno dei primi step che faccio presenti ai miei studenti quando analizzano il mercato che vogliono conquistare, tenendo conto dei loro bisogni ma anche di quelli del mercato, trovando poi un punto in comune creando prosperità e benessere all’interno della loro nicchia di mercato.

Ovviamente si tratta di un tema piuttosto articolato e lungo da prendere in considerazione all’interno di questo articolo.

Ma che ho pensato di argomentare come primo step dentro ad Aria Fritta >>

Capisco che il nome utilizzato sia piuttosto provocatorio ma l’ho fatto proprio per agganciarmi ad una constatazione presente sul mercato, che è quella di proporre online cose intangibili che non si riescono a percepire come avverrebbe con l’acquisto di prodotti fisici.

Ecco perché la cosa migliore che puoi fare adesso è renderti conto tu stesso come utilizzare il giusto approccio in una nicchia di mercato che già conosci o in qualcosa che potresti conquistare nel tempo, dopo esserti fatto un’idea con numeri alla mano di che aria tira.

Fai le tue dovute ricerche e ricorda di utilizzare in modo efficace le informazioni scoperte in questo pratico articolo.


Al tuo successo,

Mik Cosentino


PS. Ci sono 4 segreti da considerare nella
creazione di un business online e possono essere riepilogati come segue:

  • Se non c’è un gruppo di persone disposto e disponibile a spendere soldi per accedere ad un servizio specifico, è inutile che provi a reinventare la ruota;
  • Fai attenzione a non essere tu il miglior cliente del tuo business immaginario;
  • la semplicità vende sempre;
  • ricompensa istantanea o aspettiamo nel tempo?

Visti così potrebbero dire tutto e dire niente, ecco perché ti invito a leggere il contenuto dell’articolo per renderti conto più nel dettaglio del perché a mio avviso siano così importanti i punti condivisi per scoprire come creare il tuo business online.

C’è un’importante ragione dietro ciascuno di essi, ragione che ti invito a non trascurare se vuoi realizzare un business online duraturo nel tempo.

PPS. Considera che nel video condiviso c’è espresso un concetto molto importante che riguarda la gestione dei momenti “bui” qualora le cose non dovessero andare come preventivato e non si ha idea di come uscirne fuori.

Visionalo perché sarà molto utile poter ricaricarsi con il giusto mindset.

Sembra la solita frase sentita ormai mille volte, ma avere il giusto mindset non è cosa scontata, anche quando sembra banale, non lo è mai.

Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

mik cosentino marketing youtube

Se hai seguito l’ultimo articolo pubblicato sul blog Mik Cosentino, forse stai percependo un minimo di controsenso e in parte potresti avere anche ragione, perché quello che avevo condiviso era il fatto di non creare contenuti GRATIS e basta, ma di farli dietro una strategia ben precisa, specialmente nel vendere (in primis) quello che è un tuo prodotto o servizio.

Ne ho parlato passo passo cliccando qui >>

Ho esordito facendo questa dichiarazione perché quando si approccia al mondo del business online o comunque dei social network in generale, la prima cosa che si guarda (e che tra l’altro genera pure un senso di appagamento) è il fatto di poter vedere dei risultati SUBITO, e la cosa più facile ed immediata che si potrebbe percepire se non si è piuttosto avvezzi al mondo online, sta proprio nel vedere commenti, like e interazioni che si potrebbero innescare nella realizzazione di contenuti online.

Lo abbiamo vissuto tutti almeno una volta nella vita: vedere tante interazioni sui nostri contenuti e che a sua volta portano le persone a scriverci spontaneamente per avere maggiori informazioni riguardo quello che facciamo con un REALE interesse a voler approfondire quello di cui ci occupiamo… beh questo fa molto breccia nella nostra “psiche”. In particolar modo su Youtube (che non è così scontato ottenere risultati a livello di interazione).

Peccato che come dicevo, non sempre ha senso procedere in questo modo – ovvero nel realizzare contenuti – perché il rischio che si corre è quello di dare sì dei contenuti GRATIS che per certi versi potrebbero anche aiutare le persone a risolvere dei problemi o innescare delle esigenze ma… (e c’è un grande ma) se non si tiene conto pure della vendita o comunque della capacità di saper vendere quella che è una propria idea, passione o competenza… a poco ci fai con pagine social piene di contenuto gratuito, anche perché si devono costruire nel modo corretto.

L’equazione: creo contenuto + tempo dedicato per realizzarlo = non sempre i risultati sono quelli sperati.

Devo essere totalmente sincero con te, Mik Cosentino deve dire le cose come stanno, altrimenti si potrebbero innescare false aspettative.

Ecco perché oggi ho deciso di approfondire il tema marketing youtube.

Per quanto se ne possa dire, YouTube rappresenta il secondo motore di ricerca più utilizzato nel web dopo il fratello maggiore Google.

Va da sé che utilizzarlo nel modo corretto in quello che è un proprio business o competenza che sia, è FONDAMENTALE. Perché se utilizzato a dovere permette di ottenere bellissime soddisfazioni.

Chiaramente YouTube e quindi i contenuti video vanno utilizzati nel momento giusto e nel contesto giusto, altrimenti si corre il rischio di spendere TEMPO inutilmente e questo non va bene.

Piuttosto “prima” è bene saper vendere, o quantomeno sapere quali sono i meccanismi giusti e utili a riguardo, per poi passare alla fase successiva che è quella di capire (sulla base della propria nicchia) qual è lo strumento più indicato per dare spazio al marketing con l’obiettivo sia di fare branding content ma anche avvicinare un pubblico di persone a quello che è il proprio contesto.

Pure la scelta di quali contenuti utilizzare prima, quali dopo, come realizzarli, perché ecc… è MOLTO importante.

Non tenere conto di questo rischia di vanificare ogni minimo sforzo a riguardo.

