Il futuro del Marketing Online nel 2022 | l’opinione di Mik Cosentino

marketing online 2022

Forse in parecchi si stanno aspettando una mia “previsione” in merito al mondo del marketing online e di quella che sarà la sua evoluzione da questo 2022 in poi.

In tutto ciò una cosa è certa: non ci sarà una fine del marketing online e della vendita in generale di informazioni sul web.

Seppur ad oggi sembra essere tutto molto “scontato e prevedibile” ciò che ho riscontrato fare una grande differenza è nel “come” le varie informazioni vengono veicolate.

La faccio ancora più semplice.

Da diversi mesi a questa parte, parlare di NFT sembra essere una cosa “quasi normale”.

Perché dico “quasi”?

Perché ancora questi NFT non sono un qualcosa ben radicato nella mente delle persone.

Ancora c’è chi continua a nutrire dello scetticismo a riguardo, pensando che sia solamente una bolla e che presto o tardi tutto imploderà.

Potrebbe succedere.

Come potrebbe anche non succedere.

Chi lo sa?

Mik Cosentino (forse) eheheh

Ad ogni modo se ad oggi non hai chiaro cosa sono questi NFT, ho scritto diversi articoli che puoi andare a visionare cliccando qui >>

Sono piuttosto cicciosi quindi prenditi del tempo per analizzarli a dovere 😉

Tornando sul discorso centrale di questo articolo…

Il Marketing Online è morto? No, si sta solamente evolvendo


Da che mondo è mondo, le persone continueranno a comprare prodotti, servizi ed informazioni a prescindere da quello che succederà sul pianeta.

L’acquisto e la vendita di informazioni resta e rimane un meccanismo presente dentro le nostre vite e nella vita delle persone.

Ci sono così tante nicchie di mercato che pensare che un giorno si fermerà tutto… vuol dire che a quel punto forse non ci sarà più alcuna possibilità di vita su questa terra.

Ma siccome siamo molto distanti (quantomeno me lo auguro) da questo scenario… ciò che ad oggi potrebbe far percepire morto il marketing online risiede nel fatto che le informazioni sono diverse, sono maturate, o meglio si stanno evolvendo sotto un’altra dimensione.

Il marketing non è cambiato, i principi di funzionamento rimangono sempre quelli, ciò che sta cambiando e che continuerà ad evolversi risiede proprio nel cosa viene comunicato e come viene veicolato da ogni realtà che utilizza in modo massiccio gli strumenti digitali per promuoversi.

Una cosa di cui mi sono reso conto negli ultimi periodi riguarda il livello di consapevolezza delle persone.

Oltre al fatto che la “novità” vende sempre (più o meno) ciò che molti continuano a non capire è proprio il concetto di “sofisticatezza”.

Il mercato (e quindi gli utenti che ne fanno parte) hanno aumentato il loro livello di conoscenza delle informazioni e dei vari meccanismi di marketing.

Se diversi anni fa fare pubblicità online non era per tutti… oggi è molto più semplice aprire un business manager ed iniziare a pagare facebook per delle inserzioni che rimandano su una pagina cattura contatti.

E’ molto più semplice non perché le piattaforme utilizzate sono più semplici ma perché questi argomenti condivisi sono di usuale utilizzo.

Infatti i termini che ho appena utilizzato, sicuramente per te che stai leggendo questo articolo non saranno sicuramente nuovi.

Saranno situazioni che hai già sentito proprio per il fatto che la tua consapevolezza è decisamente più alta rispetto al passato.

Ed è proprio in questo contesto che si sente dire una cosa piuttosto “insolita”: 

Mik la mia optin page non converte più!! Le persone non si iscrivono!! Non comprano più online!!


Eppure fino a qualche tempo fa sembrava tutto così semplice e quasi scontato… mentre adesso… adesso non è affatto così.

Se prima potevi mettere in piedi una pagina cattura contatti anche poco curata dove la comunicazione non era nemmeno tanto “in copy”, ad oggi bisogna evitare di fare dei cloni di altri cloni presenti online.

Quando parlo di sofisticatezza intendo quello che ho appena condiviso.

Gli stessi “modelli pronti all’uso” che potevano essere condivisi diverso tempo fa online per rendere più veloce, semplice ed efficace la realizzazione di un funnel di marketing… ad oggi non è detto che siano ancora efficaci.

Sicuramente funzionano MA bisogna metterci del proprio. Bisgona renderli “personali” con un proprio “guizzo” comunicativo.

Cosa che non sempre le persone che si muovono online hanno, perché si avvicinano con l’idea di fare soldi facili senza troppa fatica.

Peccato che il business online non sia così come appena descritto, è molto diverso in realtà.

Se vogliamo dirla in maniera diversa e ancora più netta, è come se per certi versi il livello di difficoltà fosse aumentato.

E quando le cose diventano difficili da raggiungere cosa succede?

Le persone tendono a dire che l’uva è acerba (proprio come farebbe la volpe).

Aspetta. Non sto dicendo che tu abbia questo pensiero, ma le persone tendono a generalizzare dei concetti quando fanno fatica ad ottenere quello che desiderano, e nel momento in cui non riescono a raggiungere dei risultati sperati si arriva subito a conclusioni affrettate.

Del resto è lo stesso meccanismo di coloro che essendo rimasti scottati con gli NFT dicono che sono una bolla ed è meglio starci alla larga.

Vale lo stesso identico meccanismo pure in altri contesti.

Quindi cosa fare per superare questa fase di stallo?

Bisogna ritornare ai fondamentali.

Quanto è impattante il tuo marketing online? Questa è la domanda da porsi in questo momento storico


In realtà la domanda appena condivisa andrebbe considerata SEMPRE, a prescindere dal momento attuale in cui il pubblico è molto più attento rispetto al passato.

Ma quando il gioco si fa duro, bisogna ricordarsi ogni singolo passaggio.

Specialmente il motivo che le persone devono avere per entrare in contatto con te.

Che motivo hanno di seguire quanto condividi?

E’ qualcosa di realmente accattivante, allettante e interessante?

Oppure si tratta di una cosa già sentita e risentita?

E’ normale che i costi pubblicitari ad oggi siano più alti e che la competizione abbia un livello maggiore. Come è anche normale che ad oggi riesce a vincere la concorrenza chi è in grado di sovra spendere il proprio nemico.

Del resto questo concetto non l’ho inventato io e si è sentito dire in passato.

Concetto che vale molto di più oggi stesso.

Se non sei un neofita e già da tempo hai mosso i tuoi passi online e ti sei creato una solida presenza, le persone ti riconoscono per quello che fai ecc… quindi se hai seminato bene, oggi dovresti essere nella condizione di reggere bene il colpo.

Ma se è la prima volta che ti muovi online e hai timore di non riuscire ad emergere o a fare una brutta fine… devi partire sempre dal perché.

  • Perché vuoi proporti online?
  • Perché una persona ti dovrebbe seguire?
  • Perché qualcuno dovrebbe dare seguito a quello che dici?
  • Perché proprio te e non un’altra persona?

Capisco che le domande appena condivise possono sembrare anche banali… ma in realtà è proprio dalle domande banali che nascono interessanti situazioni che fanno riflettere su cosa focalizzare la propria attenzione.

Non dobbiamo mai e poi mai farci fregare dai nostri dubbi e percezioni in merito al marketing online.

Quello c’era, c’è e ci sarà.

L’unica cosa che cambia è la difficoltà di sapersi muovere con successo in questo 2022.

Non è così scontato come sembra.

Ecco perché riprendere in mano concetti della persuasione scritta oltre che di come si veicola una comunicazione nei social network ad oggi, è la cosa più importante in assoluto.

Senza di quella a poco ci fai.

Pertanto quando senti persone che gridano:

  • oggi fare marketing online è impossibile!!
  • le persone non comprano più!!
  • i meccanismi di digital marketing sono inutili nel 2022!!

E tutte queste diavolerie simili… ricorda chi dice cosa e perché parla così.

Vai sempre oltre quello che viene condiviso.

Vai oltre…

Mik ma non mi hai detto qual è il futuro del marketing online nel 2022!!


Il futuro è quello che ci creiamo con le azioni che facciamo.

Non bisogna essere scontati e prevedibili.

Si deve dare un forte motivo alle persone di seguire quello che tu hai da condividere, perché non basta più dire che c’è un corso gratis.

Sono da giustificare tutta una serie di dinamiche che permettono alle persone di prendere sul serio quello che dici.

Poi di sicuro il mondo degli NFT porterà una svolta molto importante ma… non potranno essere applicati ed utilizzati in tutti i vari contesti.

Quello che però deve rimanerti come concetto è che ad oggi bisogna essere in grado di comunicare in maniera più d’impatto senza essere volgari o ridondanti.

Non è facile ma nella pagina che ti si apre cliccando qui >> puoi avere un assaggio.

Al tuo successo,

Mik 

P.S. La cosa interessante di tutto questo è che a breve ci sarà un’importante novità in casa InfomarketingX.

Noi a differenza di tutti coloro che sono all’interno della nicchia della formazione online, anziché uscire ogni mese con dei prodotti nuovi ecc (ci sta, non sto dicendo che sia sbagliato) a breve ne verremo fuori con qualcosa che lascerà TUTTI quanti letteralmente a bocca aperta.

E’ solamente questione di tempo, poi una volta usciti… ci seguiranno a ruota così com’è sempre successo.

Lo ripeto: è solamente questione di tempo 😉

Poi più avanti (a breve) condividerò qualche dettaglio più intimo.

Perciò stai in campana, mi raccomando!

Come gli NFT rivoluzioneranno il Business Online | Intervista RTL 102.5

intervista rtl 102.5 mik cosentino nft

Chiunque si ostini a credere che gli NFT non cambieranno le regole del gioco… rischia di trovarsi ad avere la stessa identica percezione di coloro che credevano che i social network avrebbero chiuso i battenti.

Già…

Ovviamente io Mik Cosentino non mi reputo un chiaroveggente che sa prevedere con largo anticipo gli andamenti del mercato, ma una cosa è certa: gli NFT rivoluzioneranno il mondo del business online (e non solo).

Prima di entrare nel vivo di questo articolo, permettimi di spendere due parole sulla mia persona.

Sono dentro al mondo del digital marketing dal lontano 2015 e in questi anni ho visto sulla mia pelle e sotto i miei occhi come sono cambiati ed evoluti i social network: strumenti che lentamente ma inesorabilmente hanno preso letteralmente (quasi) il controllo della nostra vita.

So che quanto sto condividendo pare essere un’affermazione piuttosto forte ma è un dato di fatto.

Ormai non si riesce a fare a meno di vedere cosa posta la gente su Facebook, Instagram, TikTok o seguire notizie su Twitter o YouTube.

Per quanto il loro utilizzo può essere differente a seconda di chi lo usa, chiunque sa cosa sono gli strumenti appena condivisi.

Cosa un pelino diversa per quanto riguarda gli NFT, comunemente visti come “immaginette”.

Anche su questo aspetto tra un attimo ci tengo a fare chiarezza.

Stavo dicendo che mi occupo di business online dal lontano 2015 e ad oggi ho dato vita ad una mia realtà online che si chiama InfomarketingX, un’azienda letteralmente digitale che si occupa di condividere ad ogni singolo studente come digitalizzare una propria passione, competenza o ramo d’azienda grazie all’infomarketing.

Di questo aspetto ne ho parlato in diversi articoli che puoi visionare cliccando qui >>

Cosa sono questi NFT? Lo rivela Mik Cosentino


Tornando al nocciolo del discorso, ultimamente si sta sentendo parlare assai di NFT – e le persone, anche quelle un po’ scettiche (proprio com’è accaduto nel lontano 2007/2008 – sono un po’ restie. C’è chi si guarda con circospezione per capire quali sono i rischi ed i benefici, chi invece ci è entrato a capofitto senza però capirne i meccanismi, e chi invece ne sta alla larga perché ha fatto le scelte sbagliate.

Come in tutte le cose nuove, bisogna conoscerle prima di muovere un solo passo. Ecco perché con questi articoli ed interviste che sto tenendo da diversi mesi a questa parte, il mio obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico su questi temi, perché è necessaria chiarezza.

Rispondendo molto semplicemente alla domanda cosa sono gli NFT – tradotto in gergo tecnico – vuol dire “Non Fungible Token” ovvero dei token non fungibili. E detta così vuol dire tutto e vuol dire niente.

Ma il concetto è questo: l’NFT altro non è che un “gettone” (passami il termine – lo dico per semplificare) non sostituibile con nessun altro. Si tratta quindi di un qualcosa che non può essere copiato perché è UNIVOCO.

Se le cryptomonete sono delle monete digitali e basta, gli NFT invece acquisiscono un valore importante a seconda delle utilità che gli vengono assegnate.

Ecco perché non tutti i progetti di NFT che vengono lanciati lì fuori sul mercato, non sempre sono realmente efficaci, proprio perché se le utilità che gli vengono assegnate non percepiscono valore in chi le acquista… va da sé che nessuno vuole spendere i suoi soldi per qualcosa di inutile che mai utilizzerà.

Mi pare lineare come pensiero.

Allo stesso modo funziona con gli NFT.

“L’immaginetta” che si vede, rappresenta solamente una punta dell’iceberg, perché dietro c’è davvero molto di più.

Infatti ho voluto approfondire questo tema all’interno di una piacevole intervista che ho tenuto a RTL 102.5 in cui ho parlato proprio di questo argomento.

Ecco qui il riepilogo dell’intervista:


Quello che la maggior parte delle persone non arriva a capire subito, riguarda proprio il fatto che gli NFT prendono valore a seconda delle utilità che gli vengono assegnate dai creatori del progetto stesso.

Più si crea un’esclusività che è REALMENTE percepita dagli stessi utilizzatori, meno saranno disposti e disponibili a cedere la proprietà di quell’NFT.

Inoltre se l’accesso agli stessi NFT viene limitato come numero di quantità e di prezzo accessibile… va da sé che incrementano il valore percepito al punto tale da spingere nuovi interessati a metterci mano.

Quindi l’immagine in sé e per sé non è che abbia un valore particolare, se non che nelle utilità che permette di ottenere – cosa che diversamente non sarebbe accessibile.

Pertanto si può dire che l’NFT è uno strumento che può realmente rivoluzionare il mondo del business online e non solo.

Tuttavia c’è un ERRORE banalissimo che viene commesso (ed è pure idiota) nel mondo NFT


“Tiè mi sono salvato l’immaginetta, ora anche io posso avere tutti i vari privilegi e venderla a cifre astronomiche!! Diventerò riccooo!!”

Tra le tante dicerie che frullano online, quella più insolita è proprio questa, anche perché non ha le ben che minima possibilità di reggersi in piedi.

Ogni NFT è unico ed è associato ad un specifico possessore che ha un wallet ben visibile nel circuito blockchain.

A voglia tu a fare gli screenshot…

Puoi fare qualsiasi screenshot che vuoi ma il meccanismo non funziona così. Il semplice screenshot non può essere agganciato ad un wallet e di conseguenza non ne viene attestata nemmeno la proprietà…

Quindi l’NFT dovrebbe esser visto come un biglietto UNIVOCO che ti da accesso a tutte delle funzionalità che diversamente non sono accessibili.

Ovviamente non è che avere l’NFT ti consente di avere gratis tutto il resto; si tratta di un “pass” che ti garantisce l’esclusività, poi tutto quello che ruoterà intorno all’ecosistema creato, sarà a pagamento, ma puoi spendere i tuoi soldi solamente grazie a quel singolo token.

Per fare un esempio molto “banale” ma concreto, è simile al concetto dei vari circoli.

Senza la “fee” di ingresso non puoi farne parte.

E qui con gli NFT è identico.

Una volta che hai il tuo “token univoco” poi hai l’accesso a tutte le varie utilità messe a disposizione nel progetto stesso.

Se ci pensi non cambia molto, il concetto resta sempre lo stesso, cambia solamente la modalità, con l’aggiunta che il “pass” di accesso in questo caso può aumentare di valore nel tempo, e volendo potresti venderne la proprietà per un controvalore economico, così da ricavarne un guadagno economico.

Ma diciamo che personalmente non ho questo tipo di approccio meramente “speculativo”.

Ovviamente come in tutte le cose, c’è chi effettivamente lo approccia solamente per guadagnarci senza REALMENTE interessarsi nel lungo termine ai vari progetti.

Anche io stesso in passato ho “giocato” in questo modo ma poi mi sono reso conto che la vera utilità degli NFT è nel lungo termine, creando un valore percepito nel tempo non indifferente che permette a chi ci opera di realizzare e far parte di qualcosa che ti fa sentire all’interno di un circolo esclusivo.

So che ho ribadito più volte lo stesso concetto anche se espresso in modo diverso, ma ci tenevo a farlo proprio perché c’è molta disinformazione a riguardo. Ma nel momento in cui si potrà realmente accedere a quanto promesso dai vari creatori degli NFT, sarà tutto molto più semplice da comprendere.

Io stesso ho creato un mio personale progetto chiamato Birdez Gang.

Quali sono i settori di applicazione degli NFT in italia?

nft mik cosentino


In italia al momento siamo indietro da questo punto di vista (ovviamente).

Del resto è risaputo che tutto quello che qui rappresenta una novità, all’estero ormai è già ben consolidato. Non in tutti i settori ma per quanto riguarda la nicchia NFT, all’estero sono ben noti.

Chiaramente non è che se fai dei sondaggi con la gente che incontri per strada e gli chiedi se conoscono gli NFT ti dicono che sanno cosa sono.

Questo no, ma il pubblico che è interessato a questo mondo, è piuttosto reattivo e molti di loro hanno pure diversi capitali da investire a riguardo.

Anche perché questo meccanismo degli NFT funziona attraverso gli Ethereum, quindi se quando costavano poco (come i bitcoin all’inizio) uno si è fatto il proprio gruzzoletto, adesso li può investire in questo modo per ricavarne altri (come dicevo sopra con un approccio speculativo) oppure può prendere parte a progetti che nel tempo diventeranno sempre più importanti.

Ma anche qui, bisogna saper individuare i giusti progetti che cresceranno nel tempo. Perché come in tutte le cose, può capitare che in diversi creano dei progetti, li lanciano e poi arrivederci e grazie.

Quindi ti ritrovi ad aver speso soldi senza ottenere nulla in cambio.

Ahimè c’è da fare molta attenzione a riguardo, ecco perché è IMPORTANTISSIMO seguire ed investire UNICAMENTE su quei progetti in cui i creatori sono parte attiva, ci mettono la faccia e continuano a farlo senza problemi nel tempo portando sempre più valore aggiunto.