E allora perché Mik in questo articolo hai deciso di toccare il tema su come fare marketing youtube e creare video contenuti?

marketing youtube

E’ risaputo che la controversia fa parte delle mie corde più preferite nel fare marketing, perché come scritto un attimo fa, nel momento in cui sai quello che stai facendo nel contesto in cui stai operando, va da sé che anche il branding content ha una sua importanza ed efficacia.

Questo non significa che da questo preciso momento in poi allora tu ti apri un blog, ci crei contenuti, apri un canale youtube – ci crei contenuti, apri una pagina facebook – ci crei contenuti e ripeti il processo all’infinito.

NO.

Prima le prime cose utilizzate con assoluto CRITERIO.

E per prime cose intendo questo:

  • identifica una tua passione o competenza che vuoi “monetizzare” in cui è REALMENTE presente una richiesta di mercato o comunque DOMANDA evidente.
  • analizza più a fondo le parole chiave che contraddistinguono la nicchia, quindi questo vuol dire cercare sui vari social network più in voga ma in primis su Google, Youtube e Facebook cosa viene fuori come risultati di quelle keyword specifiche

Prima di proseguire con il resto di questo articolo ci tengo a fare una precisazione su questo aspetto.

Di base la maggior parte delle persone che si approccia al mondo online lo fa senza un minimo criterio, senza la minima analisi, senza la minima cognizione di causa.

Ecco perché poi si fallisce miseramente quando si approccia al mondo del digital marketing.

Conoscere quelle che sono le parole chiave più utilizzate nel contesto in cui si vuole realizzare un business o qualcosa di simile, equivale ad avere una panoramica precisa del “terreno di gioco” riuscendo così a guardare pure la giusta concorrenza e cosa succede al suo interno.

Senza questo passaggio importante poi si corre il rischio di “fasciarsi la testa” di concetti, idee e false speranze che poi non si concretizzano mai in qualcosa di serio o desiderato.

Ecco perché molte persone pensano che online ci sia solamente “aria fritta” che in pochi sanno proporre con successo per ottenere risultati tangibili e credibili nel tempo.

Ma in realtà dietro una banalissima “aria fritta” si nasconde molto di più, ovvero mettere in connessione il giusto pubblico con il giusto mercato dandogli quello di cui ha realmente bisogno per prosperare, crescere e avvicinarsi ad una situazione desiderata.

Tutti concetti che mi sono riservato l’impegno e la dedizione di condividere passo passo nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Sembra una “baggianata” quello che ho appena condiviso ma in realtà Mik Cosentino fa sempre le cose con il giusto criterio e modo di fare.

Non lo dico io tanto per fare branding content ma lo dichiarano tutte le persone che hanno lasciato una loro personale recensione nella sezione — Mik Cosentino Opinioni >>

Ma ritornando al nostro elenco puntato, dopo aver identificato una passione o competenza e individuato le parole chiave più cercate a riguardo, i passi successivi sono:

  • considerare la strategia da utilizzare per farsi conoscere o per offrire già un “test” del proprio prodotto o servizio per attirare un pubblico di persone interessate da “trasformare” in clienti paganti per la propria realtà;
  • convalidare online la messa in vendita del proprio prodotto o servizio (questo significa attirare una cerchia ristretta di persone disposte e disponibili a spendere i loro soldi con quanto abbiamo da offrire – in tal modo si ha la possibilità di capire se cambiare la propria offerta o rivedere qualcosa a riguardo)
  • pianificare la fattibilità di un content marketing mirato su determinati social a riguardo o meno (all’inizio è sempre meglio puntare attenzione e focus su quelli che sono i processi di vendita che portano liquidità al proprio progetto per poi dedicare del tempo anche alla creazione di contenuto)

A questo punto, se hai seguito per filo e per segno quanto ho condiviso, non potrai mai e poi mai procedere per tentativi ed errori ma farai ogni azione potendola misurare e calibrare in modo preciso ed efficace senza la minima dispersione delle proprie energie e risorse.

Scusa Mik ma non è meglio lasciar perdere il marketing youtube e focalizzare la propria attenzione solamente sul vendere e basta?

Ovviamente fare soldi online è qualcosa che piace a tutti. Anche a coloro che dicono: “No no, io posso fare a meno di avere dei soldi in più in tasca!

Si certo, puoi anche farne a meno ma non credo che sia così brutto poter contare su delle entrate maggiorate ogni mese che provengono dalla creazione di:

  • video corsi online
  • consulenze online
  • prodotti digitali
  • ecommerce

E tante altre realtà che potrebbero portare dei benefici alle proprie tasche.

Tuttavia c’è da considerare anche un altro aspetto che è quello del non pensare solamente alla vendita e basta.

Te la faccio facile facile.

Se io stesso in ogni contenuto che realizzo non ci mettessi un “minimo” di valore aggiunto che effettivamente porta un utente a riflettere, approfondire dei concetti o a dire “forse dovrei prendere in considerazione quanto mi sta dicendo sto Mik Cosentino” è ovvio che non venderei nulla di che.

Ci vuole il giusto equilibrio nelle cose, lo stesso che è bene tenere nel momento in cui si ha già definito una propria presenza online, si hanno già raggiunte delle vendite a riguardo e allo stesso tempo si ha intenzione di diffondere e divulgare un proprio pensiero di marketing che permette di attirare sempre più persone interessate a quello che proponiamo o facciamo.

Ok Mik ma quando si deve usare lo YouTube Marketing?

video marketing mik cosentino

Se ci pensi bene, non aveva senso aprire questo argomento senza prima aver fatto chiarezza su quanto condiviso fino ad ora perché si sarebbero creati dei veri e propri scompensi concettuali.

Ecco perché è FONDAMENTALE avere una visione e chiarezza dall’alto nel panorama del digital marketing, altrimenti il rischio di fare mille cose alla rinfusa è dietro l’angolo, quando invece procedere seguendo un sentiero già tracciato e definito è la via maestra.

Va da sé che sulla base della mia esperienza sul campo ci sono dei momenti e criteri secondo i quali è bene utilizzare lo YouTube Marketing piuttosto che non, quindi prima di dirti “crea un video al giorno” (che a seconda del contesto potrebbe essere vista come una cosa giusta ma anche no) è bene tenere in considerazione quanto segue:

  • creare contenuti su YouTube così tanto per fare senza una strategia dietro, non ha molto senso;
  • non conta la qualità del video a livello grafico, quanto la COSTANZA. Meglio definire già a priori dei contenuti “minimi” settimanali che si è disposti e disponibili a realizzare anziché non fare nulla perché la costanza premia sempre;
  • definisci sempre un piano strategico di quelle che sono le false credenze o credenze potenzianti che vuoi installare o disinstallare nella mente del pubblico per riuscire a diffondere il tuo messaggio di marketing;

Ed è qui che di solito “casca l’asino”.

Mi spiego.

Quando si prende in considerazione il mondo di YouTube è bene farlo per un MOTIVO in particolare, che è quello del tuo POSIZIONAMENTO che vuoi trasferire nel pubblico di riferimento.

Sul serio: fare dei video così tanto per, perché li fanno tutti ed è bene essere presenti anche su questa piattaforma social (sai al momento tira, “così dicono!”)… in realtà non ha molto senso, perché le persone si fanno un’idea di chi sei, cosa fai e cosa puoi offrire come valore aggiunto.

Se appunto non definisci una tua identità ben precisa, non definisci che tipo di messaggio di marketing vuoi diffondere rispetto qualche altro concorrente… è ovvio che poi tutto quello che realizzi come contenuto non trova forza ed efficacia sul mercato.

Per questi motivi il Marketing YouTube va preso in rassegna solo se:

  • hai già CHIARO cosa condividi, a chi e perché;
  • vuoi diffondere un movimento di massa che smuove una fetta di persone verso di te in contrapposizione a quello che già viene condiviso ogni giorno sul mercato;
  • vuoi rafforzare la tua presenza online perché hai riscontrato che c’è disinformazione e vuoi fare chiarezza in merito ad un tema poco compreso e poco conosciuto;
  • hai già venduto dei prodotti o servizi in organico o comunque già sai che una fetta di persone è ben disposta e disponibile a voler spendere i suoi soldi per mettere mano a quello che proponi;

Allora solamente in questi contesti (se vuoi “monetizzare” la tua presenza online) prendere in considerazione lo Youtube Marketing è sicuramente una strada da percorrere.

Capisco che lì fuori ci possano essere dei pareri contrastanti.

Capisco che il desiderio di volersi cimentare nel video marketing per essere presente e quindi far sapere al mondo “ehi io ci sono!!” impelle dentro di te al punto tale da non riuscire a stare fermo.

Ma… e c’è un grande ma… conta poco essere presente se tutto quello che dichiari è sbagliato.

Te lo ripeto: conta poco essere presente se tutto quello che dichiari è sbagliato.

Aspetta, prima che tu possa giungere a conclusioni affrettate, permettimi di essere completamente onesto e sincero con te, altrimenti rischiamo di saltare a delle conclusioni precipitose.

Scusa ma tu Mik hai iniziato a fare video nel lontano 2016 e quindi hai usato il branding content… perché pure io non dovrei farlo?

Non sto dicendo che non devi farlo.

Dico solo che è importante essere assolutamente consapevoli di quello che si fa, altrimenti il rischio d’incappare in qualche errore o perdita di tempo è dietro l’angolo.

Io nel lontano 2016 ho iniziato a fare “timidamente” dei video con lo smartphone (e ti posso garantire che all’epoca non era usuale come oggi vedere un tizio parlare di fronte un cellulare) perché sapevo quello che stavo facendo.

Nel senso che ero consapevole del messaggio che volevo condividere nella nicchia del Network Marketing e che andava fatta subito chiarezza onde evitare di essere visti perennemente come dei “disturbatori seriali” che rompono le balle ad amici e parenti.

Avevo chiaro il contesto in cui si trovava la mia nicchia e del fatto che in pochi stavano prendendo in considerazione una via come quella che volevo intraprendere io, affinché potessi essere visto come un leader ed un punto di riferimento in quel contesto.

Poi nel tempo ho fatto le mie scelte ed ho trasformato quello da cui sono partito, ma il minimo comune denominatore che ha contraddistinto le mie intuizioni è stato sempre quello di ascoltare il mercato, sapere dove mi trovavo e cosa voleva il pubblico.

Ecco perché è letteralmente inutile pensare di fare youtube marketing se non si ha chiarezza di quello che si vuole proporre alle persone, perché ti devono ascoltare e cosa hai di diverso da offrire rispetto qualche altro “pesce grosso”.

Non è così banale come sembra riuscire a monetizzare la propria presenza online.

Ci sono persone che la fanno passare piuttosto facile ma non è così ahimè.

Non è che nel momento in cui apri un canale YouTube hai vagonate di iscritti, interazioni e commenti a non finire.

No, non funge così.

E’ molto importante avere chiaro quanto ti ho condiviso all’inizio di questo articolo, ecco perché tutto quello che condivido ha sempre una cognizione di causa dietro.

Come il fatto di saper vendere online, perché conosco davvero tantissimi YouTuber che da fuori sembrano chissà quanto fighi ma poi se andiamo a vedere il conto economico… quella è tutta un’altra storia.

Prima bisogna sapersi proporre e vendere, poi si passa a POTENZIARE quello che già sai fare egregiamente.

Non si fa mai il percorso a rovescio in cui intanto mi propongo online facendo qualcosa, poi vediamo cosa succede.

Questo approccio non porta mai a niente di buono “ahimè”! Specialmente nei giorni odierni. Il mondo è completamente cambiato, è tutto così veloce che starci dietro ormai sembra diventato IMPENSABILE, e basta mettere attenzione verso cose che non sono funzionali che… puf!! Ciao ciao buoni propositi e desiderio di fare soldi online.

Anche perché pure questo è un altro tasto dolente.