E’ molto importante questo aspetto, ecco perché io Mik Cosentino mi sto sbattendo molto da questo punto di vista, perché ci saranno grandi novità da questo punto di vista, peccato che le persone si fermano al breve termine, aspettando quando purtroppo o è troppo tardi oppure ormai non si può fare più nulla perché le barriere d’ingresso sono così alte che l’occasione è riservata a pochi.

Tornando al discorso dei settori di applicazione degli NFT, ad esempio quello che sto facendo con la Birdez Gang è quello di realizzare dei videogiochi che sono accessibili UNICAMENTE a chi ha preso accesso ai nostri NFT.

Se sei possessore di un NFT della Birdez Gang o Baby Birdez a seconda del contesto, allora potrai avere accesso a determinati videogiochi online, altrimenti ne rimani fuori purtroppo.

Capisci quando dico che gli NFT rivoluzioneranno il modo di fare Business Online?

Questo intendo quando ribadisco questo concetto.

Per chi è abbastanza lungimirante e ci scova opportunità… beh questo è il momento di agire prima che le barriere d’accesso possano essere sempre più alte.

Come ribadivo più sopra, quello che conta concretamente è il senso di esclusività, non tanto la speculazione.

Ma ora scopriamo gli NFT di Mik Cosentino!!


Così come ho sempre fatto nel mondo del
digital marketing, anche qui nel contesto NFT mi sono mosso un annetto fa in cui ho iniziato a capirci qualcosa di più perché mi pareva fosse un terreno da perlustrare.

Siccome quando si è agli inizi di un qualcosa di nuovo, spesso ci si fa prendere dalla novità e si possono commettere dei passi falsi (che io ho fatto), ad oggi invito sempre le persone ad informarsi, interessarsi e farsi una cultura anche da diverse fonti volendo, proprio per non fare come le pecore.

Pure io mi sono “innamorato” di immagini che mi sembravano belle (per i miei gusti) senza considerare le varie utilità e la roadmap del progetto stesso, ritrovandomi poi con un pungo di mosche in mano.

Oppure all’estremo opposto, proprio perché ho sorvolato alcuni aspetti, ho perso occasioni interessanti che si sono sviluppate nel tempo.

Il mondo degli NFT ha delle sue “logiche” di funzionamento, chi prima coglie queste logiche, prima può diventare possessore di un qualcosa che in questo mondo “virtuale” può trarre sempre maggior valore.

Io Mik Cosentino non mi reputo un financial advisor che ha come obiettivo quello di condividere consigli finanziari e speculativi, lungi da me tutto questo!

Ad oggi invece quello che faccio è sensibilizzare il pubblico verso concetti che ai più sono poco compresi e vedo di fare sempre più chiarezza.

In merito al mio portafoglio di NFT, devo dire che ce l’ho piuttosto ricco di “immaginette” ma è frutto anche di errori e sbagli che ho commesso nel muovere i primi passi al suo interno.

Ecco perché a fronte dei miei errori cerco di sensibilizzare il pubblico a non fare altrettanto, in tal modo i miei sacrifici non saranno vani!

Tuttavia, a parte questa spiegazione è probabile che una domanda ti stia frullando in testa…

Chi crea fattivamente gli NFT? Hanno a che fare solamente con il mondo degli artisti?


Questa è una domanda piuttosto frequente perché rappresenta il vociferare comune presente oggi all’interno di questo mondo.

Siccome gli NFT sono delle “immaginette” (lo dico così per utilizzare un modo dire popolare), si crede “erroneamente” che il loro successo dipenda da chi le crea o che comunque abbia senso entrare in questa nicchia solamente se si ha a che fare con il mondo dell’arte, quando nella realtà dei fatti è molto diverso.

Come ho condiviso pocanzi, il successo o meno di un NFT dipende da quello che viene costruito intorno come utilità.

Lo stile dell’immagine, i colori usati e tutto il resto, hanno sì un’incidenza sul successo o meno dell’NFT stesso ma è poco influente.

Quello che “pesa” particolarmente è invece l’utilità che viene generata al suo interno come vantaggio e funzionalità nel suo impiego.

L’immaginetta in sé e per sé non ha minimo valore a meno che non venga contestualizzata a ciò che permette di accedere.

Poi va da sé che se lo stile utilizzato è figo, una persona avrà anche piacere di indossare la maglietta o il merchandising associato (ma quella è una diretta conseguenza).

Pertanto per realizzare un NFT non serve un’artista vero e proprio o una persona che conosce l’arte.

Ciò che conta REALMENTE è invece il cosa c’è dietro il suo acquisto. Se una persona non trova una fondamentale e pratica utilità nell’acquisto, non ne percepisce un controvalore EVIDENTE e non ha la percezione di sentirsi “figo” nell’avere il possesso di un “token” univoco di sua proprietà che gli consentirà di accedere a tutta una serie di funzionalità… va da sé che il valore stesso di quell’NFT non decollerà mai.

Questo è un palese dato di fatto e rappresenta ciò che le persone lì fuori non concepiscono mai abbastanza.

Come si crea un NFT e quali sono i passi da fare? L’opinione di Mik Cosentino


Parto dal presupposto che chiunque online può trovare informazioni più o meno valide a riguardo, perché in questo periodo storico è il “trend” del momento, ma sono anche dell’avviso che la cosa più funzionale possibile è pure quella di ascoltare chi ovviamente ha avuto modo di applicare concretamente sul campo la creazione di un NFT.

Ed io Mik Cosentino ho dato vita alla Birdez Gang, una banda di uccellacci arrabbiati che ha come obiettivo quello di volare in alto nel metaverso (ovviamente è un’idea simbolica, nata proprio per creare un forte senso di appartenenza al progetto – tuttavia il nostro team insieme alla community di hodlers che si è creata, stiamo apportando un certo impatto a riguardo).

Come potrai renderti conto da questo articolo, la percezione che le persone condividono nel progetto è qualcosa che innesca e crea il grande valore aggiunto a riguardo.

Senza di quello, nessun progetto di NFT riesce a salire costantemente nel tempo.

E poi questo è anche alla luce del sole, infatti se si va direttamente su OpenSea e si cerca la collezione ufficiale Birdez Gang, si può vedere l’andamento del valore del progetto stesso.

Un andamento lineare senza troppi picchi in un verso e nell’altro che testimoniano quanto sano sia il progetto.

Se fino ad oggi non avevi ancora avuto modo di scoprire il mio progetto e vuoi vederci più chiaro…

C’è da dire che questo progetto non è qualcosa di italiano ma è su scala internazionale, ed è un progetto PFP (profile pictures – specificato in modo tecnico).

Ad ogni modo la cosa realmente importante di un progetto NFT è quello di far capire il PERCHE’ una persona dovrebbe acquistare o meno quello che offri, con quale SCOPO lo fai.

Ovvero: per quale motivo le persone dovrebbero acquistare il tuo NFT e non quello di altri?

Questa è la “domanda delle domande” a cui devi cercare di dare risposta se hai intenzione di creare un tuo NFT (stessa logica da usare quando hai intenzione di acquistarne uno).

Altrimenti sarà veramente difficile realizzare qualcosa che andrà “to the moon” così come si dice in questa nicchia.

Pertanto come puoi renderti conto, non è tanto lo stile dell’immagine che fa avere successo o meno, ma tutto il meccanismo che gli ruota intorno.

Chiarito questo aspetto, scendiamo più a fondo, perché c’è molto altro di cui discutere.

Specialmente una cosa in particolare.

Gli NFT sono una BOLLA? Il parere di Mik Cosentino


Dal mio personale punto di vista, anche per quello che ho avuto modo di visionare al suo interno, possono essere una bolla, questo è probabile, ma ritengo che possano avere lo stesso andamento che è successo ad internet nel 2007/2008

Si parlava di bolla e poi? Poi internet è diventato di uso quotidiano al punto tale che senza di lui, oggi, non riusciamo a farne a meno.

E con gli NFT non dico che non riusciremo a farne a meno, ma che potranno apportare dei benefici di esclusività e di accesso privilegiato a coloro che ne detengono.

Ovviamente – lo ripeto perché male non fa – non tutti i progetti di NFT toccheranno la luna, perché tutto dipende da come verranno gestiti dai loro creatori.

Se chi crea e lancia un NFT lo fa solamente a scopo di lucro senza una visione d’insieme ben definita… a poco ci fai purtroppo.

Perciò non mi sento di dire che sarà rosa e fiori, ma per chi sa dove guardare e a cosa puntare attenzione – seguendo le orme di chi ci è già passato e conosce le regole di questi “token” – avrà sempre una marcia in più, questo è fuori discussione.

Come anche non posso nascondere il fatto che ci saranno momenti di UP e momenti di DOWN, questo fa parte del meccanismo e del gioco stesso.

Tuttavia se il solo fatto che dei momenti “altalenanti” possono in qualche modo metterti in “allarme” o non farti dormire sonni tranquilli… allora posso già dirti che questo mondo degli NFT non è una situazione sempre in crescita perenne.

Nel lungo termine, se vengono fatte le cose per bene, diversi progetti potranno crescere sempre ma se andiamo ad osservare qualche frame giornaliero o di periodo, sarà normale captare attimi di “down”.

In fondo nessun essere umano è sempre felice. Ha anche dei momenti no. Fa parte della vita, e pure gli andamenti di questi contesti seguono comunque dei principi simili.

Non voglio banalizzare, lo dico per essere REALISTI senza che qualcuno possa avere delle “false speranze” e continuare a vedere gli NFT nel modo erroneo.

Quindi a tal proposito sono certo che nei prossimi anni i progetti di NFT che hanno una roadmap ben definita, i cui creatori sono sul pezzo, si mostrano, mantengono le promesse e condividono sempre nuove utilità… beh quei progetti di NFT (a parte momenti di down che fanno parte del gioco) non vedranno mai tramonto.

Per tutti gli altri… Non serve che aggiunga altro!

Svelati i 3 ERRORI che vengono fatti nel mondo degli NFT


Come dicevo prima, io stesso ho commesso degli errori all’interno di questo mondo e purtroppo vedo anche adesso altri scivoloni che purtroppo le persone commettono per TOTALE inesperienza e per una percezione “distorta” della realtà.

Ma andiamo per gradi.

Uno dei primi errori che viene commesso quando ci si approccia al mondo NFT è quello della FOMO, fear of missing out, ovvero il fatto di rimanere fuori.

Un meccanismo di funzionamento nell’acquisto degli NFT è proprio quello della scarsità di “pezzi” acquistabili (quindi di una quantità molto inferiore rispetto alla totalità delle persone che potrebbero farne parte).

Chiaramente non tutte le persone che si mettono “in lista” poi comprano realmente gli NFT che sono disponibili. C’è chi scruta, osserva ma non agisce, e ci sta, fa parte del gioco.

E all’estremo opposto c’è invece chi è realmente interessato ad accaparrarsi uno o più “immaginette” sia per non perdersi delle funzionalità speciali dei token condivisi o sia per guadagnarci qualcosina nella loro rivendita successiva.

Infatti ci sono molti che comprano e rivendono subito dopo ad un prezzo anche di poco superiore a quello che hanno speso, anche solamente per guadagnare qualche spicciolo.

Del resto il mondo è vario, ognuno ha la sua modalità di pensiero ed è giusto così.

Allo stesso tempo però c’è da dire un’altra cosa, che ci sono persone che vorrebbero comprare a tutti i costi un NFT solamente per averlo senza mai rivenderlo e quindi seppur non si hanno sufficienti risorse economiche, si tende a comprare ad una somma che poi non si è disposti a perdere.

Mi spiego meglio.

Come dicevo più sopra, gli NFT possono essere comprati e venduti senza limiti di transazioni.

Ciò che determina il successo o il fallimento di un acquisto di NFT a prescindere da chi lo realizza, dipende anche dalla psicologia di acquisto dell’utente stesso.

Perché se l’interesse di quell’NFT dovesse diminuire per qualche motivo e chi l’ha appena comprato ha speso molto e non è disposto a perdere soldi, anzi pensava che ne avrebbe guadagnato molti di più… cosa succede?

Che si fanno errori, quindi mai investire più di quello che si è disposti a perdere, altrimenti poi è normale che si innesca una percezione sbagliata di questo mondo (che poi è lo stesso identico discorso che vale pure per altri contesti finanziari – ma in questo caso è più accentuato per i motivi che ho già descritto).

Ripeto: in ogni settore ci saranno sempre delle correzioni, dei momenti in cui si sale o si scende, e se si investe più di quello che ci si può permettere, poi si corre il rischio di uscire troppo presto dai giochi per evitare di perdere gli ultimi soldi magari che uno ha utilizzato.

Ecco perché bisogna sempre fare attenzione a come ci si approccia e alla psicologia di acquisto utilizzata.

Il secondo errore che spesso viene commesso nel mondo NFT è non sapere cosa si sta facendo. Sembra un controsenso ma eppure questo accade perché non si ha un’adeguata percezione del rischio o quantomeno di provare per poi vedere cosa succede.

Del resto nessuna persona lucida di mente si metterebbe alla guida di un aereo se non sa quali leve utilizzare, e come si devono compiere le giuste manovre di decollo e atterraggio.

In realtà la stessa lucidità mentale andrebbe utilizzata anche quando si fanno investimenti o comunque quando ci si approccia a cose nuove, peccato però che questo non succede – ed è così che si commettono gli errori più banali.

Prima d’investire anche un solo euro, uno deve conoscere cosa fa, per non rischiare di andare alla cieca così tanto per fare.

E’ fondamentale rendersi conto di ogni singolo meccanismo, perché se utilizzo i miei soldi in “immaginette” senza capirne la loro utilità ed il loro funzionamento, poi è normale che se non ottengo quello che spero (seppur non ci avevo capito una mazza) tendo a diffondere una condivisione sbagliata della situazione.

E’ molto importante sapere cosa si fa per allocare i propri soldi nel giusto contesto. Ecco l’ulteriore motivo di questi miei contenuti che hanno il compito di sensibilizzare questa materia.

C’è da dire che sul nostro Discord Channel della Birdez Gang sono stati realizzati dei tutorial apposta in merito anche ad un primo approccio a questo mondo, pertanto visionali così ti fai un’idea precisa se sei un pelino “disorientato”.

L’unica cosa è che sono in lingua inglese, pertanto se non la conosci… questo può essere un buon momento per impararla!

Considera che i materiali sono tutti gratis, ci sono tanti utenti pronti a rispondere a qualsiasi domanda e la community che stiamo creando è piuttosto reattiva, pertanto sfruttala perché anche questo è uno dei grandi valori aggiunti nel mondo NFT che non viene mai ben compreso a dovere.

Evita di pensare solamente al guadagno ma ragiona “long term”, nel senso che è più efficace ragionare in un’ottica di lungo periodo anziché di breve, perché in questo mondo, quando c’è una community ben solida con i creatori del progetto che hanno le idee chiare, condividono nuove utilità e incrementano il valore percepito del progetto… beh va da sé che quelli sono i progetti che durano nel tempo.

E’ un dato di fatto e ti invito a ricordarlo a caratteri CUBITALI.

Con questo mondo degli NFT il business online troverà delle possibilità di sviluppo UNICHE perché grazie al loro possesso, in alcuni contesti possono essere inserite delle condizioni in cui si può avere la possibilità di accedere ad eventi esclusivi, entrare in contatto con persone che diversamente non potrei conoscere, e tutta una serie di cose simili che devo prendere in considerazione.

Pure queste dinamiche hanno un valore intrinseco che deve essere sempre riconosciuto e che spesso vale di gran lunga molto di più dei soldi che poterei guadagnare se vendessi l’NFT in sé e per sé.

E’ questa la grande svolta che in pochi purtroppo comprendono.

C’è da considerare che l’essere umano è spinto a cambiare soldi per avere altro in cambio che in qualche modo possa essere dello stesso controvalore, pertanto se nella mia testa capisco che investire una somma in un NFT per tutte le utilità che mi concede valgono di gran lunga molto di più del prezzo richiesto oggi e che se continuo a mantenermi la proprietà di quell’oggetto senza doverlo rivendere alla prima occasione utile mi permette d’incrementare pure il capitale investito… posso assicurarti che il valore crescerà nel tempo, l’attaccamento al progetto pure ed i vantaggi di esserci saranno di gran lunga superiori anziché starne fuori.

Queste sono le dinamiche da tenere in considerazione all’interno di progetti simili, quindi la prossima volta che hai intenzione d’investire in NFT ricordati quanto hai scoperto fino a questo punto cosicchè saprai come prendere le adeguate decisioni senza andare così a sentimento o d’impulso.

Evita questo atteggiamento perché non porta mai a niente di che rilevante in questi contesti.

Per altri contenuti simili, seguimi pure sul mio blog dove parlo non solo di NFT ma anche di ciò che mi ha permesso di realizzare tutto quello che ho fatto fino ad oggi: infomarketingX.

Senza quel tipo di conoscenze, non sei in grado di condividere sul mercato delle novità, non sai come gestirle e come farle funzionare al meglio.

Ovviamente parlerò anche di DIGITAL MARKETING perché pure nei progetti di NFT bisogna essere capaci di attirare l’attenzione del pubblico.

E saperlo fare con la giusta etica… ad oggi ripaga più di qualsiasi altra cosa.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Questo per dire che cosa? Gli NFT potranno dare accesso esclusivo a realtà che potranno incrementare il loro valore percepito e se conoscono anche come veicolare nel modo corretto tutta la comunicazione che ci ruota intorno… beh poco ci vuole a comprendere che ho in mano delle abilità che incrementeranno sempre il loro valore nel tempo.

Non si tratta di cancellare e dimenticare quello che è stato fatto fino ad oggi, si tratta di dare spazio a ciò che porta risultati. E qui sei di fronte una valida finestra d’opportunità, non lasciarla chiudere.

Come Creare Un Business Online | i Segreti di Mik Cosentino

come fare business online

Nell’esatto momento in cui una persona pensa a quello che vorrebbe raggiungere come miglior risultato all’interno della sua vita, la prima immagine che visualizza nella mente è il volto della persona che ha già ottenuto quello che lei vorrebbe.

Non pensa agli oggetti, alle esperienze o a tutto quello che ruota intorno al suo elemento del desiderio: pensa alla persona che ha creato ciò che lei stessa brama.

Puoi essere più o meno d’accordo con questa esternazione ma se ci pensi e provi a fare lo stesso esercizio nel tuo contesto, ti renderai conto della veridicità delle mie parole.

Quando pensi a come creare un business online, sono dell’avviso che se chiudi gli occhi e osservi l’immagine che ti si palesa, vedi una (o forse più persone) a riguardo, anche se molto probabilmente l’attenzione ricade su di una in particolare (che potrei anche non essere io).

A parte questa insolita introduzione, quello che voglio toccare con te come tema in questo nuovissimo articolo targato Mik Cosentino è questo:

i segreti su come creare un business online nel 2022.