Non mi stancherò mai di dirlo abbastanza: prima si deve pensare a saper vendere, a validare una propria offerta o servizio e poi potenziare con i social network tutto quello che già stai costruendo.

E’ giusto sperimentare ma se non ho chiarezza di cosa sto facendo, se lo sto facendo bene, se riuscirò ad ottenere dei risultati concreti… poi va da sé che penserò che il mondo del business online non funziona.

Ci vuole testa e criterio ragazzi!! Testa e criterio!!

Poi se rientri tra coloro che:

  • ha già venduto un suo servizio o prodotto online;
  • ha un minimo di chiarezza su qual è il proprio cliente ideale;
  • sa quali sono i vari concorrenti, cosa fanno e come si muovono;
  • ha riscontrato del “movimento” su Youtube come “ricerca attiva” su delle specifiche “parole chiave” in merito a quello di cui ci si occupa;
  • ha ben chiara l’identità da voler trasferire al pubblico in contrapposizione a quello che viene comunicato “usualmente” da altri esperti di settore;

Allora prendere in considerazione la creazione di video online dentro un canale YouTube in cui si condivide in maniera strategica e strutturata la propria idea di mercato, passione o competenza con l’obiettivo di:

  • scardinare delle false credenze;
  • ricrearne di nuove;
  • far capire la propria idea di mercato al pubblico;
  • dare contenuto gratuito con l’obiettivo di far iscrivere le persone dentro ad un funnel di marketing;
  • prendere quota dentro specifiche parole chiave;

Va da sé che lo Youtube Marketing è qualcosa che puoi iniziare a prendere seriamente in considerazione.

In tal contesto c’è anche chi dice:

“Io non ho ancora creato nulla, so che ci sono delle specifiche ricerche per determinate parole chiave, voglio creare una mia presenza online per vendere in modo organico quello che propongo per poi spingere ancora di più… Quindi intanto inizio a creare contenuti, poi vediamo!”

Ecco, diciamo che non sono propriamente d’accordo su questo “modus operandi” perché toglie parecchio tempo in cui non sai poi se troverai modo di monetizzare quello che hai intenzione di realizzare.

Certo i contenuti restano sempre online ma quello che ribadisco da tempo è: prima la vendita, poi tutto il resto (specialmente se si parte da zero).

Perché va bene farsi conoscere ma è IMPORTANTE farlo nel modo giusto.

E questo è uno dei temi che tratto nella pagina che ti si apre cliccando qui >>

Precisata la mia “posizione” di pensiero in merito questo contesto, chiudiamo l’articolo con la promessa iniziale: 

Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

branding content youtube marketing

Del resto è bene mantenere le promesse, altrimenti sembra che io girassi intorno ai concetti primari senza andare dritto al sodo.

Ma in realtà tutto quello che ti ho condiviso vale per qualsiasi nicchia tu abbia intenzione di conquistare, perché l’approccio che ti ho condiviso ti permette di fare le cose con elevato criterio, capendo quello che si ha intenzione di fare, altrimenti il rischio di perdere la rotta, credere di fare le cose bene quando invece si sta andando da tutt’altra parte è dietro l’angolo.

Per questo motivo il mio compito (ed il compito dei miei contenuti di marketing) è proprio quello di fare chiarezza e ribadire le cose come stanno.

Primo di tutto “non perdere tempo”.

Ma specialmente…

Regola n.1 - riposiziona te stesso rispetto al pubblico che andrà a vedere il video

Questo concetto non vale solamente nella creazione di video o di branding content. Vale come regola nel mondo del marketing in generale.

Ancora prima di scrivere un contenuto o di registrarlo o di vendere… va riposizionata la propria percezione nella mente del pubblico, esattamente come ho fatto in questo articolo.

Sicuramente ho preso un giro lungo condividendo svariati concetti, ma di sicuro la prossima volta che ti approcci al mondo del marketing lo fai con un criterio ben preciso.

Perché il marketing è anche “previsione strategica”, non è solamente una tecnica da seguire e vediamo di avere più interazioni, commenti, condivisioni e vendite.

Tutto è una diretta conseguenza di quello che si fa.

Ecco perché mettersi nella condizione di riposizionare sé stessi rispetto al pubblico che andrà a visionare i nostri contenuti è FONDAMENTALE, perché nella sua testa scatta il meccanismo del tipo: “Ok ora so che Mik Cosentino la pensa così in questo caso.”

Come mai?

Le risposte successive alle varie domande verranno date dal marketing stesso.

E’ importante che tu prenda coscienza e consapevolezza di tutto quello che ti sto dicendo perché è il modo più PRATICO per sapere cosa stai facendo e perché.

Del resto il “blocco dello scrittore” o il “non so cosa dire di fronte la telecamera” è figlio anche di tutto quello che è emerso in questo contenuto.

Quante volte ti è capitato o hai sentito una cosa del genere?

Quante volte?

E c’è mai stato qualcuno che ha dissipato i dubbi in questo modo?

Probabilmente no.

Doveva farlo Mik Cosentino.

Ed ecco che ho riposizionato nella tua mente i temi del fare youtube marketing unito ai concetti condivisi dentro a questo mondo del business online.

Capito come ci si deve muovere per raggiungere il successo in quello che si vuole proporre?

Regola n.2 - parla come se fossi davanti ad un tuo amico al bar

In molti lo dicono ma in pochi comprendono come farlo nel modo corretto.

Vedi… il fatto di dire e di utilizzare il TU quando si crea un contenuto multimediale e non, è una cosa molto sentita, non è vero?

Dai ammettilo, l’avrai sentito dire non si sa quante volte… sicuramente avrai anche sentito la spiegazione che ha portato qualcuno nel mondo online diffondere questa “diceria”.

Ed è corretta, perbacco!! Nessuno dice il contrario ma in realtà… un conto è dire di utilizzare il TU e quindi un linguaggio colloquiale quando si vuole comunicare online, ed un conto è farlo percepire correttamente.

Questo è il segreto.