A chiunque piace guadagnare online e fare soldi da casa, perché tra i vari desideri dell’uomo, quello di fare soldi rievoca l’essere considerato il maschio alfa della situazione oltre a favorire un certo potere percepito.

Inoltre il fatto di guadagnare soldi attraverso l’online marketing resta un desiderio che le persone hanno perché fa un certo effetto dichiararlo.

Del resto siamo umani, e la nostra mente ragiona così – specialmente durante quest’epoca completamente digitale.

Ecco perché parlare di soldi è come parlare di un tabù. In molti ne parlano ma ben pochi hanno inteso come si deve argomentare con criterio e cognizione di causa onde evitare di dichiarare qualche castroneria o stupidaggine di sorta.

Motivo per il quale oggi ho intenzione di approfondire il tema di come creare un business online nel 2022 senza montarsi la testa seguendo le mode del momento.

Purtroppo questo è uno degli errori più frequenti di coloro che vogliono intraprendere un viaggio dentro il digital marketing.

Business online: guadagno da casa o lavoro in smart working?


Dopo l’avvento della pandemia, parlare di smart working è come parlare di andare a fare la spesa dal panettiere sotto casa, dinamica che da qualche tempo a questa parte non è più usuale (vedi le spedizioni a domicilio).

Anzi… quando di fronte alla domanda “che lavoro fai?” iniziavi a rispondere con parole del tipo “mi occupo di digital marketing, faccio pubblicità, mi occupo di marketing online” e cose affini… venivi visto in modo strano, come se facessi qualcosa di sinistro e poco corretto.

verdone in che senso

 

Ma dopo l’avvento della pandemia e il lavoro da remoto, l’inusualità del lavorare da casa per guadagnare, è diventata una semplice quotidianità, come se fosse un semplice e consueto argomento di discussione.

La credenza di lavorare online e guadagnare soldi è stata completamente rivalutata grazie alla pandemia, e le persone hanno iniziato ad interessarsi maggiormente a questo mondo dell’online marketing.

In fondo non è poi così complesso capire cosa facciamo noi marketer, ma la gente siccome non vuole pensare troppo ai concetti, tende a fare di un’erba un fascio, generalizzando dinamiche che poi non sono così scontate.

E’ vero, noi facciamo business online, nel senso che mettiamo in contatto un pubblico di persone potenzialmente interessato ad un’offerta, di fronte quella specifica offerta.

Ma non sappiamo preventivamente se quello che vedrà un pubblico di persone sarà realmente comprato. A volte capita di andare per “tentativi” fino a quando tutto quello che proponiamo non viene accolto positivamente dal pubblico.

Ecco che in quel momento la situazione “guadagnare online” trova applicazione.

Tuttavia come accade in tutte le cose, ci sono delle false credenze, o quantomeno delle idee contrastanti in merito questo tema.

Ora ti dico meglio.

Le bugie nascoste nel come fare business online


E’ inutile nascondersi dietro un dito perché saremmo degli ipocriti, ma alla fine, come in tutte le cose presenti in questo mondo, ci sono due fazioni:

  • coloro che pensano ci siano delle cose non dette riguardo un tema specifico e ne sono alla ricerca (facendo attenzione di trovare quello che realmente gli serve)
  • coloro che omettono volutamente delle informazioni per diffondere “dipendenza” favorendo eventuali acquisti di prodotti o programmi successivi, potendo così guadagnare sulla “non conoscenza altrui”.

Lasciando perdere il fatto se sia più o meno giusto questo approccio… fare business online nel 2022 si fonda anche su questo principio: non ti rivelo il quadro completo così il resto lo potrai scoprire nei miei programmi formativi.

Paghi e avrai quello che desideri.

Detta in modo molto palese, per certi versi, avere questo approccio potrebbe sembrare “vendere aria fritta”. Ed effettivamente è così.

La percezione delle persone è esattamente questa. Non si fermano a riflettere più nel dettaglio, ma si soffermano solamente sullo strato superficiale arrivando a delle loro personali considerazioni trascurando il contesto oggettivo intorno.

Non c’è da biasimarli perché ognuno di noi ha il suo modo di vedere le cose, frutto delle esperienze personali, delle idee personali, ma quello che non viene realmente considerato sono i principi di marketing nascosti nel fare business.

Capisco che questo approccio possa far intendere che “tiro acqua al mio mulino” ma semplicemente sto mettendo il pubblico nella condizione di avere delle idee chiare su cosa significa fare business oggigiorno e quali sono le informazioni REALMENTE utili che possono aiutare anche chi sta iniziando da zero a farsi un’idea e poter monetizzare qualche preziosa intuizione.

Anche perché potrebbe esistere il segreto per il successo.


No non ho intenzione di diffondere delle false informazioni, ho reale interesse a mostrare conferme su quello che il pubblico ritiene di vero come credenza di pensiero quando è di fronte ad un tema scottante come quello di
fare business online.

Di soldi si parla.

Di guadagno si parla.

Di marketing si parla.

Di aiutare le persone si parla.

Anche se in realtà niente di tutto questo viene visto sotto questa luce.

Cosa ne pensa Mik Cosentino sul come creare un Business Online?


Questo articolo è iniziato con una constatazione ben precisa, ovvero quella di condividere dei miei personali segreti riguardo come muoversi correttamente in un mondo che io ormai conosco piuttosto bene.

Non lo dico perché mi piace essere “sopra le righe”, lo dico per una cognizione di causa.

Perché tutto quello che realizzo online è frutto delle mie conoscenze di digital marketing, quindi saper mettere di fronte il giusto pubblico, il giusto prodotto o servizio.

Tutto quello che dichiaro come comunicazione è un “tramite” che sposta l’attenzione delle persone verso una situazione a loro desiderata che potrebbero facilmente raggiungere grazie a quello che ho realizzato.

Ecco… direi che possedere questa consapevolezza ogni qualvolta si vuole fare business online è di vitale importanza.

Spesso le persone dimenticano che i business si realizzano dietro le necessità del pubblico, e non intorno a delle personali considerazioni, rischiando così di costruire progetti che sono già “fallati” prima di farci del marketing sopra.

Ecco perché prima che tu possa addentrarti nel mondo del business online è bene che tieni conto di alcuni miei segreti che ho scoperto nel tempo (pure sulla mia pelle e a mie spese).

SEGRETO #1 – Se non c’è un gruppo di persone disposto e disponibile a spendere soldi per accedere ad un servizio specifico, è inutile che provi a reinventare la ruota


Prima di rendere complesse le cose semplici, partiamo dai fondamentali.

Un business online si crea nel momento in cui sai per certo che c’è un gruppo di persone (avatar cliente) alla ricerca più o meno attiva di un servizio o prodotto presente sul mercato che permette di risolvere un problema o raggiungere un desiderio, erogato da aziende o professionisti con delle caratteristiche ben precise.

Se ad oggi non sei al corrente di queste informazioni, non sai in quale nicchia stai operando o vorresti operare, non hai un’idea ben nitida della situazione, quali sono i problemi più sentiti dal pubblico… beh non sei in possesso delle minime informazioni necessarie per dare vita ad un business online che monetizza nel tempo.

Perché guadagnare online preclude conoscere queste informazioni preventive, seppur banali, rappresentano un forte metro di misurazione. E ahimè conosco molte persone che hanno “brillanti idee” ma che non trovano applicazione sul mercato perché anacronistiche o fuori luogo.

Quindi prima di addentrarti nei meandri del voler già spendere soldi per realizzare un funnel di marketing con l’obiettivo di scremare dei contatti a quello che è un tuo progetto o servizio, e vendere anche ad alto costo sperando che qualcuno possa abboccare (anche se questo in realtà non è minimamente fare marketing – il business si fa con i numeri e non con le semplici opinioni della speranza) assicurati di avere chiarezza su quanto condiviso, altrimenti rischi di mettere in piedi qualcosa che non vuole nessuno.

Poi è una conseguenza farsi male e arrivare alle conclusioni sbagliate.

SEGRETO #2 – Fai attenzione a non essere tu il miglior cliente del tuo business immaginario


Purtroppo accade anche questo così come avviene nella
vendita online.

Le persone comprano quando credono che prendendo un prodotto o servizio, la loro situazione si arricchisce, diversamente da quanto sta succedendo adesso.

Tuttavia pensare ad un business online, prevede il fatto di pensare a cosa proporre come servizio e trasformazione al cliente. Quindi se un videocorso, delle consulenze a distanza, delle masterclass, dei gruppi di coaching o qualsiasi altra cosa essa sia.

Tuttavia non sempre ciò che pensiamo di proporre in vendita all’interno di una nicchia potrebbe essere realmente richiesto e sia effettivamente la cosa giusta per quel pubblico di persone.

A volte il pubblico non desidera minimamente quello che noi pensiamo sia giusto, ecco perché fare un test preventivo di mercato per validare anche in organico quello che si ha intenzione di proporre, è molto importante.

Perché lo dico?

Perché ti eviti di sprecare tempo appresso a dinamiche inutili che non porterebbero a niente sia come guadagno ma anche come percezione sul mercato.

Troppe volte ho visto persone sprecare il loro tempo, le loro risorse, le loro energie e la loro immagine in programmi che mai hanno visto la luce del sole, come se fossero dei prodotti fuori mercato che nessuno vuole nemmeno.

Viviamo in un’epoca in cui ogni cosa viaggia alla velocità della luce, e se noi non siamo ben attenti e propensi a stare al passo con i tempi capendo sia quali sono le tendenze del mercato e sia le esigenze del pubblico… difficilmente saremo in grado di pensare a qualcosa di realmente innovativo e richiesto dalle persone.

SEGRETO #3 – la semplicità vende sempre


Uno dei principi che viene spesso dimenticato anche dai più navigati nel settore del
marketing online è proprio ricordare di rendere semplici ed immediate le eventuali transazioni economiche del pubblico.

Richiedere molti dati in fase di acquisto (a meno che non siano giustificati) rischia di bloccare la propensione d’acquisto del pubblico.

E’ un dato di fatto: le persone sono tendenzialmente pigre e se non conoscono chi sta vendendo qualcosa online e non vengono motivate a farlo subito senza indugiare, aumentano le loro barriere, rimandando l’acquisto.

Ecco perché nel momento in cui realizzo tutto il marketing che è orientato a vendere quello che è un prodotto o servizio, oltre a validarlo preventivamente, devo tenere conto anche di questi aspetti, altrimenti la “user experience” degli utenti va a farsi benedire vanificando ogni singolo sforzo.

Ahimè viviamo in un’epoca in cui ogni singolo dettaglio conta più di tutto il resto, e se non ne tengo minimamente conto, poi corro il rischio di vanificare anche le migliori intenzioni.

Pertanto considerando la fase di acquisto di un prodotto o servizio, devo cercare di mettermi nei panni dell’utente e capire quale possa essere la strada migliore per agevolargli questa transizione, facendolo sentire importante nella decisione e di aver appena concluso un affare.

Di questo potrei stare e parlarne ancora per ore, ma eventualmente apriremo un capitolo a parte strada facendo.

Quello che conta (adesso) è che ti sia arrivato il concetto.

SEGRETO #4 – ricompensa istantanea o aspettiamo nel tempo?


Quando dico che bisogna prevedere pure le tempistiche di acquisto di un utente, mi riferisco ANCHE a questo.

Mi spiego meglio.

Ci sono business in cui la gratificazione istantanea è immediata, quindi il fatto di poter in qualche modo comprare prodotti a basso costo vince su tutto il resto.

Ed io così riesco ad avere una gratificazione IMMEDIATA a fronte di tutto il lavoro svolto nella definizione del marketing online.

Il problema poi è capire se la persona che ha appena comprato usufruisce subito del contenuto richiesto oppure lo utilizza più avanti nel tempo.

Perché questo andrà a determinare una recensione più o meno positiva di quanto l’utente ha appena comprato. E siccome oggi riesce a prosperare chi ha modo di avere le migliori recensioni online – veritiere possibilmente (anche questo fa parte del gioco) è chiaro che se non lo considero, potrei essere visto solamente come uno stolto!

Inoltre l’altra faccia della medaglia è la creazione di un business online in cui l’acquisto di un utente è anche continuativo nel tempo e non solamente “one shot” e basta.

Tenere conto di quanto vale “economicamente parlando” una persona all’interno di un ecosistema di business online, non è da prendere sottogamba.

Questo permette di capire quali devono essere i NUMERI da considerare per far funzionare correttamente un business.

Come dicevo prima: sono i numeri che contano e non le opinioni.

Sempre un altro aspetto da considerare riguardo la gratificazione istantanea, è da rivedere nel prodotto o servizio erogato.

La persona deve poter avere un assaggio immediato di quello che io metto a servizio del pubblico, perché se l’utente deve aspettare molto tempo da quando acquista nell’avere una gratificazione di quello che ha preso, è molto probabile che non acquisterà di nuovo da me.

Anzi, sarà ben dissuaso dal farlo.

Pertanto se nella natura del mio prodotto non c’è una gratificazione di nuovi concetti appresi, nuove consapevolezze acquisite o anche di risultati immediati… lo devo far presente al pubblico così è consapevole di quello che acquista.

La trasparenza sempre: è meglio essere sinceri e chiari sin da subito anziché circondare “del nulla cosmico” quello che proponi alla tua nicchia di mercato.

Per costruire un business online si deve partire dai NUMERI e non dalle sole opinioni

i kpi su come fare business online


Lo ribadisco perché male non fa: troppo spesso succede ancora oggi che quando si pensa a come poter guadagnare online si guarda al business online come una situazione molto “banale” (a volte anche troppo): creo un prodotto, lo vendo, incasso soldi, divento ricco e reitero il processo.

Mi dispiace disilludere queste aspettative, ma i meccanismi non funzionano in questo modo.

Eh no, non è così “banale” come sembra.

In realtà è molto di più rispetto quanto condiviso.

La creazione di un business online prevede il fatto di coprire un’esigenza scoperta o una necessità del pubblico attraverso la fruizione di un prodotto o servizio che rappresenta una vera e propria novità nel settore che spinge le persone a volersi interessare a tutti i costi, perché quanto condiviso è realmente interessante.

Se non esiste una percezione del genere all’interno di una nicchia, o la creo o devo lasciare perdere tutto quanto, altrimenti corro il rischio di vanificare anche le migliori intenzioni.

Ecco perché tutto parte dall’analisi di mercato, quindi dalla nicchia, dai concorrenti, dai già prodotti presenti e dalla loro durata.

Non tutto quello che viene proposto ha la stessa “vita media” e se ometto dalla mia analisi queste importanti e vitali considerazioni, rischio poi di crearmi delle forti aspettative che vengono disattese dai fatti reali.

Questo rappresenta uno dei primi step che faccio presenti ai miei studenti quando analizzano il mercato che vogliono conquistare, tenendo conto dei loro bisogni ma anche di quelli del mercato, trovando poi un punto in comune creando prosperità e benessere all’interno della loro nicchia di mercato.

Ovviamente si tratta di un tema piuttosto articolato e lungo da prendere in considerazione all’interno di questo articolo.

Ma che ho pensato di argomentare come primo step dentro ad Aria Fritta >>

Capisco che il nome utilizzato sia piuttosto provocatorio ma l’ho fatto proprio per agganciarmi ad una constatazione presente sul mercato, che è quella di proporre online cose intangibili che non si riescono a percepire come avverrebbe con l’acquisto di prodotti fisici.

Ecco perché la cosa migliore che puoi fare adesso è renderti conto tu stesso come utilizzare il giusto approccio in una nicchia di mercato che già conosci o in qualcosa che potresti conquistare nel tempo, dopo esserti fatto un’idea con numeri alla mano di che aria tira.

Fai le tue dovute ricerche e ricorda di utilizzare in modo efficace le informazioni scoperte in questo pratico articolo.


Al tuo successo,

Mik Cosentino


PS. Ci sono 4 segreti da considerare nella
creazione di un business online e possono essere riepilogati come segue:

  • Se non c’è un gruppo di persone disposto e disponibile a spendere soldi per accedere ad un servizio specifico, è inutile che provi a reinventare la ruota;
  • Fai attenzione a non essere tu il miglior cliente del tuo business immaginario;
  • la semplicità vende sempre;
  • ricompensa istantanea o aspettiamo nel tempo?

Visti così potrebbero dire tutto e dire niente, ecco perché ti invito a leggere il contenuto dell’articolo per renderti conto più nel dettaglio del perché a mio avviso siano così importanti i punti condivisi per scoprire come creare il tuo business online.

C’è un’importante ragione dietro ciascuno di essi, ragione che ti invito a non trascurare se vuoi realizzare un business online duraturo nel tempo.

PPS. Considera che nel video condiviso c’è espresso un concetto molto importante che riguarda la gestione dei momenti “bui” qualora le cose non dovessero andare come preventivato e non si ha idea di come uscirne fuori.

Visionalo perché sarà molto utile poter ricaricarsi con il giusto mindset.

Sembra la solita frase sentita ormai mille volte, ma avere il giusto mindset non è cosa scontata, anche quando sembra banale, non lo è mai.

Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

mik cosentino marketing youtube

Se hai seguito l’ultimo articolo pubblicato sul blog Mik Cosentino, forse stai percependo un minimo di controsenso e in parte potresti avere anche ragione, perché quello che avevo condiviso era il fatto di non creare contenuti GRATIS e basta, ma di farli dietro una strategia ben precisa, specialmente nel vendere (in primis) quello che è un tuo prodotto o servizio.

Ne ho parlato passo passo cliccando qui >>

Ho esordito facendo questa dichiarazione perché quando si approccia al mondo del business online o comunque dei social network in generale, la prima cosa che si guarda (e che tra l’altro genera pure un senso di appagamento) è il fatto di poter vedere dei risultati SUBITO, e la cosa più facile ed immediata che si potrebbe percepire se non si è piuttosto avvezzi al mondo online, sta proprio nel vedere commenti, like e interazioni che si potrebbero innescare nella realizzazione di contenuti online.

Lo abbiamo vissuto tutti almeno una volta nella vita: vedere tante interazioni sui nostri contenuti e che a sua volta portano le persone a scriverci spontaneamente per avere maggiori informazioni riguardo quello che facciamo con un REALE interesse a voler approfondire quello di cui ci occupiamo… beh questo fa molto breccia nella nostra “psiche”. In particolar modo su Youtube (che non è così scontato ottenere risultati a livello di interazione).

Peccato che come dicevo, non sempre ha senso procedere in questo modo – ovvero nel realizzare contenuti – perché il rischio che si corre è quello di dare sì dei contenuti GRATIS che per certi versi potrebbero anche aiutare le persone a risolvere dei problemi o innescare delle esigenze ma… (e c’è un grande ma) se non si tiene conto pure della vendita o comunque della capacità di saper vendere quella che è una propria idea, passione o competenza… a poco ci fai con pagine social piene di contenuto gratuito, anche perché si devono costruire nel modo corretto.

L’equazione: creo contenuto + tempo dedicato per realizzarlo = non sempre i risultati sono quelli sperati.

Devo essere totalmente sincero con te, Mik Cosentino deve dire le cose come stanno, altrimenti si potrebbero innescare false aspettative.

Ecco perché oggi ho deciso di approfondire il tema marketing youtube.

Per quanto se ne possa dire, YouTube rappresenta il secondo motore di ricerca più utilizzato nel web dopo il fratello maggiore Google.

Va da sé che utilizzarlo nel modo corretto in quello che è un proprio business o competenza che sia, è FONDAMENTALE. Perché se utilizzato a dovere permette di ottenere bellissime soddisfazioni.

Chiaramente YouTube e quindi i contenuti video vanno utilizzati nel momento giusto e nel contesto giusto, altrimenti si corre il rischio di spendere TEMPO inutilmente e questo non va bene.

Piuttosto “prima” è bene saper vendere, o quantomeno sapere quali sono i meccanismi giusti e utili a riguardo, per poi passare alla fase successiva che è quella di capire (sulla base della propria nicchia) qual è lo strumento più indicato per dare spazio al marketing con l’obiettivo sia di fare branding content ma anche avvicinare un pubblico di persone a quello che è il proprio contesto.

Pure la scelta di quali contenuti utilizzare prima, quali dopo, come realizzarli, perché ecc… è MOLTO importante.

Non tenere conto di questo rischia di vanificare ogni minimo sforzo a riguardo.

E allora perché Mik in questo articolo hai deciso di toccare il tema su come fare marketing youtube e creare video contenuti?

marketing youtube

E’ risaputo che la controversia fa parte delle mie corde più preferite nel fare marketing, perché come scritto un attimo fa, nel momento in cui sai quello che stai facendo nel contesto in cui stai operando, va da sé che anche il branding content ha una sua importanza ed efficacia.

Questo non significa che da questo preciso momento in poi allora tu ti apri un blog, ci crei contenuti, apri un canale youtube – ci crei contenuti, apri una pagina facebook – ci crei contenuti e ripeti il processo all’infinito.

NO.

Prima le prime cose utilizzate con assoluto CRITERIO.

E per prime cose intendo questo:

  • identifica una tua passione o competenza che vuoi “monetizzare” in cui è REALMENTE presente una richiesta di mercato o comunque DOMANDA evidente.
  • analizza più a fondo le parole chiave che contraddistinguono la nicchia, quindi questo vuol dire cercare sui vari social network più in voga ma in primis su Google, Youtube e Facebook cosa viene fuori come risultati di quelle keyword specifiche

Prima di proseguire con il resto di questo articolo ci tengo a fare una precisazione su questo aspetto.

Di base la maggior parte delle persone che si approccia al mondo online lo fa senza un minimo criterio, senza la minima analisi, senza la minima cognizione di causa.

Ecco perché poi si fallisce miseramente quando si approccia al mondo del digital marketing.

Conoscere quelle che sono le parole chiave più utilizzate nel contesto in cui si vuole realizzare un business o qualcosa di simile, equivale ad avere una panoramica precisa del “terreno di gioco” riuscendo così a guardare pure la giusta concorrenza e cosa succede al suo interno.

Senza questo passaggio importante poi si corre il rischio di “fasciarsi la testa” di concetti, idee e false speranze che poi non si concretizzano mai in qualcosa di serio o desiderato.

Ecco perché molte persone pensano che online ci sia solamente “aria fritta” che in pochi sanno proporre con successo per ottenere risultati tangibili e credibili nel tempo.

Ma in realtà dietro una banalissima “aria fritta” si nasconde molto di più, ovvero mettere in connessione il giusto pubblico con il giusto mercato dandogli quello di cui ha realmente bisogno per prosperare, crescere e avvicinarsi ad una situazione desiderata.

Tutti concetti che mi sono riservato l’impegno e la dedizione di condividere passo passo nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Sembra una “baggianata” quello che ho appena condiviso ma in realtà Mik Cosentino fa sempre le cose con il giusto criterio e modo di fare.

Non lo dico io tanto per fare branding content ma lo dichiarano tutte le persone che hanno lasciato una loro personale recensione nella sezione — Mik Cosentino Opinioni >>

Ma ritornando al nostro elenco puntato, dopo aver identificato una passione o competenza e individuato le parole chiave più cercate a riguardo, i passi successivi sono:

  • considerare la strategia da utilizzare per farsi conoscere o per offrire già un “test” del proprio prodotto o servizio per attirare un pubblico di persone interessate da “trasformare” in clienti paganti per la propria realtà;
  • convalidare online la messa in vendita del proprio prodotto o servizio (questo significa attirare una cerchia ristretta di persone disposte e disponibili a spendere i loro soldi con quanto abbiamo da offrire – in tal modo si ha la possibilità di capire se cambiare la propria offerta o rivedere qualcosa a riguardo)
  • pianificare la fattibilità di un content marketing mirato su determinati social a riguardo o meno (all’inizio è sempre meglio puntare attenzione e focus su quelli che sono i processi di vendita che portano liquidità al proprio progetto per poi dedicare del tempo anche alla creazione di contenuto)

A questo punto, se hai seguito per filo e per segno quanto ho condiviso, non potrai mai e poi mai procedere per tentativi ed errori ma farai ogni azione potendola misurare e calibrare in modo preciso ed efficace senza la minima dispersione delle proprie energie e risorse.

Scusa Mik ma non è meglio lasciar perdere il marketing youtube e focalizzare la propria attenzione solamente sul vendere e basta?

Ovviamente fare soldi online è qualcosa che piace a tutti. Anche a coloro che dicono: “No no, io posso fare a meno di avere dei soldi in più in tasca!

Si certo, puoi anche farne a meno ma non credo che sia così brutto poter contare su delle entrate maggiorate ogni mese che provengono dalla creazione di:

  • video corsi online
  • consulenze online
  • prodotti digitali
  • ecommerce

E tante altre realtà che potrebbero portare dei benefici alle proprie tasche.

Tuttavia c’è da considerare anche un altro aspetto che è quello del non pensare solamente alla vendita e basta.

Te la faccio facile facile.

Se io stesso in ogni contenuto che realizzo non ci mettessi un “minimo” di valore aggiunto che effettivamente porta un utente a riflettere, approfondire dei concetti o a dire “forse dovrei prendere in considerazione quanto mi sta dicendo sto Mik Cosentino” è ovvio che non venderei nulla di che.

Ci vuole il giusto equilibrio nelle cose, lo stesso che è bene tenere nel momento in cui si ha già definito una propria presenza online, si hanno già raggiunte delle vendite a riguardo e allo stesso tempo si ha intenzione di diffondere e divulgare un proprio pensiero di marketing che permette di attirare sempre più persone interessate a quello che proponiamo o facciamo.

Ok Mik ma quando si deve usare lo YouTube Marketing?

video marketing mik cosentino

Se ci pensi bene, non aveva senso aprire questo argomento senza prima aver fatto chiarezza su quanto condiviso fino ad ora perché si sarebbero creati dei veri e propri scompensi concettuali.

Ecco perché è FONDAMENTALE avere una visione e chiarezza dall’alto nel panorama del digital marketing, altrimenti il rischio di fare mille cose alla rinfusa è dietro l’angolo, quando invece procedere seguendo un sentiero già tracciato e definito è la via maestra.

Va da sé che sulla base della mia esperienza sul campo ci sono dei momenti e criteri secondo i quali è bene utilizzare lo YouTube Marketing piuttosto che non, quindi prima di dirti “crea un video al giorno” (che a seconda del contesto potrebbe essere vista come una cosa giusta ma anche no) è bene tenere in considerazione quanto segue:

  • creare contenuti su YouTube così tanto per fare senza una strategia dietro, non ha molto senso;
  • non conta la qualità del video a livello grafico, quanto la COSTANZA. Meglio definire già a priori dei contenuti “minimi” settimanali che si è disposti e disponibili a realizzare anziché non fare nulla perché la costanza premia sempre;
  • definisci sempre un piano strategico di quelle che sono le false credenze o credenze potenzianti che vuoi installare o disinstallare nella mente del pubblico per riuscire a diffondere il tuo messaggio di marketing;

Ed è qui che di solito “casca l’asino”.

Mi spiego.

Quando si prende in considerazione il mondo di YouTube è bene farlo per un MOTIVO in particolare, che è quello del tuo POSIZIONAMENTO che vuoi trasferire nel pubblico di riferimento.

Sul serio: fare dei video così tanto per, perché li fanno tutti ed è bene essere presenti anche su questa piattaforma social (sai al momento tira, “così dicono!”)… in realtà non ha molto senso, perché le persone si fanno un’idea di chi sei, cosa fai e cosa puoi offrire come valore aggiunto.

Se appunto non definisci una tua identità ben precisa, non definisci che tipo di messaggio di marketing vuoi diffondere rispetto qualche altro concorrente… è ovvio che poi tutto quello che realizzi come contenuto non trova forza ed efficacia sul mercato.

Per questi motivi il Marketing YouTube va preso in rassegna solo se:

  • hai già CHIARO cosa condividi, a chi e perché;
  • vuoi diffondere un movimento di massa che smuove una fetta di persone verso di te in contrapposizione a quello che già viene condiviso ogni giorno sul mercato;
  • vuoi rafforzare la tua presenza online perché hai riscontrato che c’è disinformazione e vuoi fare chiarezza in merito ad un tema poco compreso e poco conosciuto;
  • hai già venduto dei prodotti o servizi in organico o comunque già sai che una fetta di persone è ben disposta e disponibile a voler spendere i suoi soldi per mettere mano a quello che proponi;

Allora solamente in questi contesti (se vuoi “monetizzare” la tua presenza online) prendere in considerazione lo Youtube Marketing è sicuramente una strada da percorrere.

Capisco che lì fuori ci possano essere dei pareri contrastanti.

Capisco che il desiderio di volersi cimentare nel video marketing per essere presente e quindi far sapere al mondo “ehi io ci sono!!” impelle dentro di te al punto tale da non riuscire a stare fermo.

Ma… e c’è un grande ma… conta poco essere presente se tutto quello che dichiari è sbagliato.

Te lo ripeto: conta poco essere presente se tutto quello che dichiari è sbagliato.

Aspetta, prima che tu possa giungere a conclusioni affrettate, permettimi di essere completamente onesto e sincero con te, altrimenti rischiamo di saltare a delle conclusioni precipitose.

Scusa ma tu Mik hai iniziato a fare video nel lontano 2016 e quindi hai usato il branding content… perché pure io non dovrei farlo?

Non sto dicendo che non devi farlo.

Dico solo che è importante essere assolutamente consapevoli di quello che si fa, altrimenti il rischio d’incappare in qualche errore o perdita di tempo è dietro l’angolo.

Io nel lontano 2016 ho iniziato a fare “timidamente” dei video con lo smartphone (e ti posso garantire che all’epoca non era usuale come oggi vedere un tizio parlare di fronte un cellulare) perché sapevo quello che stavo facendo.

Nel senso che ero consapevole del messaggio che volevo condividere nella nicchia del Network Marketing e che andava fatta subito chiarezza onde evitare di essere visti perennemente come dei “disturbatori seriali” che rompono le balle ad amici e parenti.

Avevo chiaro il contesto in cui si trovava la mia nicchia e del fatto che in pochi stavano prendendo in considerazione una via come quella che volevo intraprendere io, affinché potessi essere visto come un leader ed un punto di riferimento in quel contesto.

Poi nel tempo ho fatto le mie scelte ed ho trasformato quello da cui sono partito, ma il minimo comune denominatore che ha contraddistinto le mie intuizioni è stato sempre quello di ascoltare il mercato, sapere dove mi trovavo e cosa voleva il pubblico.

Ecco perché è letteralmente inutile pensare di fare youtube marketing se non si ha chiarezza di quello che si vuole proporre alle persone, perché ti devono ascoltare e cosa hai di diverso da offrire rispetto qualche altro “pesce grosso”.

Non è così banale come sembra riuscire a monetizzare la propria presenza online.

Ci sono persone che la fanno passare piuttosto facile ma non è così ahimè.

Non è che nel momento in cui apri un canale YouTube hai vagonate di iscritti, interazioni e commenti a non finire.

No, non funge così.

E’ molto importante avere chiaro quanto ti ho condiviso all’inizio di questo articolo, ecco perché tutto quello che condivido ha sempre una cognizione di causa dietro.

Come il fatto di saper vendere online, perché conosco davvero tantissimi YouTuber che da fuori sembrano chissà quanto fighi ma poi se andiamo a vedere il conto economico… quella è tutta un’altra storia.

Prima bisogna sapersi proporre e vendere, poi si passa a POTENZIARE quello che già sai fare egregiamente.

Non si fa mai il percorso a rovescio in cui intanto mi propongo online facendo qualcosa, poi vediamo cosa succede.

Questo approccio non porta mai a niente di buono “ahimè”! Specialmente nei giorni odierni. Il mondo è completamente cambiato, è tutto così veloce che starci dietro ormai sembra diventato IMPENSABILE, e basta mettere attenzione verso cose che non sono funzionali che… puf!! Ciao ciao buoni propositi e desiderio di fare soldi online.

Anche perché pure questo è un altro tasto dolente.

Non mi stancherò mai di dirlo abbastanza: prima si deve pensare a saper vendere, a validare una propria offerta o servizio e poi potenziare con i social network tutto quello che già stai costruendo.

E’ giusto sperimentare ma se non ho chiarezza di cosa sto facendo, se lo sto facendo bene, se riuscirò ad ottenere dei risultati concreti… poi va da sé che penserò che il mondo del business online non funziona.

Ci vuole testa e criterio ragazzi!! Testa e criterio!!

Poi se rientri tra coloro che:

  • ha già venduto un suo servizio o prodotto online;
  • ha un minimo di chiarezza su qual è il proprio cliente ideale;
  • sa quali sono i vari concorrenti, cosa fanno e come si muovono;
  • ha riscontrato del “movimento” su Youtube come “ricerca attiva” su delle specifiche “parole chiave” in merito a quello di cui ci si occupa;
  • ha ben chiara l’identità da voler trasferire al pubblico in contrapposizione a quello che viene comunicato “usualmente” da altri esperti di settore;

Allora prendere in considerazione la creazione di video online dentro un canale YouTube in cui si condivide in maniera strategica e strutturata la propria idea di mercato, passione o competenza con l’obiettivo di:

  • scardinare delle false credenze;
  • ricrearne di nuove;
  • far capire la propria idea di mercato al pubblico;
  • dare contenuto gratuito con l’obiettivo di far iscrivere le persone dentro ad un funnel di marketing;
  • prendere quota dentro specifiche parole chiave;

Va da sé che lo Youtube Marketing è qualcosa che puoi iniziare a prendere seriamente in considerazione.

In tal contesto c’è anche chi dice:

“Io non ho ancora creato nulla, so che ci sono delle specifiche ricerche per determinate parole chiave, voglio creare una mia presenza online per vendere in modo organico quello che propongo per poi spingere ancora di più… Quindi intanto inizio a creare contenuti, poi vediamo!”

Ecco, diciamo che non sono propriamente d’accordo su questo “modus operandi” perché toglie parecchio tempo in cui non sai poi se troverai modo di monetizzare quello che hai intenzione di realizzare.

Certo i contenuti restano sempre online ma quello che ribadisco da tempo è: prima la vendita, poi tutto il resto (specialmente se si parte da zero).

Perché va bene farsi conoscere ma è IMPORTANTE farlo nel modo giusto.

E questo è uno dei temi che tratto nella pagina che ti si apre cliccando qui >>

Precisata la mia “posizione” di pensiero in merito questo contesto, chiudiamo l’articolo con la promessa iniziale: 

Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

branding content youtube marketing

Del resto è bene mantenere le promesse, altrimenti sembra che io girassi intorno ai concetti primari senza andare dritto al sodo.

Ma in realtà tutto quello che ti ho condiviso vale per qualsiasi nicchia tu abbia intenzione di conquistare, perché l’approccio che ti ho condiviso ti permette di fare le cose con elevato criterio, capendo quello che si ha intenzione di fare, altrimenti il rischio di perdere la rotta, credere di fare le cose bene quando invece si sta andando da tutt’altra parte è dietro l’angolo.

Per questo motivo il mio compito (ed il compito dei miei contenuti di marketing) è proprio quello di fare chiarezza e ribadire le cose come stanno.

Primo di tutto “non perdere tempo”.

Ma specialmente…

Regola n.1 - riposiziona te stesso rispetto al pubblico che andrà a vedere il video

Questo concetto non vale solamente nella creazione di video o di branding content. Vale come regola nel mondo del marketing in generale.

Ancora prima di scrivere un contenuto o di registrarlo o di vendere… va riposizionata la propria percezione nella mente del pubblico, esattamente come ho fatto in questo articolo.

Sicuramente ho preso un giro lungo condividendo svariati concetti, ma di sicuro la prossima volta che ti approcci al mondo del marketing lo fai con un criterio ben preciso.

Perché il marketing è anche “previsione strategica”, non è solamente una tecnica da seguire e vediamo di avere più interazioni, commenti, condivisioni e vendite.

Tutto è una diretta conseguenza di quello che si fa.

Ecco perché mettersi nella condizione di riposizionare sé stessi rispetto al pubblico che andrà a visionare i nostri contenuti è FONDAMENTALE, perché nella sua testa scatta il meccanismo del tipo: “Ok ora so che Mik Cosentino la pensa così in questo caso.”

Come mai?

Le risposte successive alle varie domande verranno date dal marketing stesso.

E’ importante che tu prenda coscienza e consapevolezza di tutto quello che ti sto dicendo perché è il modo più PRATICO per sapere cosa stai facendo e perché.

Del resto il “blocco dello scrittore” o il “non so cosa dire di fronte la telecamera” è figlio anche di tutto quello che è emerso in questo contenuto.

Quante volte ti è capitato o hai sentito una cosa del genere?

Quante volte?

E c’è mai stato qualcuno che ha dissipato i dubbi in questo modo?

Probabilmente no.

Doveva farlo Mik Cosentino.

Ed ecco che ho riposizionato nella tua mente i temi del fare youtube marketing unito ai concetti condivisi dentro a questo mondo del business online.

Capito come ci si deve muovere per raggiungere il successo in quello che si vuole proporre?

Regola n.2 - parla come se fossi davanti ad un tuo amico al bar

In molti lo dicono ma in pochi comprendono come farlo nel modo corretto.

Vedi… il fatto di dire e di utilizzare il TU quando si crea un contenuto multimediale e non, è una cosa molto sentita, non è vero?

Dai ammettilo, l’avrai sentito dire non si sa quante volte… sicuramente avrai anche sentito la spiegazione che ha portato qualcuno nel mondo online diffondere questa “diceria”.