Torniamo sempre lì alla propria identità e quindi al branding content.

Sembra una parola molto facile da pronunciare ed anche molto semplice da capire ma… chissà come mai quando siamo di fronte quel foglio bianco o di fronte quella videocamera in cui dobbiamo trasferire qualcosa di noi… boh è come se la teoria andasse a farsi benedire e si cerca di scopiazzare l’approccio di un nostro concorrente o di una persona che stimiamo perché vediamo che è abile e quindi anche noi vogliamo ottenere i suoi risultati.

E’ giustissima l’arte di osservare cosa fanno gli altri ed emularla nel proprio contesto ma… non sempre funziona.

Non sempre è la cosa giusta.

Sai perché? Il pubblico se ne rende conto, è questo il punto.

Il pubblico si rende conto quando ha a che fare con una persona autentica che dichiara le sue più intime intenzioni anziché tentare di copiare qualcuno sperando di raggiungere quello che desidera.

In questo 2022 non serve fare finta di sembrare qualcun altro per raggiungere fantastici risultati.

Purtroppo questa è la trappola in cui la maggior parte di chi vuole fare il content creator sbaglia: ricordiamoci che le persone hanno delle emozioni, hanno un’identità… pertanto basta poco per creare delle solide relazioni. Non serve fingere.

Questo è il segreto nel youtube marketing: creare delle relazioni VERE con i propri fan.

I like, i commenti, le visualizzazioni, le condivisioni non sono solamente dei semplici NUMERI. Sono delle vere e proprie persone che interagiscono con te piuttosto che con qualcun altro perché tutto ciò che stai condividendo trova un reale interesse da parte del pubblico disposto e disponibile a seguire te piuttosto che altri.

Peccato che pur sembrando una cosa così banale, sono veramente pochissimi coloro che la prendono in seria considerazione.

Tu lo farai?

A seconda della tua decisione dipenderanno le sorti di quello che è il tuo business futuro.

Regola n.3 - Rilassati!

“Eh fosse facile per chi già sa stare davanti ad una telecamera!!”

“Ma il peggio poi è leggere i commenti di tutti coloro che mi lasceranno un loro pensiero o giudizio del contenuto condiviso…”

“Se all’inizio di questo contenuto pensavo a come poter far crescere il mio canale youtube fino alle stelle… ora non è che sono così tanto convinto di aprirlo visto che ci sono tutta una serie di conseguenze…”

Già… conseguenze.

In realtà non sono niente di che, anche perché alla fine è solamente ciò che pensiamo accade dentro la nostra mente. Spesso è lì che scatta tutto ma nella realtà dei fatti non è affatto così.

Infatti quello che ti consiglio di fare a te che sei arrivato a visionare questo contenuto fino a questo punto è che nel momento in cui stai per realizzare un video multimediale, immagina quello che una persona si sta chiedendo nel non essere ancora riuscita ad affrontare o superare un problema che invece tu sai come arginare.

Non stare a riflettere a quello che penserà di te, a come ti giudicherà, a come verrai visto e tutta una serie di cose simili.

No non pensarlo.

Piuttosto focalizza la tua attenzione su immaginare cosa frulli nella testa del tuo potenziale cliente, e dillo come se fossi al bar con lui senza doverti costruire una presenza che non hai.

Rilassati e sii te stesso.

Questo sarà l’approccio che vincerà su tutto, puoi starne certo!!

Veloce riepilogo Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

Prima di salutarci e lasciarti nella creazione dei tuoi contenuti che ti invito a realizzare solo se ad oggi hai già una chiara idea di come vuoi essere percepito e di quello che desidera realmente il pubblico… è bene ricordare i punti chiave fino qui trattati onde evitare di commettere qualche errore di valutazione e quindi perdite di tempo, rabbia ecc.

Ricorda queste 3 cose:

  1. Regola n.1 – riposiziona te stesso rispetto al pubblico che andrà a vedere il video
  2. Regola n.2 – parla come se fossi davanti ad un tuo amico al bar
  3. Regola n.3 – Rilassati!

No stress nella creazione di video multimediali ma solamente divertimento, strategia e monetizzazione.

Questo è il giusto approccio che devi possedere nel momento in cui vuoi sfruttare con criterio la potenza del youtube marketing.

A tal riguardo penso che il video che trovi qui di seguito possa aiutarti nel rafforzare quanto abbiamo visto fino adesso.

Buona visione!

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Capisco che questo articolo sia stato piuttosto lungo e che non sono andato subito a condividere le 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti.

Ci tenevo particolarmente a fare chiarezza su di un tema che fintanto che non viene appreso e metabolizzato al meglio… è difficile approcciare nel modo adeguato.

Prima di realizzare qualsiasi contenuto multimediale si deve essere capaci di vendere.

Poi (se e solo se la propria nicchia lo sta cercando attivamente) si possono creare contenuti video strutturati in modo da innescare il giusto intrattenimento, il giusto interesse e stimolare la propensione d’acquisto.

In tutto ciò sono da considerare pure gli aspetti di lead generation ma di questo ne parleremo in un’altra puntata 😉

Poi nel momento in cui hai chiaro come creare la giusta strategia, sei anche in grado di sfruttare appieno le 3 regole per iniziare a creare i tuoi video contenuti che ti ho condiviso in questo SUCCOSO contenuto.

Se conosci qualche tuo amico o collega che potrebbe trarne beneficio dalla sua lettura, sentiti libero di condividerlo senza problemi, questa sarà cosa assolutamente gradita!

Il Content Marketing è INUTILE se non sai VENDERE. Te lo dice Mik Cosentino

content marketing mik cosentino

Se è la prima volta che capiti sul mio sito e ti stai chiedendo se ha realmente senso ascoltare quanto ha da condividere questo Mik Cosentino, allora ti invito a dare un’occhiata qui >>

In tal modo ti rendi conto chi sono, cosa faccio e quelli che sono i Mik Cosentino Corsi.