Ed è corretta, perbacco!! Nessuno dice il contrario ma in realtà… un conto è dire di utilizzare il TU e quindi un linguaggio colloquiale quando si vuole comunicare online, ed un conto è farlo percepire correttamente.

Questo è il segreto.

Torniamo sempre lì alla propria identità e quindi al branding content.

Sembra una parola molto facile da pronunciare ed anche molto semplice da capire ma… chissà come mai quando siamo di fronte quel foglio bianco o di fronte quella videocamera in cui dobbiamo trasferire qualcosa di noi… boh è come se la teoria andasse a farsi benedire e si cerca di scopiazzare l’approccio di un nostro concorrente o di una persona che stimiamo perché vediamo che è abile e quindi anche noi vogliamo ottenere i suoi risultati.

E’ giustissima l’arte di osservare cosa fanno gli altri ed emularla nel proprio contesto ma… non sempre funziona.

Non sempre è la cosa giusta.

Sai perché? Il pubblico se ne rende conto, è questo il punto.

Il pubblico si rende conto quando ha a che fare con una persona autentica che dichiara le sue più intime intenzioni anziché tentare di copiare qualcuno sperando di raggiungere quello che desidera.

In questo 2022 non serve fare finta di sembrare qualcun altro per raggiungere fantastici risultati.

Purtroppo questa è la trappola in cui la maggior parte di chi vuole fare il content creator sbaglia: ricordiamoci che le persone hanno delle emozioni, hanno un’identità… pertanto basta poco per creare delle solide relazioni. Non serve fingere.

Questo è il segreto nel youtube marketing: creare delle relazioni VERE con i propri fan.

I like, i commenti, le visualizzazioni, le condivisioni non sono solamente dei semplici NUMERI. Sono delle vere e proprie persone che interagiscono con te piuttosto che con qualcun altro perché tutto ciò che stai condividendo trova un reale interesse da parte del pubblico disposto e disponibile a seguire te piuttosto che altri.

Peccato che pur sembrando una cosa così banale, sono veramente pochissimi coloro che la prendono in seria considerazione.

Tu lo farai?

A seconda della tua decisione dipenderanno le sorti di quello che è il tuo business futuro.

Regola n.3 - Rilassati!

“Eh fosse facile per chi già sa stare davanti ad una telecamera!!”

“Ma il peggio poi è leggere i commenti di tutti coloro che mi lasceranno un loro pensiero o giudizio del contenuto condiviso…”

“Se all’inizio di questo contenuto pensavo a come poter far crescere il mio canale youtube fino alle stelle… ora non è che sono così tanto convinto di aprirlo visto che ci sono tutta una serie di conseguenze…”

Già… conseguenze.

In realtà non sono niente di che, anche perché alla fine è solamente ciò che pensiamo accade dentro la nostra mente. Spesso è lì che scatta tutto ma nella realtà dei fatti non è affatto così.

Infatti quello che ti consiglio di fare a te che sei arrivato a visionare questo contenuto fino a questo punto è che nel momento in cui stai per realizzare un video multimediale, immagina quello che una persona si sta chiedendo nel non essere ancora riuscita ad affrontare o superare un problema che invece tu sai come arginare.

Non stare a riflettere a quello che penserà di te, a come ti giudicherà, a come verrai visto e tutta una serie di cose simili.

No non pensarlo.

Piuttosto focalizza la tua attenzione su immaginare cosa frulli nella testa del tuo potenziale cliente, e dillo come se fossi al bar con lui senza doverti costruire una presenza che non hai.

Rilassati e sii te stesso.

Questo sarà l’approccio che vincerà su tutto, puoi starne certo!!

Veloce riepilogo Marketing Youtube | 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti

Prima di salutarci e lasciarti nella creazione dei tuoi contenuti che ti invito a realizzare solo se ad oggi hai già una chiara idea di come vuoi essere percepito e di quello che desidera realmente il pubblico… è bene ricordare i punti chiave fino qui trattati onde evitare di commettere qualche errore di valutazione e quindi perdite di tempo, rabbia ecc.

Ricorda queste 3 cose:

  1. Regola n.1 – riposiziona te stesso rispetto al pubblico che andrà a vedere il video
  2. Regola n.2 – parla come se fossi davanti ad un tuo amico al bar
  3. Regola n.3 – Rilassati!

No stress nella creazione di video multimediali ma solamente divertimento, strategia e monetizzazione.

Questo è il giusto approccio che devi possedere nel momento in cui vuoi sfruttare con criterio la potenza del youtube marketing.

A tal riguardo penso che il video che trovi qui di seguito possa aiutarti nel rafforzare quanto abbiamo visto fino adesso.

Buona visione!

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Capisco che questo articolo sia stato piuttosto lungo e che non sono andato subito a condividere le 3 Regole Fondamentali per iniziare a creare i tuoi video contenuti.

Ci tenevo particolarmente a fare chiarezza su di un tema che fintanto che non viene appreso e metabolizzato al meglio… è difficile approcciare nel modo adeguato.

Prima di realizzare qualsiasi contenuto multimediale si deve essere capaci di vendere.

Poi (se e solo se la propria nicchia lo sta cercando attivamente) si possono creare contenuti video strutturati in modo da innescare il giusto intrattenimento, il giusto interesse e stimolare la propensione d’acquisto.

In tutto ciò sono da considerare pure gli aspetti di lead generation ma di questo ne parleremo in un’altra puntata 😉

Poi nel momento in cui hai chiaro come creare la giusta strategia, sei anche in grado di sfruttare appieno le 3 regole per iniziare a creare i tuoi video contenuti che ti ho condiviso in questo SUCCOSO contenuto.

Se conosci qualche tuo amico o collega che potrebbe trarne beneficio dalla sua lettura, sentiti libero di condividerlo senza problemi, questa sarà cosa assolutamente gradita!

Il Content Marketing è INUTILE se non sai VENDERE. Te lo dice Mik Cosentino

content marketing mik cosentino

Se è la prima volta che capiti sul mio sito e ti stai chiedendo se ha realmente senso ascoltare quanto ha da condividere questo Mik Cosentino, allora ti invito a dare un’occhiata qui >>

In tal modo ti rendi conto chi sono, cosa faccio e quelli che sono i Mik Cosentino Corsi.

Del resto quando si vuole creare un contenuto di marketing, la prima cosa da fare è “chiarire” la propria posizione, specialmente nei confronti di un pubblico che magari non ci conosce e non ha la ben che minima idea di chi siamo e cosa facciamo.

Proprio quello che ho fatto un attimo fa.

E sulla falsa riga dell’attuale condivisione, il tema di cui voglio parlare con te oggi ha a che vedere con un argomento che a volte viene sotto considerato ma che la maggior parte delle persone che giustamente si trovano a voler condividere il loro sapere nel mondo del digital marketing pensano sia “cosa buona e giusta”.

Il content marketing è INUTILE se non sai vendere. Te lo dice Mik Cosentino in un video estratto dal mio canale You Tube che ti invito a visionare per farti capire nel dettaglio il significato di quest’argomentazione piuttosto controversa.


Quello che ho condiviso nel video è stato estrapolare un aneddoto che mi è REALMENTE successo quando ero agli albori della mia carriera come digital marketer ed
InfomarketingX era ancora nei miei lontani pensieri.

Il punto è questo: se abitui troppo bene un pubblico di persone a ricevere contenuti gratuiti su contenuti gratuiti senza alcun orientamento alla vendita… poi succede che il giorno in cui “giustamente” proponi qualcosa che possa portare ULTERIORE valore percepito al tuo pubblico (anche già pagante) dietro compenso economico, poi ti ritrovi i forconi puntati sulle chiappette.

Posso assicurarti che ci rimani piuttosto male dopo oltre un anno di supporto (non dovuto) erogato proprio per prendere a cuore il successo di ogni singolo partecipante ad un programma di formazione che ora è molto diverso rispetto all’epoca.

La cosa sconcertante è che avevo a che fare con un pubblico che già stava ricevendo MOOOLTO di più rispetto quello che invece aveva pagato e la stragrande maggioranza di questi aveva pure ottenuto risultati ripagando ben oltre l’investimento profuso per entrare in quel programma formativo.

Ho voluto precisare questa cosa perché già dall’inizio della mia carriera in questo mondo ho dato sempre dei contenuti che in qualche modo portassero nuovi risultati a chi intraprendeva il viaggio – premura che ad oggi sembra completamente persa da coloro che propongono situazioni potenzialmente simili a quello che faccio io da anni a questa parte.

Vabbè, a parte questo, nell’aneddoto che ti ho condiviso, per certi versi ero entrato nel “loop” del fai contenuto che un giorno le persone te ne saranno riconoscenti.

Ah sì ho visto!

Ma ci sta, alla fine ognuno di noi reagisce in modo differente a seconda del contesto e se io Mik Cosentino dovessi trovare un ERRORE che ho commesso all’epoca è stato proprio questo: dare di più di quello che una persona si aspettava di ricevere con la “pretesa matematica” che – in quel caso – avrebbero accolto positivamente una mia offerta futura.

Purtroppo non è stato così (e lo avrei accolto se non li avessi considerati minimamente) ma forse come dice un detto “più tratti male una persona e più ti considera”.

Sia chiaro: quanto ho appena condiviso è solamente una citazione del mondo “popolare”.

Ma forse in quel caso Mik non hai saputo vendere bene...

Probabile.

C’è da dire che quello appena condiviso mi pare un pensiero piuttosto azzardato ma è plausibile sulla base di quanto ho esordito in questo contenuto – che ovviamente è GRATUITO – ma tra un po’ ci metterò un link per farti scoprire come riuscire a vendere sabbia pure ai beduini.

In fondo se sai fare questo (vendere della merce a chi in realtà ne ha già in abbondanza) non hai bisogno di crearti un eccessivo contenuto intorno i tuoi materiali di marketing – ma questo lo andremo ad analizzare a tempo debito.

Quindi la vera domanda che ci dovremmo porre è: cosa vuol dire fare content marketing in questo mondo digital?

La cosa sembra molto semplice, per alcuni addirittura banale, ma durante questi tempi così veloci, nel 2022 le cose non saranno più quelle di sempre.

E non lo dico per fare una profezia autoavverante, lo dichiaro per tutta una serie di eventi che stanno succedendo nel mondo online, un mondo che sta evolvendo alla velocità della luce, in cui nascono opportunità dietro ogni dove e allo stesso tempo implodono in loro stesse se non vengono gestite in misura corretta.

C’è chi spinto da qualche moda del momento o visionando qualche trend di mercato (senza capirne il reale funzionamento) segue ed emula persone incontrate per caso immaginando che tutto andrà bene ma… potrà mai andare bene seguire uno sconosciuto?

Cioè capiamoci: seguiresti mai una persona incontrata per caso se:

  • non ti ispira fiducia
  • non ti rassicura
  • non si palesa esperto in quello che dichiara
  • non ha casi studio da mostrare per essere un minimo coerente
  • non ha a cuore il reale successo delle persone

Te lo richiedo: seguiresti mai una persona che farebbe le cose solamente tanto per guadagnare online senza avere a cuore i benefici del proprio cliente ideale?

Considera una cosa: quanto sto condividendo ha una reale attinenza con il content marketing, perché per quanto sia vero dire che la creazione di contenuto segue la nicchia in cui ci si trova, il cliente a cui ci si rivolge e i problemi che si vogliono risolvere…

… in tutto questo se non hai a cuore le recensioni delle persone che parlano di te, dei tuoi servizi, corsi o quello che sia… beh puoi anche allontanarti da quello che faccio perché abbiamo dei principi e valori morali completamente distinti.

Per me in InfomarketingX (ed in ogni progetto che seguo) è FONDAMENTALE avere a cuore l’interesse e la cura di chi decide di investire su di me e su quello che ho creato e sto creando.

Mi sentirei veramente a disagio nel sapere di vendere informazioni (e di conseguenza trasformazioni) che però non sono in grado di fare nulla nella vita di chi le applica.

Ecco perché fare un video al giorno come strategia di digital marketing non sempre ha senso

strategia digitale


Il punto è questo: se tutto quello che ho da condividere non è minimamente finalizzato alla vendita di un prodotto o servizio e i contenuti gratuiti che realizzo non sono strutturati tali per cui vanno a smontare delle false credenze, ne creano di nuove potenzianti e stimolano la percezione umana a dire “
cavoli forse dovrei saperne di più e quindi dovrei valutare l’idea d’investire o comunque di spendere”, allora tutto quello che sto creando come content marketing è realmente debole.

Non è facile accettare e fare proprio questo cambio di paradigma ma in realtà è la base da cui dobbiamo partire per renderci conto che “occupare” il proprio tempo a fare delle azioni che non sono orientate al giusto risultato è un rischio che in teoria NESSUNO dovrebbe prendersi.

Dentro a questo mondo del digital marketing si ha la credenza che sia per forza di cose necessario creare dei contenuti gratuiti o comunque “farsi sentire il più possibile” dalla propria community o social network che siano, che in qualche modo le persone si interesseranno e vorranno avere maggiori informazioni su quanto stiamo portando avanti.

Ma dire “quanto sia preziosa la nostra sabbia rispetto quella dei Beduini non la rende di certo speciale ed unica”.

Serve fare un’altra cosa che rivelo passo passo nella pagina che ti si apre cliccando il pulsante qui sotto.

Piccolo spoiler: ti renderai conto del motivo di questo paragone nel momento in cui leggerai la pagina linkata poco fa.

Ovviamente quello che sto dicendo potrebbe far intendere che si deve focalizzare la propria attenzione UNICAMENTE sulla vendita e quindi lasciar perdere la parte di contenuto ma… poi anche qui il pubblico di riferimento potrebbe restare un po’ diffidente e dire che “si pensa solamente ai soldi” se si punta tutta l’attenzione sul “vendere, vendere e ancora vendere” senza considerare l’aiutare coloro che non riescono a capire come muoversi a riguardo in un contesto che non conoscono.

Ed ecco che sorge il dilemma del content marketing: quando creare contenuto gratis e quando vendere?


Chi lo sa? A questa domanda sembra non esserci un’adeguata risposta quando invece il nocciolo della questione è da ricercarsi a capo della strategia di
marketing stessa.

Fare un video al giorno per coprire dello spazio disponibile come visibilità online (essa sia derivante dai social network piuttosto che da un canale YouTube o podcast) poco cambia.

Perché fino a quando non si ha la ben che minima idea di cosa dire, come dirlo e con quale obiettivo per farsi conoscere e offrire una soluzione specifica ad un pubblico di persone che potrebbe avere bisogno di quello che sappiamo, il content marketing non potrebbe mai e poi mai trovare un’adeguata applicazione.

Ma nel momento in cui seguirai la lista che ti sto per condividere sarai in grado di capire quando fare content e quando è il caso di vendere, ma anche qui va capito COME fare contenuto e come fare vendita dall’altro, perché se poi rischio di dare più attenzione ad un contesto piuttosto che un altro posso vanificare tutto quanto.

Se invece seguirai quanto sto per dirti sarai capace d’innescare il giusto equilibrio all’interno del tuo ecosistema di marketing.

  • Non iniziare a creare contenuti gratuiti se quello che vuoi condividere non ha visto ancora il becco di un quattrino (il tuo prodotto o servizio offerto deve essere già stato venduto a qualcuno prima di proporre la minima offerta sul mercato altrimenti rischi di dare vita a qualcosa che nessuno vuole)

  • Focalizza SEMPRE l’obiettivo della tua comunicazione e perché mai una persona dovrebbe ascoltarti. Rispondi alla domanda: perché dovrei continuare ad approfondire l’argomento?

  • Cosa c’è di realmente speciale in quello che vuoi condividere? Risolvi un problema specifico in un specifico modo oppure hai qualche dubbio a riguardo?

  • Quanta esperienza hai dalla tua parte tale per cui un pubblico sarebbe ben contento di seguirti?

  • Hai mai venduto qualsiasi cosa (oltre quello che vuoi condividere gratuitamente come informazioni)?

  • Saresti in grado di “vendere” le informazioni che daresti gratuitamente? Nel senso: in una scala da 1 a 10 quanto riusciresti a convincere una persona a seguire quello che hai da condividere anziché fare dell’altro?

  • Non cadere nella trappola del dare molto contenuto che però non è strutturato per stimolare l’acquisto del pubblico – rischieresti di perdere solamente tempo e vivere dentro una “subdola” illusione

  • Hai definito in modo preciso ed univoco il pubblico a cui condividi la tua comunicazione?

  • Sei al corrente dei vari concorrenti presenti nella tua nicchia? Non fare finta di essere l’UNICO a proporre qualcosa di “innovativo” se non monitori il mercato. Fai attenzione alla trappola dell’ego, è MICIDIALE.

  • Da quanto tempo sono presenti e cosa offrono? Osserva bene.

  • Hai individuato il “percorso mentale” che il tuo cliente dovrebbe fare per rendersi conto che ha bisogno di quello che offri o comunque di un prodotto o servizio specifico per superare i suoi ostacoli e raggiungere più facilmente quello che ad oggi non ha piuttosto che prostrarsi dinanzi ai tuoi concorrenti?

Ora… prenditi del tempo per meditare e riflettere su quanto ti ho condiviso perché si tratta di un qualcosa che potrebbe darti MOOOLTO fastidio – e se succede BENE così perché vorrà dire che ho toccato delle note dolenti.

Del resto la mia fama mi precede, quindi chi mi conosce sa che a volte dico cose che possono far male, ma quando succede è per far SPALANCARE gli occhi onde evitare di commettere ERRORI inutili.

Perciò tornando al discorso della lista di concetti e domande condivisa, è stata messa a disposizione per farti riflettere su cosa vuol dire un concetto soltanto: l’importanza di trovare un giusto equilibrio tra content marketing e vendita.

Infatti la strategia di marketing può realmente aiutarti


A prescindere da quello che è il servizio o prodotto condiviso, in ogni meccanismo di marketing e non che si rispetti, ci sono tutta una serie di step da tenere in considerazione onde evitare di muoversi alla cieca piuttosto che ad esempio (questa è quella più sentita) cominciare ad aprire un gruppo facebook o telegram e dare contenuto piuttosto che fare video su video sperando che possa accadere qualcosa.

La realtà dei fatti è che la vendita non accade dalla sera alla mattina.

La vendita non avviene così tanto perché è fisiologica.

La vendita deve essere “indotta” in qualche modo e fare un video al giorno piuttosto che creare contenuto gratuito in un gruppo, non fa di questa costanza un elemento vincente.

Tutto dipende da come nasce, da qual’è il messaggio di marketing, da qual’è il pubblico coinvolto e perché una persona dovrebbe continuare a decidere di “barattare” il suo tempo per delle informazioni di valore o di dare dei “soldi” per raggiungere più velocemente un risultato.

Se in questo contesto non tengo conto di aver già venduto quello di cui voglio parlare online e mi sforzo a creare tutta una serie di hype, di interesse, di intrattenimento su un qualcosa che poi magari il pubblico non è nemmeno invogliato a comprare… beh rischio di fare seriamente un buco nell’acqua.

Ecco perché all’interno di InfomarketingX ribadisco spesso questo concetto, perché di base è quasi sempre poco considerato.

  • prima devo sapere in che mercato voglio operare
  • poi posso analizzare la situazione per rendermi conto di quale possa essere la miglior soluzione da prendere in considerazione
  • l’impacchettamento di un’informazione, prodotto o servizio, spesso viene completamente sbagliato perché si crede che in ogni contesto in cui ci si trova (natura del business) valgano le stesse identiche regole – in linea di principio è anche corretto ma poi devono essere adottate delle “correzioni” per far funzionare il tutto al meglio.

Ed è proprio in questo frangente che si precipita nel “generalizzare” pensando che:

  • creare una pagina social
  • farci dei contenuti sopra
  • aprire un canale youtube
  • registrare dei video
  • aprire un blog
  • scrivere degli articoli
  • aprire una mailing list
  • fare delle email
  • aprire una community
  • realizzare dei post

Sia la strada giusta per farsi vivo e cominciare poi ad attirare attenzione in quello che è il proprio contesto personale e a cascata fare vendite a manetta come se non ci fosse un domani.

Non sempre è giusto procedere in tal senso SPECIALMENTE se ogni azione non è orientata alla vendita.

Non ha MINIMAMENTE senso essere presenti online se non si ha un pizzico di attitudine alla negoziazione.

Non sono i like o le visualizzazioni che ti fanno guadagnare sul web.

Come non sono nemmeno i commenti e le condivisioni a farti arrivare soldi sul tuo conto corrente.

C’è bisogno di molto di più ad oggi.

E non si tratta nemmeno di fare “branding” o qualche “sponsorizzata per copertura” tanto per attirare l’attenzione.

No.

C’è prima da capire la giusta impalcatura di marketing da realizzare che possa sorreggere tutto il meccanismo di vendita che porta una persona a voler REALMENTE comprare un prodotto o servizio, per poi passare alla fase in cui si creano una serie di contenuti con l’obiettivo d’innescare interesse ed attenzione intorno, mirati a convincere che quello che abbiamo da offrire è realmente la cosa migliore per quella persona.

Il content marketing e la vendita devono andare di pari passo.

Uno non esclude l’altro.

Se poi vengono fusi nel giusto mix tale per cui nel momento in cui una persona visiona del materiale gratuito e ne rimane sempre più interessata al punto da voler accedere ai contenuti a pagamento… ecco che si è innescato il giusto compromesso.

Chiaramente tutto questo non lo si può fare dalla sera alla mattina, non lo si può improvvisare, così come non si può improvvisare la vendita.

Ecco perché prima è bene partire da lei, così la conosci, ci prendi confidenza e alla fine ti rendi conto che non è nemmeno così pessima come qualcuno ti ha raccontato in qualche momento della tua vita.

Non serve essere insistenti.

Non serve avere la parlantina.

Non serve nemmeno indossare giacca e cravatta.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. Lo riconosco, questo articolo è stato piuttosto argomentato ma in tutto questo non ci dobbiamo dimenticare UNA cosa, forse quella più importante su TUTTE, che se io non ho inteso che dentro ad una specifica nicchia è REALMENTE richiesto quello che voglio condividere e proporre… a poco serve parlare di content marketing e vendita.

Queste due facce della stessa medaglia trovano applicazione nel momento in cui portano avanti la conoscenza e l’approfondimento di temi che sono richiesti dentro la nicchia specifica.

Ma anche di questo contesto ne parleremo a tempo debito.

Per il momento impara a vendere perché se lo saprai fare, poi estrapolare dei contenuti gratuiti mirati ad intrattenere, invogliare e convincere si riesce a realizzare senza troppa difficoltà.

Ma provare a creare contenuti senza saper vendere… ti dico già che è una battaglia persa ancor prima di iniziare.

Poi c’è anche chi lo fa – seppur (sotto sotto) tenta comunque di proporre qualcosa in modo “timido”.

Pure qui si potrebbe aprire un capitolo infinito…

PPS. Chiaramente quando parlo di vendita non mi riferisco ad un venditore di pentole o ad una persona insistente.

Mi riferisco a dei criteri che potrai approfondire tu stesso cliccando qui >>

PPPS. Se ti stai chiedendo come puoi trovare un adeguato compromesso tra il fatto di creare contenuto, come e quando veicolarlo senza risultare dei venditori di pentole ma peggio ancora dei buon SAMARITANI che tutto offrono innescando poi nel pubblico pure un senso di “pretesa” a prescindere… continua a seguirmi perché nelle prossime uscite settimanali avrai ulteriore chiarezza su questi aspetti apparentemente scontati ma poco compresi.

Sabbia a Beduini | Saper Vendere Online nel 2022

vendere online 2022

Ormai è risaputo che la vendita online non è più un segreto per chi si avvicina al mondo del marketing o dall’online in generale.

Basta entrare su Facebook per essere bombardati da offerte su offerte e questo il pubblico di oggi ne è assolutamente CONSAPEVOLE.

Infatti non ha paura di COMPRARE ma di fare l’affare sbagliato o peggio ancora di essere fregato.

Ma fregato da cosa?

Da una vendita online insistente oppure di un qualcosa che alla fine della fiera era totalmente INUTILE e che non porta il minimo valore a quella che è la propria vita ECONOMICA.

Del resto siamo nel business del DENARO: chiunque vuole fare più soldi e di conseguenza spendere come meglio crede una moneta digitale o di carta.

Breve uscita dal tema in questione: quando parlo di moneta digitale mi riferisco ad uno degli ultimi video che ho postato sul mio canale inerenti al bitcoin.

 

Ci tengo a precisare che tutto quello che condivido in tema finanziario non è legge o istruzioni di guadagno facile ma delle mie PERSONALI e ribadisco PERSONALI considerazioni sul tema, a fronte di operatività sul campo, test e MIO denaro investito che posso rischiare di perdere.

Quindi quanto condiviso non può in nessun modo essere travisato.

Tornando a noi il fatto è che sono veramente poche le persone che nell’arco della loro vita riescono a permettersi di fare spese più o meno desiderate ed anche fuori della propria portata – proprio per il fatto che una delle leve economiche che ha grande impatto nell’uomo è quella di poter desiderare quello che non riuscirebbe in alcun modo permettersi.

Tuttavia siamo dannatamente attirati da quello che non possiamo avere e che in qualche modo ci eleverebbe come “status quo” rispetto ai nostri coetanei che saremmo disposti e disponibili a fare qualsiasi cosa (anche carte false) pur di raggiungere il nostro oggetto del desiderio. 

Ma perché ti sto dicendo queste cose?

La Vendita online inizia così:

Quante volte ti è capitato di non saper come fare una determinata cosa ed hai cercato online maggiori informazioni?

Questa si chiama DOMANDA Consapevole.

E invece quanto spesso ti si è accesa una lampadina dopo aver ascoltato una frase o una domanda che ti ha aperto una visione completamente nuova facendoti riflettere a ciò che fino a quel momento era assopito nelle viscere del tuo io?

Questa si chiama domanda LATENTE.

Ed entrambe le tipologie di domande è bene usarle all’interno di una vendita online.

Per quale motivo?

Per lo stesso motivo che non tutte le persone sono spinte dagli stessi stimoli.

C’è quel tipo di persona che reagisce maggiormente ad una scarsità impellente o a quello che invece messo di fronte all’esclusività si sente PREZIOSO e vuole fare parte di qualcosa che lo fa sentire SPECIALE spingendolo a mettere mano al proprio portafogli.

In fondo a ciascuno di noi piace vivere questo senso di benessere o percezione, e nel momento in cui durante una fase di vendita stuzzico queste “leve”, ecco che potrebbe essere molto più semplice convincere una persona nel fare la cosa GIUSTA piuttosto che restare così come si trova.

Chiaramente l’etica deve essere alla base di una efficace e profittevole negoziazione, altrimenti è un attimo rischiare di essere visti in modo diametralmente opposto.

Anche perché una delle cose che il target pensa quando si trova a decidere se comprare o meno un prodotto o servizio che sa che potrebbe aiutarlo in qualche modo, ma in passato è rimasto “scottato” da un’esperienza poco piacevole…

Non voglio sbagliare a comprare ancora una volta 😥

vendere online errori

 

Ecco che sbuca fuori come una talpa!

Questo è uno degli incubi più frequenti e ricorrenti di un pubblico che ha già provato diverse strade ma NESSUNA di queste lo ha avvicinato anche di un solo passo verso la situazione DESIDERATA.

E allora perché dovrebbe accedere ORA?

Perché una persona dovrebbe CONVINCERSI che con te troverà ciò che non ha mai trovato altrove?

Perché un BEDUINO dovrebbe comprare dell’altra sabbia magari da una persona che non ne ha nemmeno la proprietà? 

Sarebbe un paradosso.

Ma se non ci fosse una spiegazione più o meno LOGICA a questo contesto, allora non si spiegherebbe perché le persone, nonostante abbiano subito delle delusioni in amore, continuano a cercare senza sosta quella persona che finalmente le farà toccare il cielo con un dito.

Oltre all’esperienza di vivere qualcosa di nuovo, le persone vogliono vivere l’EMOZIONE sulla loro pelle, l’emozione di poter possedere anche loro quello che altri stanno vivendo e vorrebbero sapere cosa si prova per sentirsi appagati, desiderati, vivi!

Così se riescono ad essere convinte da qualcuno che gli riaccende la speranza, la vendita diventa più semplice che mai.

Ma chi mi dice che funzionerà DAVVERO e non sarà l’ennesima fregatura?

La Vendita Online è gestire le obiezioni sul nascere

Altrimenti il rischio di essere percepiti come uguali tutti agli altri è piuttosto alto e se accade questo ancoraggio nella mente della persona… puoi dire addio ad ogni possibilità di vendita.

In fondo se tu sei qui a visionare questo articolo sulla vendita anziché fare altre cose, vuol dire che qualcosa ho toccato dentro di te, ma non è detto che avvenga a priori.

Nessuno ha la palla di cristallo per prevedere il futuro o anticipare i pensieri del tuo pubblico per sapere a cosa fare leva o meno.

Ecco perché se si ha un protocollo da seguire è tutto molto più semplice ed immediato.

Specialmente nel mondo della vendita, perché tutti noi “vendiamo” ogni giorno – anche quando pensiamo di non essere dei venditori.

E’ proprio questo concetto a rendere la vendita così poco compresa e distante da tutti quelli che dicono “no no, ma a me vendere non serve perché tanto ho questo prodotto, le sue caratteristiche sono la miglior vendita che riescono a fare al pubblico interessato”.

O ancora “perché mai dovrei pressare la gente a comprare una cosa a tutti i costi? Possono arrivarci da soli!! Meglio non essere particolarmente pressanti!! Altrimenti rischiamo di innescare una pessima percezione di noi e di quello che facciamo.”

C’è da dire che questi pensieri appena condivisi (uniti a tanti altri) rappresentano esattamente quello che la maggior parte delle persone pensa sulla vendita.

Ma questi pensieri sono tutti potenzialmente sbagliati proprio per quello che rivelo passo passo nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Dacci un’occhiata e poi fammi sapere che ne pensi sulla vendita.

Vendere oggi giorno (specialmente nel 2022 – si quando sto scrivendo questo articolo il nuovo anno deve ancora arrivare ma poco ci manca) significa:

  • conoscere il pubblico
  • le sue necessità
  • i suoi bisogni
  • cosa odia
  • chi siamo noi e che percezione abbiamo nei loro confronti
  • come possiamo utilizzare questa dinamica a nostro vantaggio (in primis)
  • e poi come possiamo rendere più agevole il raggiungimento del risultato al nostro pubblico grazie a quello che abbiamo creato

Ma prima di proporre come giusta la soluzione che abbiamo ideato, quello che si deve fare è confermare la nostra identità e la nostra presenza come quella giusta nella mente del pubblico potenziale.

Dopo che è stata accolta questa cosa c’è tutto un processo da tenere in considerazione per riuscire a vendere Sabbia ai Beduini >> 

Ovviamente la vendita dipende anche dal format che viene utilizzato come impalcatura di marketing

 

Mi spiego meglio.

Se sto parlando di vendita telefonica, dovrò utilizzare un approccio che di base potrebbe essere anche similare alla vendita online ma… quando parlo di vendita online a cosa mi voglio riferire?

Perché se sto parlando di vendita in ecommerce è un conto, se sto parlando di vendita per un prodotto digitale o un servizio di consulenza che non prevede l’acquisto automatico dovrò toccare pure alcune leve che diversamente resterebbero lì non utilizzate.

Ma dipende… quindi per quanto è vero che esiste un protocollo di vendita che potrebbe funzionare sempre, dipende da come utilizzo lo strumento nel contesto.

Meglio non fare mai di tutta un’erba un fascio. Ecco perché ti invito a dare un’occhiata a cosa vuol dire Vendere Sabbia ai Beduini >>

Perché da questo contesto sei in grado di capire molte dinamiche di vendita che altrimenti non prenderesti mai in considerazione ed il fatto che restano ferme lì, ti impediscono di poter massimizzare e monetizzare una situazione che in caso contrario potrebbe diventare un grande vantaggio.

Ma tutto dipende dalle informazioni che conosci e da come le usi.

Potresti avere una pratica guida con InfomarketingX.

Meglio affidarsi e fidarsi di chi sa quello che funziona in ogni contesto.

Mik Cosentino

PS. Nel 2022 saper vendere online non è più così scontato come tempo fa, ecco perché comunque la vendita non deve essere vista come una “costrizione all’acquisto” ma come una diretta conseguenza per quelle che sono le proprie pretese e necessità personali.

Vendere Sabbia ai Beduini potrebbe aiutarti a capire sia come impostare la vendita nel tuo caso specifico e sia come avere un adeguato approccio di negoziazione che nella vendita online (di questi tempi) non è mai sbagliato.

I 3 Dubbi Più Frequenti Quando Ci Si Approccia Al Business Online – I Consigli Di Mik Cosentino

dubbi online marketing

 

Recentemente si è concluso il nostro evento virtuale in streaming (la 4a edizione di Liberati dalle Catene) che abbiamo avuto il piacere (e la necessità) di riprenderlo in causa per fare chiarezza sul mondo del business online, perché ormai chiunque può condividere la sua a riguardo.

Del resto i social network sono un potente megafono di “potenziale credibilità” che si può acquisire pur senza le adeguate competenze in materia – ma questo è un altro discorso che ora non andiamo a trattare, altrimenti rischiamo di entrare in un “loop” a non finire.

Piuttosto quello che voglio fare adesso con te in questo articolo è proprio il fatto di condividerti i 3 dubbi più frequenti che una persona potrebbe percepire nell’esatto momento in cui si rende conto che online si possono creare tante “belle cose” dando spazio alla propria identità potendo anche guadagnare soldi – anche se non è poi così immediato come sembra.

verità business online

Nessuno può obiettare sul fatto che internet è una potente vetrina sul mondo.

L’unica cosa è che:

  • se non sai come abbellirla nel modo corretto, nessuno ti si fila (e non è detto che le persone che riesci ad attirare siano ben disposte a darti la loro attenzione)
  • non è sempre corretto essere presenti in modo massiccio online se il prodotto o servizio condiviso non è considerato dal tuo pubblico (a poco serve urlare di avere qualcosa che a nessuno interessa)
  • oltre a te possono esserci tanti altri concorrenti che cercano di attirare l’attenzione (ed i soldi) dei vari clienti ma in certi contesti non è nemmeno così “sensato” scendere in campo (mangiare le briciole degli altri non è mai una corretta strategia se vuoi fare i soldi quelli veri – poi capirai quello che intendo)
  • alcuni prodotti o servizi “oggi ci sono e domani chissà”, quindi se il tuo intento è quello di saltare da palo in frasca così a “convenienza” per fare qualche soldino, allora è meglio se lasci perdere quanto ti svelerò a breve

Ma il fatto di vendere aria fritta nel business online preclude comunque:

  • conoscere il proprio settore
  • conoscere i vari concorrenti (quelli più impattanti e realmente concorrenti)
  • conoscere il proprio cliente ideale
  • conoscere quelli che potrebbero essere dei trend di mercato a seconda di come si sviluppa il business
  • conoscere le adeguate strategie per impattare su più persone possibili

Insomma anche per muovere qualche “passettino” come se si avesse iniziato a camminare da poco, bisogna fare le adeguate valutazioni onde evitare d’incappare in qualche scivolone poco piacevole.

Ma anche in questo caso, non è detto che essere in possesso delle strategie all’ultimo grido o della piattaforma più innovativa di sempre ti permette di fare il salto quantico nel digital marketing.

Perché dico questo?

Perché se quello che tu vuoi offrire non è richiesto da nessuno, è datato o anticipa di troppo i tempi rispetto quello che si dice lì fuori… a poco ci fai delle belle cose.

Capisci cosa voglio dire?

Vale davvero la pena entrare nel business online?

entra nel business online

Personalmente ritengo che questo sia il più grande dei dubbi che una persona che si sta avvicinando a questo mondo potrebbe avere.

Del resto perché in questo 2021 ormai giunto alla fine, una persona dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’utilizzo del web marketing per portare nuovi clienti alla sua realtà facendoli spendere di più con strategie di vendita e acquisti di prodotti o servizi che possono essere utili al target?

Perché bisognerebbe scomodarsi tanto per guadagnare online?

In fondo a chi interessa poter avere anche solamente 1000€ in più ogni mese completamente slegati da quella che è la propria professione principale?

So che quello che ho appena scritto sembra essere quasi una “presa in giro” o comunque un “perculare” ma… si tratta proprio di uno dei principali motivi che spingono una persona a fare l’altalena con il business online.

Mi spiego meglio.

A prescindere che ci siano più o meno testimonianze che dichiarano l’efficacia di quello che uno fa e condivide sul web ogni singolo giorno, oppure del fatto che ci sia una nicchia di persone che sta ottenendo bei risultati grazie all’online marketing…  l’uomo può essere portato a pensare che:

  • non è capace di replicare i risultati che hanno altre persone
  • lui non avrà mai la possibilità di coronare qualche suo sogno o desiderio
  • non avendo niente da vendere online, non potrà farci molto con delle informazioni pratiche seppur efficaci
  • sia pericoloso e rischioso intraprendere una strada poco conosciuta che rispetto la totalità delle persone, solamente in pochi si avventurano e ci riescono veramente

Del resto… se fosse una cosa sicura e certa di raggiungere un determinato risultato garantito nel tempo… chiunque vorrebbe farne parte.