Del resto quando si vuole creare un contenuto di marketing, la prima cosa da fare è “chiarire” la propria posizione, specialmente nei confronti di un pubblico che magari non ci conosce e non ha la ben che minima idea di chi siamo e cosa facciamo.

Proprio quello che ho fatto un attimo fa.

E sulla falsa riga dell’attuale condivisione, il tema di cui voglio parlare con te oggi ha a che vedere con un argomento che a volte viene sotto considerato ma che la maggior parte delle persone che giustamente si trovano a voler condividere il loro sapere nel mondo del digital marketing pensano sia “cosa buona e giusta”.

Il content marketing è INUTILE se non sai vendere. Te lo dice Mik Cosentino in un video estratto dal mio canale You Tube che ti invito a visionare per farti capire nel dettaglio il significato di quest’argomentazione piuttosto controversa.


Quello che ho condiviso nel video è stato estrapolare un aneddoto che mi è REALMENTE successo quando ero agli albori della mia carriera come digital marketer ed
InfomarketingX era ancora nei miei lontani pensieri.

Il punto è questo: se abitui troppo bene un pubblico di persone a ricevere contenuti gratuiti su contenuti gratuiti senza alcun orientamento alla vendita… poi succede che il giorno in cui “giustamente” proponi qualcosa che possa portare ULTERIORE valore percepito al tuo pubblico (anche già pagante) dietro compenso economico, poi ti ritrovi i forconi puntati sulle chiappette.

Posso assicurarti che ci rimani piuttosto male dopo oltre un anno di supporto (non dovuto) erogato proprio per prendere a cuore il successo di ogni singolo partecipante ad un programma di formazione che ora è molto diverso rispetto all’epoca.

La cosa sconcertante è che avevo a che fare con un pubblico che già stava ricevendo MOOOLTO di più rispetto quello che invece aveva pagato e la stragrande maggioranza di questi aveva pure ottenuto risultati ripagando ben oltre l’investimento profuso per entrare in quel programma formativo.

Ho voluto precisare questa cosa perché già dall’inizio della mia carriera in questo mondo ho dato sempre dei contenuti che in qualche modo portassero nuovi risultati a chi intraprendeva il viaggio – premura che ad oggi sembra completamente persa da coloro che propongono situazioni potenzialmente simili a quello che faccio io da anni a questa parte.

Vabbè, a parte questo, nell’aneddoto che ti ho condiviso, per certi versi ero entrato nel “loop” del fai contenuto che un giorno le persone te ne saranno riconoscenti.

Ah sì ho visto!

Ma ci sta, alla fine ognuno di noi reagisce in modo differente a seconda del contesto e se io Mik Cosentino dovessi trovare un ERRORE che ho commesso all’epoca è stato proprio questo: dare di più di quello che una persona si aspettava di ricevere con la “pretesa matematica” che – in quel caso – avrebbero accolto positivamente una mia offerta futura.

Purtroppo non è stato così (e lo avrei accolto se non li avessi considerati minimamente) ma forse come dice un detto “più tratti male una persona e più ti considera”.

Sia chiaro: quanto ho appena condiviso è solamente una citazione del mondo “popolare”.

Ma forse in quel caso Mik non hai saputo vendere bene...

Probabile.

C’è da dire che quello appena condiviso mi pare un pensiero piuttosto azzardato ma è plausibile sulla base di quanto ho esordito in questo contenuto – che ovviamente è GRATUITO – ma tra un po’ ci metterò un link per farti scoprire come riuscire a vendere sabbia pure ai beduini.

In fondo se sai fare questo (vendere della merce a chi in realtà ne ha già in abbondanza) non hai bisogno di crearti un eccessivo contenuto intorno i tuoi materiali di marketing – ma questo lo andremo ad analizzare a tempo debito.

Quindi la vera domanda che ci dovremmo porre è: cosa vuol dire fare content marketing in questo mondo digital?

La cosa sembra molto semplice, per alcuni addirittura banale, ma durante questi tempi così veloci, nel 2022 le cose non saranno più quelle di sempre.

E non lo dico per fare una profezia autoavverante, lo dichiaro per tutta una serie di eventi che stanno succedendo nel mondo online, un mondo che sta evolvendo alla velocità della luce, in cui nascono opportunità dietro ogni dove e allo stesso tempo implodono in loro stesse se non vengono gestite in misura corretta.

C’è chi spinto da qualche moda del momento o visionando qualche trend di mercato (senza capirne il reale funzionamento) segue ed emula persone incontrate per caso immaginando che tutto andrà bene ma… potrà mai andare bene seguire uno sconosciuto?

Cioè capiamoci: seguiresti mai una persona incontrata per caso se:

  • non ti ispira fiducia
  • non ti rassicura
  • non si palesa esperto in quello che dichiara
  • non ha casi studio da mostrare per essere un minimo coerente
  • non ha a cuore il reale successo delle persone

Te lo richiedo: seguiresti mai una persona che farebbe le cose solamente tanto per guadagnare online senza avere a cuore i benefici del proprio cliente ideale?

Considera una cosa: quanto sto condividendo ha una reale attinenza con il content marketing, perché per quanto sia vero dire che la creazione di contenuto segue la nicchia in cui ci si trova, il cliente a cui ci si rivolge e i problemi che si vogliono risolvere…

… in tutto questo se non hai a cuore le recensioni delle persone che parlano di te, dei tuoi servizi, corsi o quello che sia… beh puoi anche allontanarti da quello che faccio perché abbiamo dei principi e valori morali completamente distinti.

Per me in InfomarketingX (ed in ogni progetto che seguo) è FONDAMENTALE avere a cuore l’interesse e la cura di chi decide di investire su di me e su quello che ho creato e sto creando.

Mi sentirei veramente a disagio nel sapere di vendere informazioni (e di conseguenza trasformazioni) che però non sono in grado di fare nulla nella vita di chi le applica.