Il punto è che nel business online NESSUNO può dare certezze se prima non analizza per filo e per segno quello che ha intenzione di proporre.

Anche perché il business online funziona come quello offline.

Così come ci sono aziende che funzionano meglio di altre… anche online vale la stessa cosa.

E “generalizzando” ancora di più il concetto, i risultati si ottengono nel momento in cui c’è un incontro della domanda e offerta sul mercato.

Anche il semplice fatto di andare a comprare caramelle prima di andare a scuola rappresenta un ipotetico settore di mercato potenzialmente florido.

Il punto è con quale lente d’ingrandimento viene visto e considerato il tutto.

Ovviamente non ha senso fare di tutta un’erba un fascio iniziando a dire:

  • tutti quelli che si muovono online lo fanno da tempo, quindi è inutile cercare di digitalizzare o proporre qualcosa oggigiorno
  • ci vogliono tanti capitali per iniziare
  • bisogna avere l’idea del secolo per sfondare
  • si devono conoscere le giuste persone per riuscire ad ottenere qualcosa di concreto

E tutte cose del genere.

Ci sta, lo capisco ed è fisiologico pensarlo, specialmente se si sta partendo da zero nel muovere i primi passi o se ci si sta chiedendo se vale la pena approfondire il discorso.

Io ti dico…

E poi come faccio ad attirare l’attenzione nella giungla del web marketing?

attenzione web marketing

 

Anche questo è uno dei tanti dubbi che le persone possono avere nel momento in cui si guardano intorno e osservano delle “possibilità”.

E’ normale che sia difficile attirare l’attenzione se ti metti ai piedi di un mostro sacro alto 4 grattacieli e mezzo.

Nessuno ti considera perché gli sguardi del pubblico potrebbero puntare verso la vetta ma… (e c’è un grosso ma) nel momento in cui individui anche solamente un punto scoperto dello stesso mostro sacro o comunque un piccolo ma presente interesse nella testa delle persone in merito una nicchia specifica che nessuno sta considerando… anche se non sei NESSUNO per poter condividere la tua opinione o comunque poter offrire qualcosa di realmente impattante per il pubblico… ecco che tutto cambia.

E per riuscire in questo basta fare una ricerca di mercato monetizzabile, nel senso che utilizzando quelli che sono gli strumenti già presenti online (basta conoscerli) si ha la possibilità di verificare cosa pensano le persone di un argomento piuttosto che un altro.

Un modo molto semplice già per farsi un’idea è utilizzare:

  • la barra di ricerca di Google
  • la barra di ricerca di YouTube
  • la barra di ricerca di Amazon
  • la barra di ricerca di Facebook
  • la barra di ricerca di Quora
  • la barra di ricerca di Answer The Public

Forse gli unici due meno conosciuti rispetto tutti gli altri sono proprio i due finali dell’elenco appena condiviso.

Eppure quando si pensa all’online marketing una delle prime cose che viene in mente è:

  • cominciare a spendere tanti soldi in pubblicità
  • avere un sito presente e funzionante
  • eventualmente i social ben costruiti
  • vedere che entrano i soldi nel proprio PayPal o Stripe

In realtà (anche qui sto generalizzando – ma lo faccio per mostrare come pensa la maggior parte delle persone che vedono dalla prospettiva sbagliata questo mondo) fare online marketing è più complesso di quello che sembra.

Questo perché?

Perché l’online marketing prevede:

  • analisi di mercato
  • analisi dei bisogni
  • analisi trend futuri
  • analisi della concorrenza
  • analisi della fattibilità di quello che si vuole proporre
  • analisi di quello che serve per ottenere già un riscontro (positivo o negativo che sia)
  • analisi del proprio target ed efficace individuazione
  • analisi del budget che si può spendere rispetto la concorrenza
  • analisi della strategia più corretta e funzionale possibile da mettere in campo per monetizzare le varie azioni
  • (e molto altro – se si vuole agire in modo scientifico ed efficace)

Quindi va da sé che se si tengono sott’occhio le dinamiche sbagliate, commettere degli errori è più facile di quello che può sembrare.

E non è nemmeno vero che si può digitalizzare qualsiasi cosa. Bisogna prima ANALIZZARE, poi TESTARE e in qualche modo MONETIZZARE tenendo conto dei KPI.

I NUMERI.

Senza quelli si parla solamente di semplici e banali opinioni che vanno bene per le chiacchiere da bar.

L’ho fatto proprio per dare voce in capitolo ad una dinamica già da tempo presente nella mente di chi viene bombardato a destra e manca w non riesce a capire chi ascoltare, perché e con quale obiettivo.

Sembra una cosa ridicola ma in realtà rappresenta una sacrosanta verità!

Quindi da dove si deve iniziare per sfruttare l’online marketing in modo efficace?

 

Devi iniziare da una domanda molto semplice: perché una persona dovrebbe aver bisogno di te?

O ancora: perché una persona dovrebbe comprare un prodotto o servizio online?

A che pro?

Perché dovresti spendere del tempo nel creare un marketing efficace e funzionante che motivi una persona potenzialmente sconosciuta ad avvicinarsi a quello che proponi senza rischiare di fare un buco nell’acqua o perdere pure di credibilità nel muoverti online?

Oggi in questo 2021 ormai concluso non basta più fare qualche video, essere presente nei vari social network e così il pubblico compra senza pensarci due volte.

Smettila di credere alle favole.

Il pubblico oggi è molto più preparato, attento e scaltro che mai al punto tale che non acquista dal primo che gli capita sotto tiro.

  • Non acquista se non trova realmente funzionale quello che vede dall’altra parte.
  • Non acquista se non trova dei reali benefici nel farlo.
  • Non acquista se già c’è qualcun altro che offre la stessa cosa ad un prezzo più basso (o viceversa).

Il pubblico oggi ha bisogno di essere:

  • compreso
  • coinvolto
  • capito
  • ispirato
  • e proiettato verso il raggiungimento dei suoi obiettivi

Quello che ti ho appena detto non rappresenta una sequenza motivazionale da utilizzare solamente nella vendita per influenzare la decisione di acquisto, ma sono in realtà dei piccoli elementi che in tutta quella che sarà la tua comunicazione di marketing deve esserci per massimizzare al meglio ogni singolo sforzo.

Usare il web marketing per promuovere un prodotto o un servizio, oggi sta diventando sempre più complesso.

La competizione cresce sempre di più (complice anche la pandemia stessa che ha risvegliato nelle persone il fatto di lavorare da casa) e quindi se aumentano i concorrenti, possono diminuire pure le possibilità di successo ma aumentare i costi pubblicitari ecc.

Non nego il fatto che il tanto desiderato “successo” sia il semplicistico “fare azione per far succedere le cose”.

Perché se ci pensi, alla fine, si tratta di fare delle azioni ben precise orientate verso un goal ben preciso monitorando i KPI e le reazioni del mercato a riguardo.

Ma se io non ho idea di qual è l’ordine da seguire per far succedere queste cose, se non so da dove devo partire e se non c’è NESSUNO che mi guida per rendermi conto del vero rispetto al falso (perché c’è anche questo nell’oceano delle informazioni online) allora è veramente difficile riuscire ad ottenere bei risultati grazie all’online marketing.

Come risulta essere piuttosto “banale” il fatto di vendere aria fritta, ovvero il fatto di vendere online informazioni che potrebbero essere disfunzionali al risultato che noi potremmo far raggiungere ad una persona inizialmente persuasa ad intraprendere una scoperta con noi.

Nasce proprio per mostrare una via semplice e veloce verso alla giusta conoscenza di come ci si deve muovere online con successo.

Breve riepilogo di questo articolo sui dubbi di quando ci si approccia al business online

 

Di base i 3 dubbi più frequenti presenti in chi si approccia al business online sono questi:

  1. Vale davvero la pena?
  2. Come faccio ad attirare l’attenzione?
  3. Da dove iniziare?

Secondo un’analisi fatta su un campione di studenti che si sono avvicinati al mondo dell’online marketing per capire e scoprire come utilizzare in modo intelligente ed efficace gli strumenti di persuasione messi a disposizione da questi tempi moderni, si scontravano con i 3 dubbi appena condivisi.

Si tratta di un approfondimento multimediale di quello che è questo mondo online, fatto di tantissime informazioni (più o meno congruenti – alcune sensate altre meno) dove cerco di mostrare una strada maestra da seguire per riuscire a:

  • scovare qualche nicchia profittevole
  • digitalizzare una propria competenza o professione già riconosciuta offline
  • rendersi conto se questo mondo fa veramente per te (anche qui non mi piace vendere illusioni, preferisco essere brutalmente concreto)
  • valutare come poter essere utile per gli altri imparando delle conoscenze e competenze che potrebbero essere “vendute” a chi ne ha bisogno

Ma va da sé che i 3 dubbi più frequenti che una persona vergine o meno di queste informazioni può sempre domandarsi:

  1. Vale davvero la pena?
  2. Come faccio ad attirare l’attenzione?
  3. Da dove iniziare?

La risposta a questi interrogativi è qui >>

 

Al tuo successo,

Mik Cosentino

L’Ecommerce è Davvero Così Importante Nel 2021? Scopriamo Alcune Strategie Vincenti

infomarketing ecommerce

A seguito della pandemia le persone hanno aumentato la consapevolezza in merito al discorso smart working e di quanto i social network stessi rappresentano un potente veicolo di informazioni e denaro per chi sa come pilotarli nel modo giusto.

E l’ecommerce ad oggi rappresenta un potente strumento che veicola dei prodotti o servizi verso il giusto pubblico ben predisposto all’acquisto.

L’unica cosa è che se non si ha un’adeguata strategia e se non si è costruito un servizio intorno ad un’esigenza ben specifica… il rischio di mettere in piedi qualcosa che non funzionerà mai (o crediamo che funzioni solamente nella nostra testa), è dietro l’angolo.

Infatti quando si parla di ecommerce di base le persone pensano subito agli strumenti necessari per la sua realizzazione o ai prodotti da vendere ma non pensano come vendere grazie all’ecommerce.

Perché un conto è fare un ecommerce (anche solamente a livello tecnico) ed un conto è farlo funzionare davvero con acquisti ricorrenti ogni singolo mese e non soltanto in alcuni periodi dell’anno.

Certo è altrettanto vero che alcuni prodotti o servizi sono stagionali, ma con internet non ha senso limitare l’attenzione e la strategia solamente a questo aspetto.

E’ bene pensare più in grande.

Quindi si può vendere con un ecommerce?

Certo che sì.

Io stesso ne ho creati ben due a tal riguardo con la veicolazione di due differenti tipologie di prodotti.

Considera che è stato realizzato tutto in private label (poi magari approfondiremo in futuro questo argomento) ma sì, certo che si può vendere con un ecommerce.

Nel mio caso abbiamo GLX Nutrition > https://glxnutrition.com/ 

E SleepSlept > https://sleepslept.com/ 

Si tratta di due realtà completamente differenti ma strettamente correlate.

Visionale e poi mi saprai dire.

Ma tieni conto che se non si ha la ben che minima idea di come muoversi… stai pur certo che nulla avviene per magia.

Ad ogni modo, se già analizzi e osservi quello che ho fatto nel mio caso specifico all’interno di due nicchie di nicchia (perdona il gioco di parole) ti rendi conto anche l’impostazione dell’ecommerce per la vendita di un prodotto di categoria o anche il fatto del merchandising di InfomarketingX che trovi qui >> https://store.infomarketingx.com/ 

Questo a cosa ti deve far riflettere?

Al fatto che dietro casi di successo c’è stata un’attenta analisi di successo. Nulla è lasciato al caso e c’è sempre un protocollo da seguire per massimizzare quelli che sono i propri sforzi.

Non si deve andare alla cieca o direttamente su Shopify nella creazione di un ecommerce

come fare un ecommerce online

Del resto quando ci si avvicina ad una nicchia che non si conosce, la prima cosa che viene spontaneo fare è andare su Google o YouTube e cercare maggiori informazioni in merito al tema di interesse.

E sicuramente si possono trovare tante strade a riguardo.

Alcune più tracciate, altre meno tracciate ma in linea di massima puoi trovare veramente tanta roba.

Ecco perché è sempre bene partire dai fondamentali così come mostravo già un anno fa nel video che ti condivido qui sotto.

Possono esserci veramente tanti modi per informarsi su di un tema di tuo interesse, e oltretutto puoi trovare anche diversi esperti o professionisti che ne parlano a riguardo.

E siccome una cosa che succede quando si ascoltano più fonti è quella di fare confusione… la cosa che ti consiglio in maniera del tuo spassionata è che se hai come focus quello di capire come funziona il business online e più nel dettaglio l’infomarketing, allora ti invito a seguire i miei contenuti, ciò che condivido qui sul blog o sul mio canale YouTube perché c’è veramente tanto ma tanto materiale che puoi consumare.

Ed il materiale che ho realizzato non è mai materiale fine a se stesso. Si tratta di materiale che è consultabile per farsi una chiara idea di come muoversi in merito svariati temi di interesse per poi decidere di monetizzare il tutto al meglio.

Anche con l’ecommerce volendo.

Ovviamente puoi imparare a memoria ogni mio materiale condiviso su tutte le varie piattaforme social ma alla fine della fiera arriva un momento in cui o decidi di fare azione, oppure resti lì come sei.

Questa è una tua scelta.

Ma a parte questo ci tengo a fare una precisazione prima che venga frainteso.

Io non mi occupo unicamente di ecommerce e non rivelo come crearsi un business UNICAMENTE con un ecommerce.

Semmai posso dirti come crearsi un asset con gli ecommerce aprendone uno o più di uno in determinate nicchie di mercato purché risultate profittevoli dopo aver fatto qualche test.

Questo posso dirtelo perché è nella mia competenza digitalizzare un ramo d’azienda o mettere online delle proprie competenze e monetizzarle – lo rivelo perché l’ho fatto dagli albori e continuo a farlo.

Pertanto insegno e condivido ciò che prima testo sulla mia pelle così evito a tutti gli X-MEN che decidono di affidarsi ad InfomarketingX di procedere per tentativi ed errori quando vogliono creare qualcosa di loro o fare soldi online.

E nel momento in cui a seguito di una ricerca di mercato ci si rende conto che guadagnare con un ecommerce all’interno di una nicchia potrebbe essere cosa buona e giusta (dopo vari test ecc)… allora sono il primo a dirti: vai e crealo!

Ma a poco ci fai se non conosci delle strategie di marketing che possano in qualche modo farti guadagnare grazie ad un ecommerce.

Perché ti dico questo?

Perché se pensi veramente che mettendo online un ecommerce le vendite inizieranno ad arrivare senza che tu debba fare nulla… beh mi dispiace deludere le tue aspettative ma non guadagnerai nulla.

Può esserci anche un forte traffico organico e le persone potrebbero anche atterrare in totale autonomia sul tuo ecommerce, ma questa non è una dinamica che si ottiene dalla sera alla mattina.

E non è nemmeno detto che sia costante e continuativa nei mesi.

Ci vuole tanto tempo, dedizione e duro lavoro (strategico soprattutto) per raggiungere concreti risultati piuttosto che affidarsi al caso, e di solito lì fuori ti dicono di mettere in piedi due o tre robette ed ecco che il gioco è fatto.

Ahimè non è così immediato come sembra.

Infatti ne ho parlato pure in un’intervista che trovi cliccando qui >>

Tornando a noi…

Ma fare business online è come vendere aria fritta?

come vendere aria fritta

Questa è la domanda delle domande e per certi versi non ha molto a che vedere con il discorso di come creare un ecommerce o come vendere con un ecommerce.

Tuttavia in certi contesti si potrebbe parlare di aria fritta.

Nel senso che le persone che non conoscono benissimo i dietro le quinte di questo mondo del business online, quando sentono parlare di digital marketing, ecommerce, vendita ecc… specialmente di consulenze online o video corsi… pensano che sia aria fritta.

E allora io Mik Cosentino dico: perché non far capire come vendere aria fritta?

Detta così sembra essere una cosa veramente ironica ma sotto sotto c’è un grande fondamento che risponde ad una domanda piuttosto evidente del pubblico.

E nel momento in cui rispondo ad una domanda del pubblico che si sta facendo spesso e volentieri, vuol dire che sto facendo marketing.

E nel momento in cui faccio marketing (in modo etico e leale) sto già entrando nei meccanismi di come dare al pubblico quello che vuole e che soprattutto è UTILE alla sua crescita economica e di sapere.

Perché nel momento in cui capisco questo e mi rendo conto che potrei influenzare la decisione di acquisto o meno di una nicchia di persone riguardo a quello di cui mi occupo e di cui potrebbero interessarsi individui in target… non sto più vendendo aria fritta.

Ecco perché (seppur ci abbia “scherzato sopra”) ha più attinenza di quello che sembra.

Al tuo successo

Mik Cosentino

PS. Sì è vero, l’introduzione di questo articolo aveva a che fare con l’importanza di avere un ecommerce nel 2021 e delle strategie vincenti per farlo funzionare.

Il punto è che prima di avere un ecommerce bisogna conoscere il marketing per validare l’idea di business.

Sarebbe opportuno fare delle prevendite, vedere il volume generato e poi iniziare a mettere a regime la macchina.

Procedere in questo modo piuttosto che aspettare che qualcuno compri in totale autonomia su di un portale dopo averci speso pure del tempo nella sua realizzazione fa tutta la differenza di questo mondo, perché aiuta ad avere il giusto mindset in merito la creazione di un business online serio e stabile.

Altrimenti il rischio di procedere per tentativi ed errori senza nemmeno rendersi conto di cosa si sta facendo è dietro l’angolo.

Anche perché il mondo degli ecommerce è piuttosto vasto e non ha senso provare, vedere come va e poi forse in caso rimettere mano a tutto.

Prima si parte dai fondamentali, poi si fa il resto.

Comunque se vuoi farti un’idea su come vendere aria fritta… beh clicca qui >>

e divertiti! 😎🔥

Come fare soldi partendo da zero – le istruzioni di Mik Cosentino

come fare soldi partendo da zero

La maggior parte delle persone che si rendono conto di poter fare soldi online iniziano a cercare in modo spasmodico su Google quale può essere il modo più efficace per ottenere questo risultato.

E cercando potresti trovare come cose del tipo:

  • Guadagnare online con un blog.

  • Apri un canale YouTube.

  • Affiliate Marketing.

  • Amazon FBA.

  • Dropshipping.

  • Trading Online.

  • Vendi infoprodotti online.

  • Crea Temi o Plugin.

Ed altre cose affini.

Il punto è che tutte le cose condivise sono giuste per guadagnare online partendo da zero ma… se volessimo capire come farlo seriamente, qual è la strada da seguire?

In questo video ti condivido un importante pensiero:

Purtroppo la maggior parte delle persone non comprende realmente cosa significa guadagnare online

Di base una persona quando inizia a pensare a come fare soldi, lo fa dalla prospettiva sbagliata.

Lo fa pensando alla mancanza di soldi e non a quello che potrebbe realmente dare alle persone.

Il fare soldi non significa trovare qualche strano meccanismo di guadagno senza dover fare tanta fatica e ottenendo grandi somme di denaro.

Non è così che funziona ed io mi discosto completamente da questo principio.

Infatti per quanto mi riguarda ci tengo a condividere un messaggio rivolto a delle persone che sono disposte a lavorare sodo per diventare padroni della loro vita diventando finanziariamente libere facendo quello che più amano in assoluto.

Ecco perché la prima cosa da tenere in considerazione su tutte le altre è proprio quella di scoprire cosa vogliono le persone.

Perché il fatto di guadagnare online seriamente preclude tutta una serie di considerazioni che condivido tra un attimo, ovvero:

  • Individuare una nicchia di mercato che ha un problema

  • Scoprire se c’è qualcuno che ha trovato una soluzione in merito

  • Analizzare com’è stata impacchettata questa soluzione

  • Vedere quali sono le recensioni e se le persone sono realmente soddisfatte di quello che ricevono come offerta

  • Considerare se c’è un qualche punto debole in quello che viene proposto

  • Valutare un nuovo modo alternativo ed efficace che rende maggiormente piacevole l’ottenimento di un risultato senza dover attraversare le tenebre del fallimento o la frustrazione dell’insuccesso

Perché è questo il nocciolo della questione.

Fare soldi equivale a tenere conto di quanto ho appena condiviso.

E l’elenco che ho appena scritto è la matrice di funzionamento da prendere in considerazione in qualsiasi contesto esso sia.

Conoscere le esigenze ed i bisogni delle persone è il fulcro del guadagnare online seriamente

E’ sbagliatissimo pensare a quale dev’essere il prodotto più richiesto o maggiormente venduto all’interno di una nicchia per poter fare soldi a palate.

Perché io stesso Mik Cosentino quando mi sono avvicinato a questo mondo dell’online marketing ho avuto lo stesso identico pensiero.

Il mio chiodo fisso era come avrei potuto guadagnare soldi vendendo prodotti o servizi online già richiesti dalle persone.

Quindi ero alla ricerca di una miglioria o qualcosa che rendesse più efficace l’acquisto di un prodotto o servizio ma… nel momento in cui avevo questo modello di pensiero, sentivo un forte attaccamento ai soldi che sì, mi ha portato a guadagnare le prime somme di denaro online ma dentro di me sentivo qualcosa che non andava, quella classica sensazione di sporco che sicuramente hai sentito parlare.

Quante volte capita di sentir le persone associare il denaro a qualcosa di sporco, qualcosa da cui è bene stare alla larga o comunque che è meglio fare attenzione?

Sicuramente molte.

E allo stesso tempo dentro di te prende piede qualcosa che ti allontana da quello che invece vorresti realmente: aiutare te stesso e le persone intorno.

Infatti nel preciso momento in cui ho capito questo, nel momento in cui mi sono reso conto che il segreto era nelle persone, nel capire:

  • Cosa cercano

  • Cosa desiderano

  • Cosa vogliono

  • I motivi di un loro eventuale acquisto

Ecco che tutto cambia completamente.

Infatti sono gli stessi identici principi che mi hanno spinto a creare InfomarketingX una realtà che insegna come guadagnare online (e non solo) seriamente tenendo conto:

  • Del mercato

  • Della persona che propone un servizio o prodotto

  • Della concorrenza

Per fare soldi bisogna possedere delle competenze o abilità (ma non sono quelle che pensi o che ti fanno credere)

Permettimi di essere brutalmente onesto con te. Anche perché la sincerità paga sempre.

Quando si parla di guadagnare online si deve essere consapevoli che è importante (come in qualsiasi altro contesto) possedere delle abilità e competenze che non devono essere per forza di cose circoscritte a conoscenze di marketing, promozione e vendita.

No, quelle si possono affinare anche in un secondo momento.

Quello che è bene tenere in considerazione riguarda invece le conoscenze e abilità di quello che vorrai proporre sul mercato di cui ha bisogno una nicchia di persone potenzialmente interessata a quello che fai.

Non ti puoi proporre online se tu in primis non hai le adeguate conoscenze e competenze in materia.

Ecco perché ho creato un webinar totalmente gratuito in cui vado a toccare queste sfumature e quali sono le azioni da fare in sequenza per evitare di cadere nella trappola del “guadagno soldi facili senza fare nulla”.

Lungi da me questo messaggio perché non fa parte della mia etica e visione futura.

Pertanto se vuoi scoprire il nostro approccio etico e innovativo…

Si tratta di un contenuto altamente formativo che ti aiuta a fare chiarezza in un mondo in cui chiunque dice tutto il contrario di tutto.

Segui chi ha fatto della formazione la sua ragione di vita aiutando così tante persone da perdere ormai il conto.

Quindi potrai vedere tu stesso persone simili a te che si sono realizzate grazie a quello che condivido in InfomarketingX.

Al tuo successo,

Mik Cosentino

PS. In tutto quello che ho condiviso all’interno di questo articolo c’è una cosa che mi sento di condividerti. Tra le varie nicchie più profittevoli e facilmente scalabili , quella più semplice da monetizzare è quella delle informazioni.

Ma anche qui bisogna saper condividere cose che sono potenzialmente richieste dalle persone, altrimenti non è che tutti danno i soldi al primo che capita sotto mano.

Ci sono tutta una serie di cose da tenere in considerazione prima di muovere anche un solo passo.

Ecco perché non faccio mai promesse fuorvianti ma condivido ciò che da sempre funziona per me nel mio caso specifico ed anche nella vita delle persone intorno a me che applicano con successo le mie conoscenze.

PPS. Inoltre un’ultima cosa che mi sento di condividerti è l’avere a cuore il successo delle persone e non sempre e solamente i soldi. Quelli sono una diretta conseguenza di quello che sei in grado di trasferire negli altri.

Inizia a pensare a quali sono le competenze che devi conoscere per generare i primi soldini, sposta il focus sulle persone, comprendi quelli che sono i loro bisogni, problemi e crea una soluzione unica capace di aiutarli a cambiare la loro vita.

Come Ottenere Ciò Che Vuoi Grazie al Mindset Vincente

mindset vincente

Questo contenuto è estrapolato da una sessione dal vivo che ho fatto con le persone che hanno preso accesso subito per la prima volta al mio nuovo libro L’Infomarketing spiegato a mia nonna, libro che se non l’hai ancora fatto tuo puoi farlo tuo cliccando sul pulsante qui sotto.

 

Praticamente per le persone che avrebbero preso almeno una copia del mio libro appena uscito (è accaduto il mese scorso) avevo dato un bonus particolare che era una spiegazione approfondita dei vari capitoli del libro, nonché i pilastri dell’infomarketing, pilastri che servono assolutamente per dare vita ad un business altamente redditizio.

Se non hai avuto la possibilità di accedervi puoi farlo comodamente da questo video estrapolato da quella sessione (ovviamente è un breve estratto ma seppur “corto” ha un potente impatto)


 

Ma ora entriamo nel vivo di uno dei pilastri condivisi perché rappresenta ciò che a mio avviso fa la totale differenza tra chi ha tante competenze ma non riesce a raggiungere quello che desidera da chi invece ha poche competenze ma attraverso il giusto mindset vincente e setting mentale riesce a raggiungere risultati che fino a quel momento sembravano impensabili.

Attenzione!

Non sto dicendo che con la mente si può ottenere qualsiasi cosa come se accedendo ai principi della legge d’attrazione, chiunque può attirare quello che desidera.

Anche perché questo è un tema che ho parlato più nel dettaglio nel video del mio canale youtube che trovi riepilogato qui sotto

 

Però una cosa è certa di quel principio:

La legge dell’attrazione ti aiuta a focalizzare su quello che vuoi veramente

Per quanto riguardo questo tema se ne sono dette di ogni, e ci sono state pure persone che ci hanno erroneamente marciato sopra facendo passare un messaggio completamente distorto e sbagliato della mentalità. Il giusto setting mentale è che ti focalizzi su quello che ti serve rispetto a quello che credi possa servirti togliendo di mezzo tutte quelle lamentele e lagne che a poco servono se non che a depistare dal raggiungimento dei risultati.

Prova a pensarci un attimo con me ora che stai visionando questo contenuto.

Ti è mai capitato di fare una pianificazione finanziaria?

Capisco che apparentemente possa non avere la minima attinenza ma se vuoi raggiungere risultati economici che non hai mai ottenuto devi anche prevedere la giusta sequenza di azioni da fare per avvicinarti anche di poco a quello che è il risultato desiderato.

Nessuno mai (nemmeno Warren Buffet) fa investimenti senza la minima cognizione di causa a riguardo.

Si deve conoscere il terreno di gioco per capire su quali leve fare breccia se si vogliono ottenere grandi cambiamenti, e i grandi cambiamenti avvengono con piccoli passi.

Non è una presa in giro ma una diretta esperienza da parte di chi mastica queste informazioni ogni singolo giorno.

Anche perché io stesso prima di avvicinarmi nel mondo del business online ho gareggiato per tanti anni nel mondo dello sport ed anche lì vale lo stesso identico concetto.

Anzi… puoi esserti preparato “tecnicamente” anche perfettamente ma se nel blocchetto di gara hai un mindset che fa ridere una pecora… è ovvio che vieni sbranato vivo dai tuoi concorrenti.

La stessa cosa che stava per succedermi quando nel periodo più buio della mia carriera agonistica stavo quasi per gettare la spugna.

E pensare che ero uno dei delfinisti più forti di sempre ma in quel periodo la mia mente remava contro, non c’era niente da fare.

Anziché aiutarmi a raggiungere e confermare nuovi traguardi, mi stava per sbattere fuori senza passare dal via.

E’ incredibile la potenza della mente.

A volte basta conoscere un protocollo vincente e il mindset torna dirompente

Infatti è proprio quello che mi è successo quando stavo per mollare tutto, poi leggendo il messaggio di un mio trainer mentale di allora, mi disse “Mik devi fare 4 cose”.

Niente di più e niente di meno.

Ed anche nel mondo del business online vale la stessa cosa.

A prescindere che le cose vadano bene o meno, quello che fa la totale differenza è applicare pedissequamente un flusso di azioni ben specifiche che portano alla meta senza mettere in discussione una sola virgola di ciò che viene condiviso.

Perché poi è anche questo a fregarci: la mente che si mette di mezzo e distorce la percezione di tutto quanto.

Anche di cose così banali ed efficaci se venissero applicate.

Un po’ come quello che puoi vedere passo passo cliccando nel pulsante qui sotto.

Già molte altre persone hanno digitalizzato una loro competenza o massimizzato i propri risultati grazie all’infomarketing… eppure nonostante questo ci sono persone che hanno qualche dubbio, vuoi perché sono state “scottate” in passato che oggi non se la sentono di fidarsi di nuovo di percorsi online che aiutano a massimizzare al meglio le proprie competenze.

Ed è comprensibile anche perché il successo non arriva dalla sera alla mattina, come non basta possedere il giusto mindset vincente per raggiungere mete fino ad oggi impensabili.

Bisogna:

  • Analizzare il proprio contesto
  • Valutare se c’è una fattibilità di risultati
  • Pianificare una strategia di azioni mirate che portano ad una meta ben specifica
  • Ascoltare cosa dice la propria mente

Perché di base è proprio in questo punto preciso che si precipita.

Proprio come stavo precipitando pure io quando a fronte di un infortunio mi stavo convincendo di non essere più in grado di replicare ciò che in passato era semplicissimo.

A volte non siamo in grado di auto motivarci e di innalzare quello che è un mindset vincente ed efficace ma abbiamo bisogno (proprio come ho fatto io) di affidarci e affiancarci da un professionista in grado di mantenerci sempre alto il tono emotivo e di spronarci anche quando la nostra mente rema contro.

Ma la cosa bella è che il mio trainer non mi “istigava” all’azione.

Mi ricordava solamente la semplicità delle azioni da fare e che io seppur facessi, non le applicavo nel modo corretto.

Non volevo farlo.

Ed è la stessa cosa che succede quando addentrandosi nel business online si iniziano a vedere cose come:

  • Funnel di marketing più o meno complessi
  • Email marketing difficile da applicare perché non si sa mai cosa scrivere e come scriverlo
  • Campagne pubblicitarie ostiche da mettere online perché non si sa mai quale possa essere l’angolatura che funziona più o meno meglio
  • Eventuali blocchi di facebook (che tra l’altro è sempre in continuo cambiamento e stare al suo passo non è così scontato come sembra)
  • Vendite che non arrivano e ci si fa mille trip mentali su cosa non sta funzionando (offerta, uso dei toni, target non interessato, ecc)
  • Tecnicismi che non funzionano e difficoltà nel capire dove mettere mano e perché
  • Concorrenza agguerrita che potenzialmente rende le dinamiche più difficili da gestire e far funzionare al meglio

E tutta una serie di cose affini che potrebbero demotivare dall’azione massiccia.

Il successo è figlio di una corretta pianificazione anche finanziaria

pianificazione finanziaria

Seguimi un attimo riguardo un concetto che è molto delicato quanto impattante se applicato nel modo corretto.

Vuoi realmente raggiungere quello che desideri?

Sei veramente disposto a fare tutto il necessario per dare vita ai tuoi sogni anche quando ci saranno degli ostacoli spigolosi da affrontare?

Te lo chiedo perché a volte le persone dicono sì lo voglio ma non l’hanno minimamente pianificato e soprattutto visualizzato.

Perché conta anche questo.

Tu lo vedi quello che puoi raggiungere grazie a quello che potrai seguire nel protocollo di coaching program in InfomarketingX?

Capisco che la domanda sembra piuttosto scontata ma in realtà non lo è affatto, perché se non pianifichi il tuo successo, pianifichi il tuo fallimento.

Questo cosa ti deve far capire?

L’intenzione di raggiungere nuove mete è più importante delle informazioni a cui accedi per poter ottenere quello che oggi non hai ancora.

Ma lo vedi? Cioè cosa senti quando immagini la tua vita con quello che vorresti ottenere realmente a prescindere da eventuali criticità che si presenteranno dinanzi a te?

Prenditi un attimo di tempo per renderti conto realmente di queste sfumature.

Ecco perché il mindset vincente è vitale in questi contesti perché ti permette di poter restare focalizzato nelle azioni da fare anche quando quella vocina interiore inizia a prendere il sopravvento e ti depista pesantemente.

La stessa cosa che era successa a me quando nuotavo ma poi il messaggio del mio trainer mi ha fatto rendere conto di un “flash”.

Avevo già ottenuto dei traguardi e dovevo semplicemente replicare la stessa cosa applicandomi passo passo.

Ovviamente è comprensibile avere dei ripensamenti, dubbi, difficoltà ecc quando è la prima volta che ti avvicini a questo mondo e non è un caso se la presenza di un trainer fa tutta la differenza in questo contesto, ecco perché in Infomarketing Coaching Program c’è la presenza costante dei miei trainer che mantengono la giusta direzione nella creazione del proprio business o digitalizzazione delle competenze.

Altrimenti il rischio di perdersi nei meandri della creazione di quello che è un business online apprendendo e applicando le informazioni condivise dentro i miei programmi è un attimo…

Infatti i nostri casi studio di successo hanno questo denominatore comune, una presenza e supporto costante di quelli che sono i passaggi evolutivi nel mettere in piedi o scalare un business di informazioni.

Altro motivo che mi ha spinto oggi a creare un contenuto con questo taglio comunicativo perché se non si mantiene un focus costante nella giusta pianificazione finanziaria del proprio progetto, non si va da nessuna parte.

Complice pure il mindset vincente che deve essere mantenuto sempre al massimo e al meglio della forza, processo che faccio passo passo anche nella pagina che ti si apre cliccando sul pulsante qui sotto.

Se io stesso in passato ed anche oggi mi confronto con altri trainer per avere un riscontro di come gestiscono le loro criticità, non vedo perché non dovresti farlo anche tu.

La riprova tangibile l’ho avuta quando nella condizione fisica peggiore possibile sono stato in grado di ribaltare il risultato, stessa cosa che hanno fatto diversi miei studenti presenti nei vari percorsi formativi.

Ed è la stessa cosa che potrebbe accadere anche a te pure se pensi che non sia fattibile.

Scopri come puoi innescare questa trasformazione perché ha un impatto molto forte nella tua attività e vita personale.

Provalo e fammi sapere.

Mik Cosentino


PS. Ti è mai capitato di pensare in maniera diversa di fronte ad un problema od ostacolo che avevi dinanzi a te e renderti conto come è cambiato il tuo pensiero a riguardo?

Ecco… immagina cosa può accadere nel momento in cui replichi la stessa cosa nel mondo del lavoro e spalanchi il gas che ti proietta rapidamente a raggiungere i tuoi risultati anche se ad oggi pensi di non essere nella condizione giusta di essere all’altezza.

Smetti di pensare in questo modo e proiettati all’azione massiccia così come ho fatto quel giorno in cui non volevo gareggiare.

L’attitudine e il mindset vincente è la chiave.

Non importa se raggiungerai o meno quello che desideri, quello che conta è tuffarsi e assaporare un nuovo setting mentale.

Poi il resto verrà da sé.

Farai questa sfida iniziando dal pulsante qui sotto?

PPS. Anche le persone intorno possono avere un ruolo non indifferente in questo, e tra l’altro possono dirci “si ce la farai, oppure no non ce la farai, lascia perdere” atteggiamento tipico di chi vuole proteggerci da un lato e chi invece ha un pizzico di invidia nei nostri confronti e quindi ci vuole dissuadere dal restare dove siamo per evitare di scoprire nuovi mondi.

Ancora prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, dobbiamo prendere in considerazione se volgiamo intraprendere un percorso di trasformazione personale e di raggiungimento di nuovi risultati, perché se non lo vogliamo, poi è chiaro che al minimo vento avverso rischi di abbandonare ancor prima di iniziare.

Ecco perché è importante ricordare di fare poche cose, fatte bene nella giusta sequenza.

Ma non servono tante conoscenze, ne sono sufficienti molto meno ma applicate con criterio.

Per questo la testa è importante avere “sotto controllo” altrimenti è un attimo perdere la rotta.

Fai attenzione a questo ancor prima di comprare qualsiasi cosa altrui se non hai questo setting mentale, perché non sarà così scontato raggiungere risultati.

Cosa che noi abbiamo tenuto conto nel nostro Coaching Program.

Prova a darci un’occhiata cliccando qui > così vedrai nel dettaglio l’impatto nella tua vita.