Ecco perché fare un video al giorno come strategia di digital marketing non sempre ha senso

strategia digitale


Il punto è questo: se tutto quello che ho da condividere non è minimamente finalizzato alla vendita di un prodotto o servizio e i contenuti gratuiti che realizzo non sono strutturati tali per cui vanno a smontare delle false credenze, ne creano di nuove potenzianti e stimolano la percezione umana a dire “
cavoli forse dovrei saperne di più e quindi dovrei valutare l’idea d’investire o comunque di spendere”, allora tutto quello che sto creando come content marketing è realmente debole.

Non è facile accettare e fare proprio questo cambio di paradigma ma in realtà è la base da cui dobbiamo partire per renderci conto che “occupare” il proprio tempo a fare delle azioni che non sono orientate al giusto risultato è un rischio che in teoria NESSUNO dovrebbe prendersi.

Dentro a questo mondo del digital marketing si ha la credenza che sia per forza di cose necessario creare dei contenuti gratuiti o comunque “farsi sentire il più possibile” dalla propria community o social network che siano, che in qualche modo le persone si interesseranno e vorranno avere maggiori informazioni su quanto stiamo portando avanti.

Ma dire “quanto sia preziosa la nostra sabbia rispetto quella dei Beduini non la rende di certo speciale ed unica”.

Serve fare un’altra cosa che rivelo passo passo nella pagina che ti si apre cliccando il pulsante qui sotto.

Piccolo spoiler: ti renderai conto del motivo di questo paragone nel momento in cui leggerai la pagina linkata poco fa.

Ovviamente quello che sto dicendo potrebbe far intendere che si deve focalizzare la propria attenzione UNICAMENTE sulla vendita e quindi lasciar perdere la parte di contenuto ma… poi anche qui il pubblico di riferimento potrebbe restare un po’ diffidente e dire che “si pensa solamente ai soldi” se si punta tutta l’attenzione sul “vendere, vendere e ancora vendere” senza considerare l’aiutare coloro che non riescono a capire come muoversi a riguardo in un contesto che non conoscono.

Ed ecco che sorge il dilemma del content marketing: quando creare contenuto gratis e quando vendere?


Chi lo sa? A questa domanda sembra non esserci un’adeguata risposta quando invece il nocciolo della questione è da ricercarsi a capo della strategia di
marketing stessa.

Fare un video al giorno per coprire dello spazio disponibile come visibilità online (essa sia derivante dai social network piuttosto che da un canale YouTube o podcast) poco cambia.

Perché fino a quando non si ha la ben che minima idea di cosa dire, come dirlo e con quale obiettivo per farsi conoscere e offrire una soluzione specifica ad un pubblico di persone che potrebbe avere bisogno di quello che sappiamo, il content marketing non potrebbe mai e poi mai trovare un’adeguata applicazione.

Ma nel momento in cui seguirai la lista che ti sto per condividere sarai in grado di capire quando fare content e quando è il caso di vendere, ma anche qui va capito COME fare contenuto e come fare vendita dall’altro, perché se poi rischio di dare più attenzione ad un contesto piuttosto che un altro posso vanificare tutto quanto.

Se invece seguirai quanto sto per dirti sarai capace d’innescare il giusto equilibrio all’interno del tuo ecosistema di marketing.

  • Non iniziare a creare contenuti gratuiti se quello che vuoi condividere non ha visto ancora il becco di un quattrino (il tuo prodotto o servizio offerto deve essere già stato venduto a qualcuno prima di proporre la minima offerta sul mercato altrimenti rischi di dare vita a qualcosa che nessuno vuole)

  • Focalizza SEMPRE l’obiettivo della tua comunicazione e perché mai una persona dovrebbe ascoltarti. Rispondi alla domanda: perché dovrei continuare ad approfondire l’argomento?

  • Cosa c’è di realmente speciale in quello che vuoi condividere? Risolvi un problema specifico in un specifico modo oppure hai qualche dubbio a riguardo?

  • Quanta esperienza hai dalla tua parte tale per cui un pubblico sarebbe ben contento di seguirti?

  • Hai mai venduto qualsiasi cosa (oltre quello che vuoi condividere gratuitamente come informazioni)?

  • Saresti in grado di “vendere” le informazioni che daresti gratuitamente? Nel senso: in una scala da 1 a 10 quanto riusciresti a convincere una persona a seguire quello che hai da condividere anziché fare dell’altro?

  • Non cadere nella trappola del dare molto contenuto che però non è strutturato per stimolare l’acquisto del pubblico – rischieresti di perdere solamente tempo e vivere dentro una “subdola” illusione

  • Hai definito in modo preciso ed univoco il pubblico a cui condividi la tua comunicazione?

  • Sei al corrente dei vari concorrenti presenti nella tua nicchia? Non fare finta di essere l’UNICO a proporre qualcosa di “innovativo” se non monitori il mercato. Fai attenzione alla trappola dell’ego, è MICIDIALE.

  • Da quanto tempo sono presenti e cosa offrono? Osserva bene.

  • Hai individuato il “percorso mentale” che il tuo cliente dovrebbe fare per rendersi conto che ha bisogno di quello che offri o comunque di un prodotto o servizio specifico per superare i suoi ostacoli e raggiungere più facilmente quello che ad oggi non ha piuttosto che prostrarsi dinanzi ai tuoi concorrenti?

Ora… prenditi del tempo per meditare e riflettere su quanto ti ho condiviso perché si tratta di un qualcosa che potrebbe darti MOOOLTO fastidio – e se succede BENE così perché vorrà dire che ho toccato delle note dolenti.

Del resto la mia fama mi precede, quindi chi mi conosce sa che a volte dico cose che possono far male, ma quando succede è per far SPALANCARE gli occhi onde evitare di commettere ERRORI inutili.

Perciò tornando al discorso della lista di concetti e domande condivisa, è stata messa a disposizione per farti riflettere su cosa vuol dire un concetto soltanto: l’importanza di trovare un giusto equilibrio tra content marketing e vendita.

Infatti la strategia di marketing può realmente aiutarti


A prescindere da quello che è il servizio o prodotto condiviso, in ogni meccanismo di marketing e non che si rispetti, ci sono tutta una serie di step da tenere in considerazione onde evitare di muoversi alla cieca piuttosto che ad esempio (questa è quella più sentita) cominciare ad aprire un gruppo facebook o telegram e dare contenuto piuttosto che fare video su video sperando che possa accadere qualcosa.

La realtà dei fatti è che la vendita non accade dalla sera alla mattina.

La vendita non avviene così tanto perché è fisiologica.

La vendita deve essere “indotta” in qualche modo e fare un video al giorno piuttosto che creare contenuto gratuito in un gruppo, non fa di questa costanza un elemento vincente.

Tutto dipende da come nasce, da qual’è il messaggio di marketing, da qual’è il pubblico coinvolto e perché una persona dovrebbe continuare a decidere di “barattare” il suo tempo per delle informazioni di valore o di dare dei “soldi” per raggiungere più velocemente un risultato.

Se in questo contesto non tengo conto di aver già venduto quello di cui voglio parlare online e mi sforzo a creare tutta una serie di hype, di interesse, di intrattenimento su un qualcosa che poi magari il pubblico non è nemmeno invogliato a comprare… beh rischio di fare seriamente un buco nell’acqua.

Ecco perché all’interno di InfomarketingX ribadisco spesso questo concetto, perché di base è quasi sempre poco considerato.

  • prima devo sapere in che mercato voglio operare
  • poi posso analizzare la situazione per rendermi conto di quale possa essere la miglior soluzione da prendere in considerazione
  • l’impacchettamento di un’informazione, prodotto o servizio, spesso viene completamente sbagliato perché si crede che in ogni contesto in cui ci si trova (natura del business) valgano le stesse identiche regole – in linea di principio è anche corretto ma poi devono essere adottate delle “correzioni” per far funzionare il tutto al meglio.

Ed è proprio in questo frangente che si precipita nel “generalizzare” pensando che:

  • creare una pagina social
  • farci dei contenuti sopra
  • aprire un canale youtube
  • registrare dei video
  • aprire un blog
  • scrivere degli articoli
  • aprire una mailing list
  • fare delle email
  • aprire una community
  • realizzare dei post

Sia la strada giusta per farsi vivo e cominciare poi ad attirare attenzione in quello che è il proprio contesto personale e a cascata fare vendite a manetta come se non ci fosse un domani.

Non sempre è giusto procedere in tal senso SPECIALMENTE se ogni azione non è orientata alla vendita.

Non ha MINIMAMENTE senso essere presenti online se non si ha un pizzico di attitudine alla negoziazione.

Non sono i like o le visualizzazioni che ti fanno guadagnare sul web.

Come non sono nemmeno i commenti e le condivisioni a farti arrivare soldi sul tuo conto corrente.

C’è bisogno di molto di più ad oggi.

E non si tratta nemmeno di fare “branding” o qualche “sponsorizzata per copertura” tanto per attirare l’attenzione.

No.

C’è prima da capire la giusta impalcatura di marketing da realizzare che possa sorreggere tutto il meccanismo di vendita che porta una persona a voler REALMENTE comprare un prodotto o servizio, per poi passare alla fase in cui si creano una serie di contenuti con l’obiettivo d’innescare interesse ed attenzione intorno, mirati a convincere che quello che abbiamo da offrire è realmente la cosa migliore per quella persona.

Il content marketing e la vendita devono andare di pari passo.

Uno non esclude l’altro.

Se poi vengono fusi nel giusto mix tale per cui nel momento in cui una persona visiona del materiale gratuito e ne rimane sempre più interessata al punto da voler accedere ai contenuti a pagamento… ecco che si è innescato il giusto compromesso.

Chiaramente tutto questo non lo si può fare dalla sera alla mattina, non lo si può improvvisare, così come non si può improvvisare la vendita.

Ecco perché prima è bene partire da lei, così la conosci, ci prendi confidenza e alla fine ti rendi conto che non è nemmeno così pessima come qualcuno ti ha raccontato in qualche momento della tua vita.

Non serve essere insistenti.

Non serve avere la parlantina.

Non serve nemmeno indossare giacca e cravatta.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Lo riconosco, questo articolo è stato piuttosto argomentato ma in tutto questo non ci dobbiamo dimenticare UNA cosa, forse quella più importante su TUTTE, che se io non ho inteso che dentro ad una specifica nicchia è REALMENTE richiesto quello che voglio condividere e proporre… a poco serve parlare di content marketing e vendita.

Queste due facce della stessa medaglia trovano applicazione nel momento in cui portano avanti la conoscenza e l’approfondimento di temi che sono richiesti dentro la nicchia specifica.

Ma anche di questo contesto ne parleremo a tempo debito.

Per il momento impara a vendere perché se lo saprai fare, poi estrapolare dei contenuti gratuiti mirati ad intrattenere, invogliare e convincere si riesce a realizzare senza troppa difficoltà.

Ma provare a creare contenuti senza saper vendere… ti dico già che è una battaglia persa ancor prima di iniziare.

Poi c’è anche chi lo fa – seppur (sotto sotto) tenta comunque di proporre qualcosa in modo “timido”.

Pure qui si potrebbe aprire un capitolo infinito…

PPS. Chiaramente quando parlo di vendita non mi riferisco ad un venditore di pentole o ad una persona insistente.

Mi riferisco a dei criteri che potrai approfondire tu stesso cliccando qui >>

PPPS. Se ti stai chiedendo come puoi trovare un adeguato compromesso tra il fatto di creare contenuto, come e quando veicolarlo senza risultare dei venditori di pentole ma peggio ancora dei buon SAMARITANI che tutto offrono innescando poi nel pubblico pure un senso di “pretesa” a prescindere… continua a seguirmi perché nelle prossime uscite settimanali avrai ulteriore chiarezza su questi aspetti apparentemente scontati ma poco compresi.